La Varese Nascosta | 06 aprile 2024, 07:52

LA VARESE NASCOSTA. Quando anche Casbeno e Masnago avevano l'ippodromo

Le origini dell’ippodromo di Varese sono lontane e risalgono al 1878 grazie alla nascita della Società Ippica Varesina: la prima struttura fu costruita nella zona di Casbeno. Nel 1896 fu trasferita a Masnago e da lì, nel 1911, alle Bettole

LA VARESE NASCOSTA. Quando anche Casbeno e Masnago avevano l'ippodromo

Torna l'appuntamento con la rubrica dedicata alla storia, agli aneddoti, alle leggende e al patrimonio storico e culturale di Varese e del Varesotto in collaborazione con l'associazione La Varese Nascosta. Ogni sabato pubblichiamo un contributo per conoscere meglio il territorio che ci circonda.

Oggi raccontiamo la storia dell'Ippodromo                                 

Le origini dell’ippodromo di Varese sono lontane e risalgono al 1878 grazie alla nascita della Società Ippica Varesina il cui primo presidente effettivo fu il conte Gian Pietro Cicogna. La prima struttura fu costruita nella zona di Casbeno, dove si disputavano corse di trotto e di galoppo.

Nella riunione inaugurale fu inserito il Criterium, corsa al galoppo, che si disputa ancora oggi. Nel 1896 l’ippodromo fu trasferito a Masnago dove le giornate furono un vero trionfo ma già nel 1908 la varesina dovette risolvere il problema relativo all’ampliamento dell’ippodromo di Masnago, divenuto ormai inadeguato per le nuove esigenze.

Il terreno delle Bettole fu ritenuto il migliore sotto tutti i punti di vista, compresa la vista panoramica davvero unica, così nel 1911 venne inaugurato il nuovo ippodromo, dove per qualche anno si tennero anche corse al trotto.

Nel 1935 la Società avviò una serie di lavori, avvalendosi anche del contributo del Comune, che cambiarono l’aspetto dell’impianto, successivamente, per la prima volta in Italia, venne sperimentato ed istallato alle Bettole il totalizzatore mobile per consentire agli appassionati di seguire meglio l’andamento del gioco.

Nel 1939 la presidenza passò a Virginio Curti: sotto la sua gestione la Varesina visse, pur nei contrasti e fra molti disagi causati dal secondo conflitto mondiale, un periodo di intensa attività. Alla sua morte gli succedette Carlo Curti, che realizzò una serie di cambiamenti: la pista venne regolarizzata e allargata, sulla tribuna principale sorse una torretta per i commissari, mentre il tondino per l’insellaggio subiva alcune sostanziali modifiche.

Nel frattempo la Società Varesina per le corse dei Cavalli mutava per l’ennesima volta in quasi cento anni dalla sua fondazione, ragione sociale, trasformandosi nell’attuale Società Varesina Incremento Corse Cavalli S.p.A.

da La Varese Nascosta

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