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Scuola | 13 giugno 2024, 13:18

I laureati dell’Università dell’Insubria sono preparati e competitivi nel mercato del lavoro: lo conferma il Rapporto Almalaurea 2024

L’annuale valutazione sulle prestazioni dei 78 atenei italiani affiliati al consorzio è stata al centro del convegno «Laureati e dimensioni internazionali: dall’università al mercato del lavoro». I dati sono descritti in due dossier, con tagli differenti: il profilo dei laureati e la loro situazione occupazionale a uno e cinque anni dal conseguimento del titolo

I laureati dell’Università dell’Insubria sono preparati e competitivi nel mercato del lavoro: lo conferma il Rapporto Almalaurea 2024

I laureati dell’Università dell’Insubria sono preparati e competitivi nel mercato del lavoro: lo conferma il XXVI Rapporto Almalaurea 2024 presentato oggi a Trieste. L’annuale valutazione sulle prestazioni dei 78 atenei italiani affiliati al consorzio è stata al centro del convegno «Laureati e dimensioni internazionali: dall’università al mercato del lavoro», organizzato in collaborazione con l’Università di Trieste e il Ministero dell’Università e della ricerca.

I dati sono descritti in due dossier, con due tagli differenti: il profilo dei laureati e la loro situazione occupazionale a uno e cinque anni dal conseguimento del titolo. 

In entrambi sono proposti sia un resoconto generale sullo stato dell’istruzione universitaria in Italia che dati specifici riguardanti le singole istituzioni. Complessivamente, sono stati coinvolti circa 300.000 laureati del 2023 per ottenere una panoramica delle loro caratteristiche principali, e 660.000 laureati per analizzare i risultati ottenuti sul mercato del lavoro.

Per il profilo dei laureati dell’Università dell’Insubria sono stati intervistati 2.261 dottori: 1.595 triennali, 413 magistrali biennali e 253 a ciclo unico.

L’Indagine sulla condizione occupazionale ha invece coinvolto 3.134 laureati Insubria: 1.588 laureati triennali e 579 laureati di secondo livello del 2022, contattati a un anno dal conseguimento titolo, 519 laureati del 2020, contattati a tre anni dalla laurea, mentre sono stati 448 i dottori del 2018 contattati a cinque anni dal titolo.

Ancora una volta l’Università di Varese e Como ha risultati superiori alla media nell’occupazione. L’83,8% dei laureati triennali che non si sono iscritti a un corso di secondo livello a un anno dal conseguimento del titolo ha un impiego: la media nazionale è del 74,1% e quella lombarda è del 79%. Lo stipendio medio mensile netto è di 1.488 euro, superiore alla media italiana e lombarda, rispettivamente pari a 1.384 euro e 1.413 euro.

Anche il tasso di occupazione dei laureati magistrali rimane molto elevato: a un anno dal conseguimento del titolo è dell’82,7%, con uno stacco netto rispetto alla media nazionale del 75,7% e uno stipendio medio di 1.650 euro, rispetto ai 1.432 euro della media nazionale e ai 1.489 euro della Lombardia. A cinque anni dal conseguimento del titolo, il livello di occupazione è ancora più alto: è del 91,7%, con una retribuzione media mensile netta di 1.969 euro rispetto ai 1.768 euro della media nazionale.

Il 67% degli occupati a un anno dalla laurea dichiara di utilizzare in misura elevata nel proprio lavoro le competenze acquisite durante il percorso di studi, a cinque anni dalla laurea l’80,5% ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro svolto.

Tra i laureati triennali dell’Insubria il 3,3% è di cittadinanza straniera, il 6,3% proviene da altre regioni italiane, il 50,8% ha conseguito un diploma di tipo liceale e il 41,8% un diploma tecnico.

L’età media al momento del conseguimento della laurea è di 25 anni, nello specifico di 24,4 anni per i laureati di primo livello e di 26,3 anni per i magistrali biennali. Il 66,5% completa gli studi universitari in corso rispetto al 61,5% della media nazionale.

Il voto medio di laurea è di 100,2 su 110 per i laureati triennali, di 107,9 per i magistrali e di 107,4 per i magistrali a ciclo unico. Il 55,6% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi, il 10,7% ha partecipato al programma Erasmus, rispetto al 9,8% di media nazionale, e il 69,3% ha lavorato durante gli studi.

Infine, l’opinione dei laureati: l’89,9% è soddisfatto della relazione con il corpo docente, l’85,4% ritiene che il carico di studio sia adeguato alla durata del corso, il 75,7% valuta le aule come adeguate e il 91,2% giudica positivamente l’esperienza universitaria nel suo complesso.

c. s.

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