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Busto Arsizio | 22 maggio 2024, 16:48

Sciopero della fame di Baby Gang in carcere a Busto. Soumahoro lo incontra, lettera di Tovaglieri

Il deputato del gruppo misto ha fatto visita al 22enne, evidenziando anche i problemi della casa circondariale. «La sinistra ancora una volta porta la solidarietà a chi sta dalla parte sbagliata», commenta l’eurodeputata bustocca, che ha anche fatto recapitare un messaggio al trapper ascoltato dai giovanissimi: «Usa questa occasione per diventare un modello positivo per la tua generazione»

Sciopero della fame di Baby Gang in carcere a Busto. Soumahoro lo incontra, lettera di Tovaglieri

Baby Gang, condannato in primo grado per una rapina e una sparatoria, da una ventina di giorni si trova nel carcere di Busto Arsizio. Le porte della casa circondariale di via per Cassano si sono aperte per lui in seguito alla pubblicazione sui social di foto tratte dal set di un videoclip per il lancio di un singolo tratto dal suo ultimo disco. Secondo i giudici con questi post sarebbero state violate le prescrizioni dei domiciliari.
Nelle scorse ore, il trapper ha iniziato lo sciopero della fame. Lo ha reso noto il deputato Aboubakar Soumahoro, che ha fatto visita in carcere a Busto al 22enne. «La sinistra ancora una volta porta la solidarietà a chi sta dalla parte sbagliata», commenta l’eurodeputata bustocca Isabella Tovaglieri, che oggi ha fatto recapitare una lettera al trapper.

La visita di Soumahoro

«Ho iniziato uno sciopero della fame perché sembra di vivere nel 700. Sciopero per le condizioni di vita dei detenuti. La mia infanzia è stata risucchiata in un sistema ingiusto. La libertà di espressione va tutelata. Grazie per la tua visita». Sono le parole di Baby Gang rivolte a Soumahoro e riportate dallo stesso deputato dopo la visita ispettiva al carcere di Busto.

«Questo carcere – scrive su Facebook il parlamentare del gruppo misto – oltre a gravi problemi strutturali, è tra le strutture più sovraffollate d’Italia. Su una capienza di 240 posti, ci sono 431 detenuti di cui oltre la metà di origine straniera. Vi è anche la carenza di personale. Come afferma la nostra costituzione, la pena detentiva dovrebbe avere come principale obbiettivo reintegrare i nostri giovani nella società e non spingerli nella profondità dell’esclusione sociale. Questo rischia di essere un fallimento del nostro sistema».

La replica di Tovaglieri

«Mi fa specie che la sinistra, che dovrebbe essere dalla parte dei più deboli e dei più fragili, venga a portare la solidarietà a chi è stato definito socialmente pericoloso dai giudici – dice a distanza di 24 ore Tovaglieri, davanti all’ingresso della casa circondariale –. Sono venuta a rimarcare la differenza: la Lega sta dalla parte di chi le regole le fa rispettare e di chi vive seguendo le leggi. Invito Soumahoro a venire a visitare qualche associazione, magari sul territorio di Busto, che si occupa di recuperare le vittime di cyberbullismo e violenza, a cui Baby Gang inneggia».

Rivolgendosi al deputato eletto con Alleanza Verdi-Sinistra, la bustocca aggiunge: «Ha citato anche il tema del sovraffollamento delle carceri. Mi fa piacere che se ne renda conto solo adesso. Il problema c’era anche prima che Baby Gang venisse detenuto qui a busto ed è un problema a cui si deve lavorare con serietà a Roma e non facendo pare passerelle spot per visitare il detenuto vip di turno».

E la lettera

Tovaglieri è arrivata in carcere con una lettera indirizzata a Zaccaria, vero nome del trapper. «Mi auguro che questo periodo di detenzione possa servirti per riflettere sull’influenza che le tue azioni e i testi delle tue canzoni possono avere sui più giovani, spingendoli a emularti, con le conseguenze che tu stesso stai scontando, se non peggiori – scrive l’europarlamentare –. Non tutti, infatti, sono spavaldi e corazzati come te, e non tutti hanno gli strumenti per incassare senza ripercussioni le intimidazioni o atti di qualsiasi forma di violenza. Ci sono tanti giovani che, ascoltando la tua musica intrisa di violenza, sprezzo delle regole, oltraggio alle donne e inni alla vita facile, rischiano di imboccare strade senza ritorno, bruciando le opportunità di riscatto e futuro che il nostro Paese gli offre».
Da ciò l’invito a usare «questa occasione per diventare un modello positivo per la tua generazione».

Riccardo Canetta

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