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| 12 aprile 2024, 11:30

«Io primo leghista della Valle. Quarant'anni fa eravamo una grande famiglia, ma ancora oggi amo fare per la comunità»

I ricordi di Renato Grazioli, oggi vicesindaco di Gorla Maggiore. Quelle prime volte in pizzeria con Bossi e Maroni, il combattuto cartello di Prospiano, la crescita, le delusioni

«Io primo leghista della Valle. Quarant'anni fa eravamo una grande famiglia, ma ancora oggi amo fare per la comunità»

Tutto è cominciato in pizzeria, con Bossi che gli indicava Maroni: «Lo conosci? È è un avvocato». Tutto rigorosamente in dialetto. Renato Grazioli annuiva e ascoltava Bobo.

Oggi è vicesindaco di Gorla Maggiore. I primi passi amministrativi in consiglio comunale nella vicina Gorla Minore: tra le sue prime interrogazioni, quella di una strada ghiacciata, ma non si può dimenticare come la Lega agitò le acque dell'assemblea civica con l'allora sindaco Carlo Lattuada. La "provocazione" passava da Prospiano che doveva essere difesa nella sua identità, anche con il suo cartello. Nella scaramuccia fiorirono anche racconti di camionisti o amici che pensavano di aver sbagliato Comune e facevano dietrofront.

La Lega della Valle Olona, quella che univa nei paesi, tanto che i consiglieri magari andavano a vedere le assemblee civiche dei confinanti. Assemblee che si inoltravano nei tempi della notte e quando finivano, si rimaneva fuori a commentare. Nel bene e nel male.  

Certo, per Grazioli l'inizio è quell'incontro in pizzeria alla fine degli anni Ottanta, incontro che lo convinse a seguire quella strada: «Mi sono impegnato per la prima volta in politica seguendo il pensiero che aveva come obiettivo finale il raggiungimento del comandare a casa nostra, il cosiddetto federalismo regionale». 

Da allora, insiste Grazioli, la Lega ha cambiato diversi nomi, ma l'obiettivo no: «Delegare il potere politico più vicino possibile a coloro che si desidera amministrare, la cosiddetta sussidiarietà. Il principio è sempre valido. Sta venendo avanti con l'autonomia regionale e ci auguriamo che nel giro di un anno, massimo due si possa raggiungere».

Non è tra i delusi o coloro che si sono allontanati: «Io sono stato il primo leghista della Valle e ho costruito il gruppo, coinvolgendo tutti i paesi che si affacciano qui. Si è iniziato a costruire ogni sezione e ci siamo infilati all'interno delle amministrazione nel ruolo dell'opposizione». 

Il clima era tutto tranne che facile: «Venivamo attaccati come razzisti, fascisti... Eppure abbiamo sempre dimostrato la nostra capacità politica di non voler solo gridare alla luna ma potresti avanti l'idea del federalismo e di un'amministrazione sana per le nostre comunità. Molte volte ci siamo riusciti, altre volte abbiamo dato il contributo da opposizione».

Grazioli, dirigente d'azienda, è stato segretario della circoscrizione del Basso Varesotto e rammenta con emozione i primi incontri con il professor Miglio. Le delusioni non sono mancate: la candidatura saltata a Roma, nel collegio di Saronno, e sempre per quei riti della politica che non andavano giù, elezione mancata in Regione per pochi voti.

Eppure a differenza di altri, che hanno avvertito la perdita di potenza del sogno, Grazioli non se n'è andato. «La politica è una passione portata avanti a livello locale... Oggi sono in una lista civica di connotazione più di centrodestra, ma aperta. Sono ancora tesserato? Sì, segretario di Gorla Minore, Gorla Maggiore e Marnate. La mia prima tessera fu nell'88 come sostenitore».  

Si trattava, come si tratta, di essere realisti per lui: «O si fa la rivoluzione o un passaggio democratico. Ci sono i delusi? Ma l'obiettivo si sta raggiungendo, se il governo terrà».

Dal punto di vista umano, era però un'altra cosa, o no? «All'inizio eravamo una grande famiglia - conviene Renato Grazioli - con un grande obiettivo. Amici che credevano in un sogno, credevano di poter cambiare le cose. Molti si sono persi per strada, o per altre scelte. Ma io voglio dare ancora qualcosa alla comunità e mi piace anche attraverso una lista civica composta da tante idee».

Marilena Lualdi

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