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Salute | 07 maggio 2024, 09:08

Vaccini, ecco come sarà il futuro nell'Asst Valle Olona: ambulatori capillari nei distretti

In programma chiusura dell’Hub Vaccinale di Gallarate e contestuale distrettualizzazione della prevenzione. Il dottor Tremamondo: «L’obiettivo, nel prossimo triennio, è quello di implementare azioni concrete e sistemi efficaci, al fine di incrementare le coperture vaccinali, soprattutto nei soggetti ad alto rischio di patologia»

Il dottor Tremamondo

Il dottor Tremamondo

Asst Valle Olona, in un’ottica di strategia condivisa con Regione Lombardia, mira a superare le disomogeneità e a promuovere una più diffusa capillarità dei punti vaccinali, così da avvicinare quella parte di popolazione difficilmente raggiungibile.

L’Azienda ha pertanto investito sia sullo sviluppo che sul rafforzamento dell’assistenza territoriale, uno dei punti del più ampio programma di riorganizzazione del Sistema Sanitario Nazionale. Tra le azioni prioritarie messe in campo troviamo la proposta di un modello organizzativo ben identificabile, in cui le attività di promozione della salute devono poter crescere all’interno del contesto dei singoli Distretti.

Ogni Distretto, dunque, diventa il primo promotore e gestore dell’offerta di prevenzione, garantendo una capacità di lettura epidemiologica del contesto territoriale, oltre che migliorando appropriatezza, impatto, efficacia e sostenibilità dei servizi vaccinali. Il Piano Vaccinale 2023-2025 ha individuato, tra le finalità da raggiungere, azioni concrete ed efficaci volte all’incremento delle coperture vaccinali, soprattutto nei confronti dei soggetti ad alto rischio di patologia, rafforzando Governance, reti e percorsi di prevenzione, sostenendo l’adozione di una visione proattiva e di un approccio centrato sulle esigenze dei cittadini.

In questo contesto si inserisce, pertanto, la chiusura dell’Hub Vaccinale di Gallarate e la contestuale distrettualizzazione della prevenzione.

Il progetto seguirà tre direttrici

Armonizzazione delle strategie vaccinali per garantire una maggiore equità secondo i più elevati standard, adeguando l’offerta ai singoli territori

Implementazione reale dei servizi previsti all’interno dell’area di prevenzione e promozione della salute all’interno delle Case di Comunità afferenti ad Asst Valle Olona

Promozione delle vaccinazioni tramite reti professionali di MMG e specialisti, sotto il coordinamento del Dipartimento di Prevenzione e dei Centri Vaccinali territoriali, così da assicurare la presa in carico dei pazienti cronici e/o fragili da parte di centri specialistici che li hanno in cura per le patologie di base

Il Direttore Socio Sanitario di Asst Valle Olona, dottor John Tremamondo, spiega: «La strategia è quelle di superare le disomogeneità territoriali e promuovere una diffusa capillarità dei punti vaccinali, oltre a una maggiore proattività nel raggiungere gruppi di popolazione difficili da reperire. L’obiettivo, nel prossimo triennio, è quello di implementare azioni concrete e sistemi efficaci, al fine di incrementare le coperture vaccinali, soprattutto nei soggetti ad alto rischio di patologia. Rafforzeremo quindi Governance, reti e percorsi di prevenzione vaccinale anche attraverso l’adozione di una visione propositiva e di un approccio focalizzato sulle esigenze del cittadino».

Il Centro di riferimento avrà la propria sede presso la Casa di Comunità di Gallarate nella quale sarà preservata l’intera offerta vaccinale attualmente attiva nell’ex caserma dell’Aeronautica.

Conseguentemente, verranno realizzati gli ambulatori vaccinali Spoke nelle Case di Comunità di tutti e quattro i Distretti afferenti all’Asst Valle Olona.La strutturazione del palinsesto delle attività sarà proporzionato alla popolazione di riferimento per ciascuna delle Case di Comunità, in base alle fasce d’età (coorti pediatriche e vaccinazioni adulti), garantendo l’apertura lungo tutto l’arco della giornata.

Questa riorganizzazione è da ricondursi al concetto più ampio di “medicina di prossimità”, ovvero all’intenzione di portare cure, prevenzione e promozione della salute presso il paziente, raggiungendo anche i così detti “hard to reach”, tramite attività di promozione della salute messe in campo, sinergicamente, con infermieri di famiglia e comunità e assistenti sanitari.

C. S.

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