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Busto Arsizio | 10 aprile 2024, 18:00

Appelli dei clienti e staffetta femminile: nuovo corso alla Libreria del Tribunale

Scampato pericolo per il negozio di via Marsala a Busto. Michela Schioppa lascia per nuovi impegni, 18 anni di apprezzato servizio alle spalle. Subentra Marta Navetta: «Su Facebook mi sono imbattuta nella pagina della libreria, i frequentatori erano disperati per la possibile chiusura. Eccomi qui»

Marta Navetta e Michela Schioppa

Marta Navetta e Michela Schioppa

Chiude, non chiude, chiude, non chiude… Il rischio che la Libreria del Tribunale a Busto Arsizio abbassasse definitivamente la saracinesca c’è stato. Ma è scesa in pista una staffetta femminile, il testimone passa dalle mani di Michela Schioppa a quelle di Marta Navetta. E un risultato è già raggiunto: la claire, a due passi da largo Giardino, continuerà ad alzarsi. Le porte si sono già riaperte, il viavai c'è. Dopo la fase di decollo, arriverà anche l’inaugurazione vera e propria del nuovo corso.

Spiega, intanto, Michela: «Sono dietro a questo bancone da 18 anni e oggi mi trovo nella condizione di dovermi dedicare ad altro. Un po’ perché è nato Gioele, mio figlio, un po’ perché mi attende una nuova esperienza, in un Caf, insieme al mio compagno. È una scelta, insomma, dovuta contemporaneamente a ragioni familiari e lavorative. Una scelta che non ho fatto a cuor leggero».

Tanta vita trascorsa nella stessa “trincea” non può che lasciare il segno. «Ai tempi – ricorda Michela – sono subentrata a una gestione precedente, breve. Lavoravo in un altro negozio e un rappresentante mi segnalò la possibilità di prendere in mano questo. Lo lascio dopo avere coltivato l’attività e il rapporto con i clienti. Quando si è diffusa la notizia che non avrei continuato, è partita la raffica di richieste. In tanti, di persona e sui social, mi spronavano ad andare avanti. “Ti mancava di organizzare l’aperitivo, qui dentro”: me l’ha detto più di una persona, in questi giorni. Ed è vero, in libreria non si sono solo venduti dei prodotti, ci si è anche incontrati».

Parole apprezzatissime da Marta che, con Michela, sta perfezionando una sorta di affiancamento prima di iniziare a correre in autonomia. «Vengo da un’esperienza completamente diversa, più di vent’anni trascorsi in un punto vendita di un noto marchio della distribuzione, ramo tecnologia ed elettrodomestici. L’elemento comune tra vecchio e nuovo lavoro è il contatto con i clienti. Per il resto, qui sarà tutto diverso, a partire dal venire meno del confronto con i colleghi, dell'essere gomito a gomito con persone che conoscevo da anni».

Le ragioni del grande salto? «In famiglia ne ho discusso spesso con mio marito, ci siamo detti più volte che sarebbe stato bello avere un’attività. L’ispirazione è nata mentre facevo acquisti in una cartoleria. È seguita una ricerca online, sono capitata sulla pagina facebook della Libreria del Tribunale. Tutti disperati per la possibile chiusura! La sera stessa ho visitato il negozio, mi è piaciuto subito. Pochi giorni ed eccoci qui».

Domanda classica per chi, bene o male, lavora con la carta: non è che il settore, dopo anni di ridimensionamenti, offre pochi margini di manovra? Michela: «Non è vero che le librerie siano per forza condannate, anche alla luce di sviluppi legislativi più o meno recenti. Aggiungo che qui, per ovvie ragioni, contano molto i testi “tecnici” legati alla giurisprudenza, una nicchia che altrove sarebbe trascurabile. E, ovviamente, c’è tutto il resto». «Libri – si aggancia Marta – per lettori adulti e per l’infanzia. Testi scolastici. Cancelleria, articoli da regalo, copisteria… Il tribunale genera passaggio, la libreria può essere una soluzione comoda per molti. “Entra e sentiti libero”, mi piacerebbe che passasse questo invito. Il mio obiettivo sarà vendere ma vorrei che qui si venisse serenamente anche per osservare, chiedere. Se riuscirò ad accogliere come spero, il visitatore diventerà anche cliente. Qualche segnale positivo si vede già». «Sì – conferma Michela – diversi habitué stanno tornando».

Domanda specifica alla titolare uscente: ti dispiace sapere che nella nuova libreria cambierà qualcosa, che si farà sentire il tocco di qualcun altro, diverso dal tuo? «In realtà sono sollevata. Di fronte alla possibilità che questo posto chiudesse mi piangeva il cuore». A Marta: cambierai radicalmente? Rivoluzioni in vista? «La “Libreria del Tribunale” ha seminato bene, è evidente. A breve arriverà l’insegna. Con lo stesso nome. Non è un caso».

Stefano Tosi

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