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Hockey | 02 aprile 2024, 23:19

Il vizietto delle penalità torna a galla sul più bello. Ma con i Mastini non è mai finita

Il Varese perde gara 2 della finale (2-3) regalando due power play tramutati in due gol dal Pergine nel terzo periodo, poi il portiere Rigoni vanifica l'assedio finale giallonero. Servirà il meglio di queste due prime sconfitte, e magari qualcosa di nuovo, per vincere gara 3 giovedì all'Acinque Ice Arena: la via per il titolo è ancora lunga

Il Pergine fa ancora festa. Ma è lunga

Il Pergine fa ancora festa. Ma è lunga

Se vogliamo credere alle beffe, alle squadre che assediano il portiere e che non riescono a segnare solo perché "quel" portiere è Rudy Rigoni, al Varese che dà tutto - come l'ha dato - e perde gara 2 di finale 3-2 per un altro soffio contrario del destino nonostante l'arrembaggio finale in 6 contro 5 e le tre occasioni nitide costruite nonostante la porta lasciata vuota da Perla, crediamoci pure. 

Noi crediamo invece alle cose semplici dell'hockey, pur se percorrono a volte percorsi tortuosi o sanguinosi, in questo caso il sangue è il nostro, per verificarsi: nel terzo periodo il Pergine ha avuto qualcosa in più del Varese, più impatto, più concretezza e schemi essenziali non solo in power play (scopriamo l'acqua calda, eppure il 2-1 del solitario Lemay e il 3-1 di Bitetto su rimbalzo arrivati in superiorità hanno fatto tutta la differenza del mondo), mentre dall'altra parte - al di là del solito insignificante 0/1 con l'uomo in più - ci sentiamo di dire che proprio quelle superiorità numeriche concesse (10 minuti contro 2) sono state dovute a ingenuità o stanchezza. Altro peccato originale che a volte torna a galla.

Il Pergine ha avuto anche qualcosa in più nella capacità di aspettare e colpire, nell'aprirsi il varco in cui infilare la seconda vittoria della serie cavalcando l'onda quando era giusto cavalcarla giocando in surplace quando occorreva stare in piedi in equilibrio sulla bicicletta ad aspettare la mossa avversaria come nel primo tempo, con gli ospiti che, oltre che in vantaggio, sembravano avere più pattinaggio e più controllo del disco pur riuscendo a fare male solo in un'occasione (ai trentini, invece, ne bastano poche per lasciare il segno). Sempre la cosa giusta al momento giusto, insomma, la loro, come quella di accettare la paura di sbagliare nel secondo periodo, pur agitato dal pari del solito Christian Buono (la produzione di gol degli stranieri delle Linci pesa in percentuale maggiore rispetto a quella giallonera, dove il solo Naslund lascia puntualmente il segno), prima di saltare fuori dalla trincea nel terzo. In sintesi, stasera diremmo questo della seconda finale: ha vinto un istinto vincente distribuito su più giocatori della rosa - Rigoni, ovviamente, compreso - rispetto all'altra parte. 

Con questo crediamo anche e soprattutto nel coraggio e nell'immortalità del Varese, con quel lunghissimo assedio finale senza Perla in cui almeno per tre volte sulla stecca ospite c'è stato il tiro del 3-3 dopo il colpo del 3-2 del killer Tilaro mentre, invece, solo in un'occasione i trentini hanno rischiato di bucare la porta vuota dei Mastini. Insomma: anche il Pergine ha paura del Varese e l'abbiamo visto lì, quando è rimasto immobile rischiando il pareggio mentre doveva solo allungare i guantoni sulla preda. Anche il Pergine sbaglia. Anche il Pergine può commettere penalità come le nostre di stasera. Questa è l'immagine che ci lascia aggrappati al titolo, anche se servirà qualcosa in più e, magari, di diverso rispetto a gara 1 e gara 2 perché due sconfitte non arrivano mai per caso. Figurarsi in una finale.

Crediamo infine che questo 0-2 voglia dire tanto, più dello stesso 0-2 parziale patito contro il Feltre, ma non tutto, anche perché stavolta si deve arrivare a vincere quattro partite per essere campioni. Crediamo che, pur essendo il Varese forse più squadra, fin qui pochi ma ben assestati colpi individuali e una tattica forse più conservativa abbiano spostato il destino dall'altra parte. E se per una volta dovessimo snaturarci e giocare di più sui singoli o, magari, sull'attesa (in fin dei conti, gara 1 è stata dominata per due tempi e persa, gara 2 controllata per 37 minuti e persa)?

Secondo periodo "alla Pergine": con le due squadre ferme ad attendere il primo errore avversario per colpire, sono le Linci a lasciare il segno all'improvviso, come se riuscissero in quello che per il Varese è un'eresia, cioè fare male senza troppa fatica e senza dover sempre morire sul ghiaccio, così basta un'azione, una sola e lunga azione di prima, per fare saltare la difesa giallonera e piazzare Christian Buono da solo per l'1-1 davanti alla porta sguarnita di Perla, che poco dopo compie un miracolo (parata di testa che gli spacca la maschera) su Foltin.

Primo tempo con più gioco e dischi controllati dal Varese, come sempre, che producono il vantaggio del dio del tuono Naslund dalla blu - nessuna squadra ci prova e segna da fuori come i gialloneri - ma anche con due legni (traversa Leamay, sarebbe stato l'1-0 di casa, e Crivellari, sarebbe stato il 2-0 ospite) e la capacità del Pergine di rendersi pericoloso dal nulla grazie alle sue individualità, infatti ci sono (poche) occasioni da una parte e dell'altra (clamorose quelle, una per parte, di Pietroniro e Bitetto). Sintetizzanto: un po' più Varese, come si evince dal tabellino e dai tiri parziali: 11-14.

Ma le parole, in questa serie, svaniscono presto, come la stanchezza del mattino per chi dovrà anche alzarsi per andare al lavoro dopo essere tornato a Varese nel cuore della notte. 

Arrivederci a gara 3, il colpo dei Mastini è nell'aria dopo aver tanto seminato senza raccogliere. Sperando che non sia troppo tardi anche se, con questa squadra, non lo è mai.

Il tabellino 

Pergine-Varese 3-2 (0-1, 1-0, 2-1)
Reti: 13'23" Naslund (Marcello Borghi, Piroso) 0-1; 37'09" Christian Buono (Mocellin, Gabri) 1-1; 46’58” Lemay (Carmine Buono, Christian Buono) 2-1 in superiorità, 54’37” Bitetto (Carmine Buono, Christian Buono) 3-1 in superiorità, 54'37" Tilaro (Majul) 3-2
Pergine: Rigoni (Zanella); Carmine Buono, Gamper, Foltin, Lemay, Mocellin; Gabri, Lacedelli, Christian Buono, Berger, Bitetto; Ambrosi, Giacomozzi, Flessati, Viliotti, Manganelli; Marano, Andreotti, Ghizzo. Coach: Andrea Ambrosi
Varese: Perla (Marinelli); Raimondi, Naslund, Piroso, Vanetti, Marcello Borghi; Schina, Crivellari, Pietroniro, Majul, Tilaro; Bertin, Erik Mazzacane, Garau, Michael Mazzacane, Pietro Borghi; Fanelli, Vignoli, Perino, Tommaso Cordiano. Coach: Niklas Czarnecki
Arbitri: Nicola Basso, Simone Lega (Federico Cusin, Aleksandr Petrov)
Note - Penalità Per 2', Va 10'. Tiri Per 35, Va 35. Spettatori: 803.

La finale (al meglio delle sette partite)

Gara 2: Pergine-Varese 3-2 (serie: 2-0)

Gara 3, giovedì 4 aprile: Varese-Pergine (20.30, clicca QUI per acquistare i biglietti)

Gara 4, sabato 6 aprile: Pergine-Varese (18.45)

Eventuale gara 5, martedì 9 aprile

Eventuale gara 6, giovedì 11 aprile

Eventuale gara 7, sabato 13 aprile

Andrea Confalonieri


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