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Gallarate | 02 aprile 2024, 15:55

FOTO - Monte Polistirolo troneggia al confine tra Gallarate e Cassano Magnago

Il cumulo di materiale si trova in via Cellini, in zona industriale, tra materassi, pneumatici e sacchi abbandonati. Un luogo adatto alle fototrappole? Zona da tempo preda dei pattumeros. Chi lavora nelle vicinanze: «La situazione peggiora»

FOTO - Monte Polistirolo troneggia al confine tra Gallarate e Cassano Magnago

Via Cellini bersagliata dagli incivili. La quantità di rifiuti abbandonata abusivamente al confine tra Gallarate e Cassano Magnago, in zona industriale, ha superato la soglia di guardia. Il pattume lasciato a bordo strada è diversificato (foto in fondo all'articolo, scattate in giorni diversi, a dimostrazione della "lungodegenza" degli scarichi).

La zona è, evidentemente, frequentata da pattumeros “classici”. Le tracce del loro passaggio sono i tanti sacchi, dalle dimensioni variabili, adagiati nell’erba o gettati direttamente dai mezzi in corsa, impigliati tra i cespugli. Alcuni sono squarciati: a causa delle ricerche di qualche animale o degli impatti con suolo e vegetazione, hanno seminato qua e là il loro contenuto. In altri involucri, trasparenti, si notano solo o prevalentemente rifiuti in plastica, come se, per assurdo, qualcuno avesse provveduto alla raccolta differenziata per poi “pentirsi” e abbandonare i sacchi a casaccio.

Poi ci sono materassi e pneumatici: facile che provengano da sgomberi effettuati da operatori improvvisati, tra garage, cantine, mansarde... Ancora, spiccano cumuli di piastrelle rotte e laterizi, verosimilmente riconducibili a imprese che eseguono lavori in abitazione. Infine, svetta “Monte polistirolo”. Per ampiezza, altezza e qualità del materiale, anch’esso sembra dovuto a qualche attività.

L’area, sfiorata dall’autostrada, è meta quasi esclusivamente per i mezzi che raggiungono le ditte, il passaggio di pedoni e ciclisti è scarso. Come le vicinanze: in via Morazzone gli abbandoni si stratificano, al punto che, a un'osservazione attenta, si potrebbe azzardare una cronologia, dai sacchi più vecchi ai più recenti. Punti adatti al posizionamento di fototrappole, forse. Nell'attesa di interventi, chi lavora in zona, magari costretto a fare manovra lambendo i rifiuti, a dispetto di segnalazioni e richieste di pulizia, parla, un po’ rassegnato, di un fenomeno in peggioramento.

 

Stefano Tosi

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