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Economia | 19 maggio 2024, 10:55

La Uil dalla parte dei frontalieri: «Al centro diritto alla salute, trasporti, mobilità e formazione»

In vista della grande mobilitazione sindacale della categoria in programma il 25 maggio a Como contro la nuova tassa sulla salute, la Uil ha organizzato sabato un convegno a Castiglione Olona: «Ribadiamo la richiesta di arrivare ad uno statuto dei lavoratori frontalieri»

Il convegno della Uil a Castiglione Olona

Il convegno della Uil a Castiglione Olona

Si è tenuto sabato a Castiglione Olona un incontro organizzato dal sindacato Uil in cui si è parlato dei lavoratori frontalieri. Un tema, questo, che per la provincia di Varese è decisamente sentito e fondamentale per l’economia del territorio.

L’incontro si è tenuto nella sala consigliare di Piazza Garibaldi: dopo l’introduzione di Antonio Massafra, coordinatore UIL Varese, sono intervenuti Raimondo Pancrazio, segretario generale Uil Frontalieri, Massimo Mastromarino, presidente dell'associazione dei Comuni italiani di Frontiera e sindaco di Lavena Ponte Tresa e Luca Gaffuri, presidente di Caf UIL Lombardia. Le conclusioni sono state affidate al segretario generale UIL Lombardia e "padrone di casa" Enrico Vizza. 

Proprio il coordinatore UIL Varese ha introdotto quelli che sono stati i tanti temi sul tavolo del confronto. 

«Non va certamente dimenticato che il lavoro frontaliero per noi è una ricchezza per il territorio – ha detto Massafra - ma dobbiamo uscire dall’ottica di vedere i lavoratori solo come portatori di ricchezza. I livelli occupazionali oltreconfine crescono, ma anche qui esiste un problema di passaggio generazionale che può portare a creare diversi problemi. E proprio capire esattamente il futuro del lavoro frontaliero dobbiamo occuparci dei lavoratori puntando ai temi dell’innovazione tecnologica, della formazione. Dobbiamo preoccuparci di mobilità, di trasporti, di diritto alla casa e diritto alla salute. E proprio per ribadire che questi lavoratori sono per noi prima di tutto persone la UIL da tempo si sta battendo per lo statuto dei lavoratori frontalieri. Altro aspetto su cui il Governo glissa». 

E’ il segretario nazionale UIL Frontalieri Raimondo Pancrazio ad entrare nel vivo della discussione.

«Per parlare dei problemi dei lavoratori frontalieri dobbiamo partire per forza dalla mobilitazione sindacale prevista a Como per il 25 maggio contro il Governo che sta violando l’accordo sottoscritto con la Svizzera e ha introdotto una tassa sulla salute per i vecchi frontalieri che sono oltre 90 mila creando così una doppia imposizione fiscale visto che queste parsone pagano già le tasse attraverso i ristorni. Non solo, ma il Governo non adegua l'indennità di disoccupazione dei lavoratori frontalieri che invece è prevista nella nuova legge che ha recepito l'accordo e che prevede che per i primi tre mesi l’indennità di disoccupazione vada calcolata sullo stipendio svizzero. E inoltre non viene convocato il tavolo interministeriale con i lavoratori frontalieri. Per questi motivi ma anche per tanto altro ancora stiamo andando avanti nel processo di allargamento della sindacalizzazione e stiamo potenziando il ragionamento sui servizi. Per questo c’è intenzione di allargare le sedi proprio per riuscire a dare tutti i servizi e gli aiuti possibili ai nostri lavoratori. Penso proprio ai servizi del CAF che si deve occupare delle violazioni di sicurezza sociale come il caso degli assegni familiari che non sono stati corrisposti correttamente ai lavoratori frontalieri. La nostra volontà è proprio allargare i servizi offerti».

Uno sguardo verso il futuro e sui servizi che il territorio e il sindacato devono fornire ai lavoratori arriva anche  dal Segretario Generale UIL Lombardia Enrico Vizza, che ha richiamato l’impegno della UIL a dare voce alle persone, siano esse lavoratori che operano nel nostro paese o nei territori di confine come frontalieri .

«Parliamo di cittadini che vivono nelle nostre città di confine nella Regione Lombardia – ha detto in sintesi Vizza - abbiamo lanciato diverse campagne in questi anni come UIL e crediamo che su molti temi tramite i nostri sportelli di servizi (Patronato, Fiscale, Assistenza legale su Infortuni) le persone trovino una serie di risposte alle loro esigenze. I lavoratori che oggi operano nelle vicina Svizzera, anche sulla base delle modifiche dell’accordo sui Frontalieri, hanno necessità di essere assistiti e la nostra Confederazione sindacale mette in campo risorse e sportelli. Si tratta di lavoratori a cui dobbiamo dedicare un’attenzione particolare oggi che lavorano all’estero, ma anche in ottica futura, nel caso dovessero tornare ad operare presso aziende in Italia». 

C.S.

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