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Busto Arsizio | 03 marzo 2024, 07:00

FOTO e VIDEO. Modello Busto: è un esempio da conoscere e copiare il servizio per bisognosi attivato dalla Cri durante il Covid

Ne ha parlato il presidente nazionale di Croce Rossa, Rosario Valastro, ieri, all’inaugurazione della nuova sede. Simona Sangalli, alla guida del Comitato locale: «Siamo a disposizione, per raccontare quello che abbiamo fatto e per imparare dalle esperienze altrui». Ambulanze, sirene e molto altro: in via Savona spazi più ampi per attività sociali, uffici e magazzini

Il taglio del nastro. Da sinistra, Simona Sangalli, Emanuele Antonelli, Rosario Valastro

Il taglio del nastro. Da sinistra, Simona Sangalli, Emanuele Antonelli, Rosario Valastro

Croce Rossa Busto Arsizio presa a esempio, chiamata a portare la propria esperienza, pronta a sfruttare la nuova sede per migliorare. Contano gli spazi e gli strumenti, la disponibilità a mettersi in gioco con competenza e impegno, il coraggio del farsi avanti e di andare incontro, ed è altrettanto importante la capacità di cogliere i bisogni, magari improvvisi, di organizzare una riposta nell’immediato, di dare continuità a un servizio. È emerso anche questo, ieri, nell’affollata inaugurazione della “casa” che accoglierà le donne e gli uomini di Cri (VEDI QUI e FOTO IN FONDO). Fra l’altro quando il presidente nazionale di Croce Rossa, Rosario Valastro, nel suo discorso incentrato sulla tenacia, ha parlato di un “modello Busto” da portare altrove, da fare conoscere.

Il contesto? Lo aveva tratteggiato poco prima il sindaco, Emanuele Antonelli, ricordando il periodo peggiore della pandemia, quel lockdown che tutti hanno vissuto con difficoltà e preoccupazione, tanti con dolore, e che, paradossalmente, a volte sembra sbiadire in fretta dalla memoria. «Me lo ricordo – ha detto il primo cittadino – quando per la città si sentivano solo le vostre sirene». Allora, inconsapevolmente come sempre succede quando si è in “prima linea”, Cri Busto è stata di esempio.

«Durante la pandemia ci siamo reinventati – la conferma della presidente, Simona Sangalli, a margine della festa – aprendo un nuovo servizio di pacchi alimentari per persone in difficoltà, persone che a volte sembrano invisibili. Abbiamo creato un vero sistema per raccogliere, inventariare, archiviare e gestire. Non solo i generi necessari ma anche i dati. Le segnalazioni da Comune, associazioni e parroci sono cresciute. Abbiamo potuto lavorare non in concorrenza rispetto a Caritas, attiva in questo ambito, ma al suo fianco, per il bene di persone in difficoltà sempre più numerose».

L’efficienza dimostrata “sul campo” non è passata inosservata.  Valastro: «C’è un modello che stiamo tentando di copiare a livello nazionale anche per la gestione dei viveri e di un magazzino efficiente, che rispetti la privacy. Per un aiuto più veloce e più qualificato. È un ulteriore riconoscimento a quanto fatto in questo Comitato da volontarie e volontari. Del resto, la cittadinanza li apprezza ed è la migliore medaglia da appendere al bavero».

Che cosa significhi la nuova sede anche per questa attività, avviata e mantenuta, è facile da immaginare: ufficio e area dedicati, spazi più ampi per accogliere le persone e per conservare i beni da distribuire. «Non solo – la sottolineatura di Simona Sangalli – è importante l’accesso particolarmente comodo dalla strada, così da rendere il servizio a portata di mano, comunque garantendo la sicurezza».

Quanto al fatto di essere presi a modello: «Tutto quello che abbiamo fatto lo possiamo raccontare, condividere. E se c’è qualche insegnamento che altre sedi di Croce Rossa ci possono passare, ci siamo».

Stefano Tosi

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