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Calcio | 20 febbraio 2024, 17:53

Buba Buzzegoli: «Non avrei mai sbagliato il rigore alla Cremonese. In quel Varese era tutto scritto...» (FOTO)

L'INTERVISTA - Le parole da brividi dell'uomo che segnò il destino del ritorno in B dopo 25 anni e di un ambiente meraviglioso che manca a tutti tantissimo: «Dentro di me sentivo tutta la forza del gruppo, della società e della tifoseria. Sannino mi ha fatto diventare un uomo. Sentire parlare i Sogliano era galvanizzante: mi cambiarono la vita. Quella società era autorevole e stimata da tutti»

Buba-gol ci riporta in serie B dopo 25 anni (foto Gianluca Bertoni e, nella gallery, foto Ezio Macchi)

Buba-gol ci riporta in serie B dopo 25 anni (foto Gianluca Bertoni e, nella gallery, foto Ezio Macchi)

«Il Varese, Varese e i suoi tifosi rappresentano il periodo più bello della mia vita sia sotto il profilo umano che professionale. Mi capita ancora oggi di sognare quel calcio di rigore alla Cremonese: non lo avrei mai sbagliato perché era tutto scritto e perché dentro di me sentivo tutta la forza del gruppo, della società e della tifoseria che aspettavano il gran giorno da 25 anni»: anche noi, e non solo Buba Buzzegoli, abbiamo i brividi di fronte a parole come queste e a momenti che, pur scolpiti nella pietra miliare del calcio biancorosso, sembrano troppo lontani e irripetibili per non essere rimpianti.

Daniele "Buba" Buzzegoli, piedi e testa da grandissimo non solo a centrocampo, nasce a Firenze il 7 maggio 1983 e inizia a giocare come mediano nelle giovanili della Fiorentina per poi passare a Empoli e al Grosseto in C2 nel 2002-2003. Quindi ecco la Massese, dove vince due campionati e lo scudetto dilettati (anno 2004) giocando come centrocampista. L’anno successivo ritorna a Empoli esordendo in serie A il 7 maggio 2006, proprio nel giorno del suo 23° compleanno. Passa successivamente al Pisa, quindi a Gallipoli, dove vince un altro campionato con la storica promozione dei pugliesi in serie B. Data storica sia per i tifosi biancorossi che per Buba è il 29 luglio del 2009 quando passa al Varese in Lega Pro. Poco meno di anno dopo, il 13 giugno 2010, Buzzegoli segna una doppietta decisiva conto la Cremonese che riporta la città in serie B dopo 25 anni. Lascia i colori biancorossi nel 2011 per passare con un contratto biennale allo Spezia, per poi andare a Novara, Benevento e Ascoli. Termina la sua carriera da calciatore nel 2022 con il San Donato Tavernelle (Firenze), dove farà anche l’allenatore, allenando quindi per un breve periodo anche il Novara. Dall'11 gennaio 2024 è allenatore della Primavera del Como.

Buba, raccontaci i tuoi ricordi di Varese.

Ho subito trovato un ambiente ideale, sia in società che nella tifoseria e in una città accogliente e molto bella. Ancora oggi a parlare di quel periodo mi vengono i brividi perché ho realmente vissuto un momento magico e quasi indescrivibile sotto tutti gli aspetti. È stato il periodo più bello della mia vita sia sotto il profilo umano che professionale.

Il momento più bello?

La  partita con la Cremonese. Mi capita ancora oggi di sognare quel calcio di rigore Sinceramente quello che ho provato è difficile anche solo da raccontare… 

Hai mai pensato alla possibilità di sbagliarlo?

No, e non lo dico per presunzione ma perché dentro di me sentivo tutta la forza del gruppo, della società e della tifoseria che aspettavano il gran giorno da 25 anni. Poi a Varese ho avuto un mister che per me è stato come un padre. Sannino ripeteva come un mantra che la promozione era già scritta, e mi ha trasmesso una grande convinzione interna. Il mister era un vero trascinatore e un grande motivatore. Mi ha insegnato davvero tanto e ancora oggi lo ringrazio. Mi ha fatto diventare uomo.

Come sei arrivato a vestire la maglia biancorossa?

Giocavo a Gallipoli con il cartellino del Pisa e rimasi svincolato perché quando rientrai in Toscana la società era fallita. Nell'ambiente parecchi calciatori tenevano d’occhio il Varese perché aveva un staff tecnico eccellente e una società autorevole e stimata da tutti. Ebbi la fortuna di entrare in contatto con la famiglia Sogliano, che mi illustrò un progetto galvanizzante: il colloquio telefonico fu fatto al mattino, alla sera firmai immediatamente per il Varese. Era il 2009, che è ancora segnato nella mia agenda come l’anno in cui cambiò la mia vita.

Hai ancora contatti con i tuoi compagni di allora?

A parte Carrozza con cui ogni tanto mi sento, con gli altri ci mandiamo messaggi sporadicamente. È anche colpa mia, non sono abbastanza social come mi dicono sia mia moglie che i miei figli. Però capita di esserci rincontrati per le partite: ci siamo abbracciati e salutati calorosamente, quel gruppo credo rimarrà unito da un'energia e un'alchimia uniche per sempre.

I tuoi figli giocano a calcio?

Hanno provato da piccoli, ma hanno lasciato subito il campo di calcio per altri sport. Non mi dispiace affatto: devono fare la loro strada e cercare la loro passione sia sportiva che scolastica. L'importante è praticare sport, socializzare e studiare per crearsi un futuro.

Segui ancora il Varese?

Sempre, anche se per ragioni di tempo non sono più venuto al Franco Ossola o in città nelle bellissime pasticcerie varesine. Ho seguito le fasi altalenanti di questi anni e ho ancora qualche contatto che mi racconta tutto dei biancorossi. Auguro sinceramente ala società di tornare velocemente in una categoria professionistica degna della meravigliosa tifoseria biancorossa. Il mio è un augurio che arriva dal cuore.

Raccontaci la tua esperienza da mister.

Ho iniziato con la Primavera del Como da poco tempo, magari ci risentiamo tra un po' e facciamo il punto. Adesso voglio solo dare il giusto risalto alla società che mi ha cambiato la vita: ancora oggi quando vedo le foto di allora provo emozione.
Ciao Varese, un grosso abbraccio: vi porto nel mio cuore, cari tifosi biancorossi.
Il vostro Buba.

Claudio Ferretti - Andrea Confalonieri


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