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Varese | 29 maggio 2024, 08:10

FOTO e VIDEO - La lunga attesa del Village ancora "sommerso" dal lago: «Stivali e 68 centimetri d'acqua in spiaggia, ma non molliamo. L'estate arriverà...»

Viaggio tra immagini e parole in una delle attività "mangiate" dalla piena del lago di Varese, che scende di 2 centimetri al giorno. Il titolare Daniele Lamperti: «Nel 2014 il livello era più alto di almeno 40-50 cm rispetto a ora, ma in un mese la situazione si era sistemata completamente. Siamo chiusi da 16 giorni, i dipendenti mi aiutano e i clienti mi sostengono. Lavoriamo per riaprire il ristorante nel weekend, rimanderemo l'avvio della discoteca. La festa delle scuole del 9 giugno? Se avremo problemi la sposteremo di una settimana»

Daniele Lamperti al lavoro ogni giorno per poter riaprire nel prossimo weekend almeno il ristorante, mentre per ora per arrivare al dehor bisogna usare gli stivali

Daniele Lamperti al lavoro ogni giorno per poter riaprire nel prossimo weekend almeno il ristorante, mentre per ora per arrivare al dehor bisogna usare gli stivali

Il cielo su Varese concede una tregua, tra occhiate di sole e nuvoloni che passano al momento finalmente innocui. I “rubinetti chiusi” però non stanno facendo cambiare di una virgola la professionalmente complicata situazione del Village, la conosciutissima location - discoteca d'estate, ristorante sempre - adagiata sulle rive del lago di Varese tra la Schiranna e Capolago, assediata da una piena che dura ormai da mesi.

«L’acqua sulla spiaggia è arrivata a 68 cm sopra lo zero idrometrico e sta iniziando a scendere, ma lo fa al ritmo di soli 2 cm al giorno - spiega il titolare Daniele Lamperti - È uno stillicidio, non ti dà nemmeno la possibilità di programmare le pulizie, necessarie visto che questa piena lascia uno sporco incredibile ovunque».

Non è difficile da credere guardandone il colore marrone che ancora oggi invade tutta la parte esterna del locale, in un continuum che non fa nemmeno più percepire dove sia la riva: «L’acqua ha invaso metà del ristorante, allagando la cucina e il magazzino. Ho accatastato tutto quello che era accatastabile, ciò che non lo era è stato almeno alzato e quello che infine non era spostabile si è ovviamente danneggiato. Pensavamo di aver raggiunto il massimo a fine marzo-metà aprile, quando invece ha fatto quella notte d’acqua incredibile due settimane fa e il lago è salito di altri 40 centimetri, senza più davvero scendere».

È questo effettivamente il problema di quest’anno, il “dopo”: «Da quando sono proprietario del Village ho affrontato diverse situazioni simili - continua Lamperti - Addirittura nel 2014 il livello era più alto di almeno 40-50 cm rispetto a ora, ma in un mese la situazione si era sistemata completamente. Stavolta no».

La somma di quanto descritto è un locale chiuso ormai da 16 giorni: «Che diventeranno sicuramente 18, sperando di poter riaprire almeno l’interno venerdì o sabato. Sicuramente rimanderemo l’apertura della stagione estiva della discoteca ed è rimandata evidentemente anche l’apertura della parte esterna del locale: appena sarà possibile proveremo a organizzarci con un dehor provvisorio».

In programma ci sono anche eventi molto sentiti, come la festa di fine anno scolastico delle scuole superiori: «È in calendario per il 9 giugno… Se avremo ancora dei problemi la sposteremo di una settimana, se anche allora non sarà possibile farla ci saranno i rimborsi dei biglietti già acquistati. Ma abbiamo dovuto annullare anche tantissime altre prenotazioni, tra cui un matrimonio. I clienti storici ci chiamano preoccupati».

Lamperti fortunatamente non è solo: «Ogni volta che c’è stato bisogno mi hanno aiutato i miei dipendenti, che verranno regolarmente pagati anche se il locale è stato chiuso. Le istituzioni? La vicesindaca di Varese Ivana Perusin ha fatto sentire la sua vicinanza, ma purtroppo dal punto di vista pratico si può fare poco: bisogna semplicemente aspettare che l’acqua scenda e sperare che non piova più. Il Village ha le spalle larghe e non molliamo: dobbiamo ripartire e lo faremo alla stragrande».

L’unica risposta un po’ “rabbiosa” Daniele la dà ai soliti tuttologi da tastiera che sui social hanno scritto - con la consueta povertà di cultura e spirito - che con questa piena il lago “si è ripreso ciò che era suo”: «Il lago è arrivato con le sue acque 70 metri oltre il confine del demanio e quindi della mia proprietà. Ma di cosa stiamo parlando? Il lago, che ci ha sempre dato tanto, stavolta si è preso ciò che era mio, altroché…».

Andrea Confalonieri

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