Cronaca - 04 aprile 2024, 21:22

Le due lettere di Michele: «Aiutate a trovare l'arma del delitto. Andrea non si meritava questo»

A "La Vita in diretta" le missive di uno dei due giovani in carcere per il delitto Bossi che continua a dirsi innocente. Una è indirizzata alla famiglia della vittima

Le due lettere di Michele: «Aiutate a trovare l'arma del delitto. Andrea non si meritava questo»

Le due lettere di Michele Caglioni in carcere per l'omicidio di Andrea Bossi a Cairate sono state al centro de "La Vita in diretta" oggi sulla Rai: la prima indirizzata proprio alla redazione, l'altra alla famiglia di Andrea.

«Vorrei solo aver fatto qualcosa prima, il senso di colpa mi distrugge» ha scritto Michele, aggiungendo: «Da quello che so Andrea era una brava persona, non si meritava tutto questo».

Una lettera però è appunto rivolta alla redazione guidata da Alberto Matano. Qui chiede aiuto per trovare l'arma del delitto, quel coltello che sarebbe stato gettato in un tombino. 

In tv c'erano anche i genitori di Michele, che hanno ribadito nei confronti della famiglia di Andrea: «Questo pensiero ci percuote tutti i giorni. Purtroppo non ci sono parole per quello che è successo. Quello che vogliono è la verità e anche noi».  

Michele - si è ricordato in trasmissione - 20 anni, ha collaborato e fatto ritrovare il posacenere, le chiavi, il cellulare a pezzo: «Lui dice che quando la vicina suona il campanello, aveva il coltello puntato dall'amico al quale aveva dato il passaggio in monopattino». 

L'amico è Douglas Carolo, che in carcere ha scelto il silenzio.

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Redazione

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