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Varese | 03 maggio 2024, 07:00

Cesarini, da "figlio" del Palalbani a "papà" dell'Acinque Ice Arena: «Tutti vogliono venire qui. Il segreto? Qualità e familiarità»

Il "fenomeno" del nuovo palaghiaccio, che un anno e mezzo dopo l'apertura attrae sempre più persone ed eventi, visto dal manager Matteo Cesarini: «Siamo spesso sold out, non solo sul ghiaccio. Qui si entra con il sorriso e si resta in rapporto continuo con gli altri. A fine giugno camp di hockey con i migliori under 15 e 12 azzurri, l'anno prossimo puntiamo agli assoluti senior di pattinaggio artistico». Dove crescere? «Parcheggi: abbiamo un progetto di ampliamento. Seconda pista sì, ma sostenibile». Dal campo estivo multisport più grande della città al futuro dell'hockey: «Più varesini in prima squadra»

Matteo Cesarini, 38 anni il 14 maggio, una vita al palaghiaccio

Matteo Cesarini, 38 anni il 14 maggio, una vita al palaghiaccio

Un anno e mezzo di nuovo palaghiaccio: abbiamo chiesto a chi ha vissuto qui dentro i momenti difficili e quelli belli di raccontarci come è andata questa seconda vita dell'impianto di via Albani e cosa accadrà di nuovo nella "terza vita" che lo aspetta. Matteo Cesarini è stato il "figlio" del vecchio Palalbani ed ora, pur mantenendo l'aspetto da giovanissimo, ma con il passo del veterano, è un po' il "papà" dell'Acinque Ice Arena.

Un anno e mezzo di nuova vita del palaghiaccio: qual è il suo bilancio, Matteo Cesarini?
Dal punto di vista del reclutamento la risposta è quella che ci voleva: è pieno di ragazzini che fanno un sacco di cose. Ora il problema è dare sbocco e sviluppo alle varie categorie di tutte le società: servono un sacco di ore ghiaccio che non sono scontate o non ci sono proprio. Servirebbe un'altra pista, ma sostenibile.

Agonismo ed eventi, come è andata?
Bene: siamo pieni di eventi e la collaborazione con la Camera di Commercio e con il progetto Varese Sport Commission ha dato una spinta che sfrutta il momento, permettendoci di candidare Varese a ospitare manifestazioni importanti.

Novità in arrivo?
Nelle ultime due settimane di giugno ospiteremo un camp di hockey con i migliori giovani italiani guidato da Greg Ireland, ex coach della nazionale italiana ma anche di Bolzano e Lugano: grazie ai contatti con Diego Scandella e con tutto il team canadese avremo qui i più promettenti under 15 e under 12 azzurri con un bel team di lavoro. 

L'evento più imminente e quello a cui puntate per la prossima stagione?
Ci attende il torneo internazionale di curling dell'11 e 12 maggio con 40 squadre. Dopo aver ospitato i campionati italiani junior di pattinaggio artistico, l'anno prossimo puntiamo agli assoluti senior e a un Grand Prix Isu Junior. Le richieste di chi vuole essere a Varese sono tante: l'ultima è quella della Corea del Sud che sarà qui con i suoi atleti dell'artistico grazie anche al lavoro di qualità di Carolina Kostner. Ma anche se guardiamo alla piscina, partita subito fortissimo, o all'area fitness e palestra, che sta crescendo in modo esponenziale, i numeri sono estremamente interessanti.

Cosa attira, oltre alla struttura rinnovata?
L'ambiente accogliente e familiare. Anche grazie alle varie masterclass creiamo quella sensazione di gruppo che, alla fine, vince. Riuscire a essere tanti ma a conoscerci tutti è una ricetta che funziona. Così come l'attenzione a un altro aspetto importante che è subito passato: questa è casa nostra, ma bisogna averne rispetto. 

Dove crescere e migliorare? Sarebbe facile rispondere: nei parcheggi.
Sapevamo dall'inizio di questo problema, stiamo ragionando su come aumentare i posti auto all'interno del nostro comparto e abbiamo completato un progetto che confina con la parte dello Schiavone Team Lab. Quando ci sono le partite, per esempio, funziona lo sfogo dell'UnaHotel, con cui abbiamo instaurato una buona sinergia, ma chi utilizza piscina, palestra e ghiaccio non si può pretendere che parcheggi lontano.

Può aiutare l'arrivo del centro tennis di Francesca Schiavone?
È una grande opportunità perché punta anch'esso sulla qualità: dovremo essere bravi a gestire i picchi di accessi e sarà ancora più importante la gestione dei parcheggi. Tutta l'area verde che vedete dalla palestra e dalla piscina, tra la nostra arena e il centro tennis, sarà completata, e svilupperemo anche la collaborazione con la Pellico in ottica campo estivo.

Il campo estivo del palaghiaccio è un pezzo di storia della città.
Sarà il campo multisport più grande di Varese tra ghiaccio, palestra, bici, triathlon, apnea... Avremo anche la possibilità di utilizzare Villa Mylius e alcune strutture delle scuole. C'è grande attenzione nell'avere al centro l'attività sportiva, riuscendo a fare svolgere anche i compiti estivi, oltre alla collaborazione con la parte bar per avere menu "corretti". Abbiamo digitalizzato le iscrizioni e siamo già quasi sold out: la città ha fame.

È bellissimo vedere bambini e famiglie riempire ovunque la struttura.
Qui si entra con il sorriso e si resta in rapporto continuo con gli altri. Ci sono gruppi di amici che arrivano al palaghiaccio anche solo per fare un aperitivo scollegato all'attività sportiva. L'obiettivo di creare un luogo di aggregazione è straraggiunto al punto che così forse è anche troppo (Matteo scherza, ndr)... la cura, il mantenimento e la pulizia della struttura è fondamentale, tant'è che abbiamo un'impresa di pulizie praticamente sempre al lavoro.

Perché non diventi vecchio ciò che sembra nuovo, cosa bisogna fare?
Pensare al futuro nel presente, cioè ora, grazie al lavoro di Vittorio Poretti, il general manager del palaghiaccio. C'è grande attenzione anche da parte di Acinque sulla manutenzione per avere l'impianto sempre a questi livelli: si va dalle nuove imbiancature e dagli infissi, cioè l'aspetto più visibile, all'installazione di 48 moderni monitor. Non bisogna commettere l'errore, come spesso accade in Italia, di portare a casa tutto subito senza investire sulla manutenzione, prima che l'età pesi sulle strutture. Soprattutto perché a Varese abbiamo tutte le specialità: dove c'è solo l'artistico magari è un po' più facile, ma con l'hockey l'usura delle balaustre e dei plexiglass ha un impatto diverso, così come quello dei seggiolini, vista l'affluenza alle partite.

Tocchiamo il tasto "seconda pista": con questi numeri e questa affluenza, è innegabile che servirebbe.
Sì, ma deve essere sostenibile. Un investimento puro di chi ha già investito in questa struttura sarebbe un azzardo, ma se ci fosse l'intervento di un'entità terza come è accaduto all'Acinque Ice Arena nelle fasi iniziali, poi sarebbe possibile mettere a regime il tutto e farlo funzionare. Dobbiamo essere contenti di ciò che abbiamo con la consapevolezza che ogni anno i ragazzini di ogni società passano a una categoria superiore e a loro se ne aggiungono di nuovi: servirà dunque più ghiaccio per poter sviluppare l'attività e lavorare ad alto livello.  

Varese è favorita o sfavorita dal fatto che in Lombardia e a Milano ci sia poco o nulla?
Io dico che dobbiamo sperare che tante altre strutture riaprano: Milano ci serve e non porterebbe via niente a Varese perché nell'impianto di Sesto non sanno più dove mettere la gente. Il capoluogo di regione ha bisogno di un palaghiaccio aperto, così come ne servirebbe uno a Sondrio, perché il sistema degli sport del ghiaccio vive se c'è una capillarità pari a quella del Ticino, dove ogni trenta chilometri esiste una pista.

Si sono avvicinati sponsor a un palaghiaccio così frequentato?
Abbiamo fatto una scelta non dico selettiva ma sicuramente basata sulle aspettative degli sponsor, garantendo un ritorno immediato con una visibilità corretta, e sulla sostenibilità. I vari brand, da quelli della Gdo al mondo dell'acqua (penso a "San Bernardo") legati all'impianto hanno collaborato per tutti gli eventi che abbiamo ospitato, dai saggi del pattinaggio artistico, spesso sold out, all'hockey e questa trasversalità paga.

Quando si scioglie quest'anno il ghiaccio a Varese?
A fine giugno, riapriamo il 10 agosto. Non è detto che in futuro non ci sia ancora più ghiaccio anche d'estate: stiamo valutando l'impatto energetico e di sostenibilità di un periodo ancora più ampio di mantenimento della pista.

Dello staff cosa dice.
È quello giusto. Stiamo cercando altre persone per quanto riguarda la manutenzione generale e quella della pista, dove il lavoro crescerà. A livello di competenze tecnico sportive abbiamo messo su una bella squadra, da Matteo Poretti per la piscina a Stefano Galante per l'area fitness, da Vittorio Poretti per l'area manageriale a Marta Giardini per il marketing e a tutti i ragazzi del ghiaccio.

Chiudiamo con l'hockey.
Credo che da ogni stagione, se sei bravo, porti a casa qualcosa. Sapendo che il Varese ha la fortuna di avere questo seguito e questa struttura, bisogna semplicemente mantenere alta l'attenzione e l'impegno, poi il modo di agire lo si trova. La garanzia più grande sul futuro sono i numeri in forte crescita del settore giovanile. La cosa migliore da augurare ai Mastini? Più varesini in prima squadra.

Andrea Confalonieri


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