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Hockey | 10 febbraio 2024, 21:47

FOTO - Buono appicca l'incendio ma il cerino resta in mano ai Mastini... (1-3)

Il Varese segna, domina a lungo e non raddoppia così, nonostante la penalità partita a Carmine Buono, resta sulle gambe e senza energie nervose nel terzo tempo quando gli avversari pareggiano e poi passano con Christian Buono. Il primato va alla squadra con più "carogna" e con l'uomo-gol

La rissa di fine periodo tra Alessio Piroso e Carmine Buono, poi punito con penalità partita (foto Alessandro Umberto Galbiati)

La rissa di fine periodo tra Alessio Piroso e Carmine Buono, poi punito con penalità partita (foto Alessandro Umberto Galbiati)

Cosa possiamo dire a questo straordinario pubblico che per la seconda volta in poche settimane è uscito dal palaghiaccio con una sconfitta bruciante dei Mastini, impossibile da digerire contro un avversario (non il suo splendido manipolo di tifosi) che, diciamolo, è difficile da applaudire per quei suoi giocatori che sembrano godere nel "piccolo" - piccolo nel senso di infantile - tentativo di irridere e cercare sempre lo sbeffeggio con quella predisposizione al colpo proibito di troppo oltre il loro talento e la loro indiscutibile forza?

Come consolare quel piccoletto che avrà avuto sei anni con una maglia giallonera più grande di lui coperta dalle sue lacrime a fine partita perché aveva visto i suoi Mastini segnare con un grande gol di Vignoli, ritrovarsi senza uno degli avversari di cui sopra (Carmine Buono, cacciato con penalità partita dopo il parapiglia davanti alla panchina giallonera in cui è rimasto colpito Matteo Malfatti), dominare senza raddoppiare per almeno due tempi e, poi, accusare un decisivo crollo nel terzo sotto due colpi, stavolta di talento anche se dirlo non è che ce lo fa amare, di Christian Buono?

Diciamo quel che abbiamo pensato nel momento esatto in cui Carmine Buono è stato spedito in spogliatoio a fine primo tempo: a rimanere scottati dal fuoco che sono loro stessi ad accendere, non sono i Buono o il Pergine, ma il Varese, troppo inadatto a reggere l'urto di questo avversario che si fa forte e vincente anche di questo suo modo d'essere.

I Mastini non ci sembrano né diabolici, né attaccabrighe e così hanno iniziato a perdere proprio sull'espulsione di Buono che ha spezzato ed esaurito quel filo di adrenalina, nervoso e ferocia poi decisivo quando la partita è arrivata in vista del finale (era accaduto lo stesso, a parti inverse, con l'espulsione di Schina a Pergine), ma neppure sono quei feroci killer in grado di punire chi pare allo sbando, concretizzando una superiorità mai così netta come nei primi due periodi, dove abbiamo contato almeno quattro volte l'uomo solo davanti al portiere Rigoni (due volte Pietroniro e due Crivellari ma i nomi qui non contano, visto che è comunque meglio arrivare a un passo dal gol e poi sbagliare che non farlo quasi mai come è capitato a Majul, e se uno straniero non lascia il segno, ma neppure passa ai compagni davanti alla porta, un problema c'è).

Cosa sono, dunque, i Mastini? Una squadra forte con i giocatori esperti più forti in questo campionato (compreso il sontuoso Massimo Cordiano visto all'opera oggi) - speriamo che Marcello Borghi e Andrea Vanetti non arrivino esauriti ai playoff - con un portiere potenzialmente imbattibile, con un pubblico che è l'uomo in più, con una capacità di mettere sotto chiunque ma spuntata davanti soprattutto con la seconda linea (è quella che ha avuto le occasioni migliori, va ammesso). Una squadra che deve sapere, inoltre, qual è il giusto equilibrio tra attacco e difesa, tra penalità e furbizia - quella del Pergine - visto che nella stessa partita non si può attaccare dando l'impressione di dare tutto e poi controllare dando quella opposta di subire troppo. 

Altre due ammissioni: nel terzo periodo, dopo l'1-1 ma anche prima, il Pergine con la traversa di Lemay ed altre parate determinanti di Perla sembrava avere già girato l'inerzia dal punto di vista fisico o, forse come dicevamo, nervoso perché ha avuto dentro più "carogna" per tenere accesa la spia del carburante; dopo aver tolto di mezzo Carmine Buono gli arbitri hanno regalato due penalità per falli a dir poco veniali agli ospiti e così, non a caso, appena scaduta la seconda a Bertin, giunta in un momento in cui i gialloneri stavano già traballando, è nato il gol dell'1-1 che ha fatto crollare il castello. Anche passare praticamente un intero tempo in inferiorità numerica (19 minuti) è stato pagato a caro prezzo nelle gambe.

Nel terzo tempo il Varese è stato sì devastato da due numeri da circo, stavolta in senso buono, di Christian Buono per l'1-1 e per il vantaggio ospite (ecco, ci è mancato il singolo giocatore capace di fare la differenza sotto porta, se proprio dobbiamo radunare tutto semplicisticamente in una frase) prima dell'1-3 subito a porta vuota da Meneghini, ma le avvisaglie c'erano già state tutte: Berger solo davanti alla porta, Lacedelli al tiro da fuori a cui solo Rocco aveva detto no, la traversa di Lemay.

Secondo tempo vibrante con i famosi gol di troppo lasciati lì dalla squadra di Czarnecki: Crivellari e Pietroniro, ma anche Majul e Tilaro. Primo tempo bellissimo, pieno di aggressione iniziale e impatto devastante dei Mastini, che colpiscono con un'azione da surfista, che cavalca il vento e il ghiaccio, di Vignoli per l'1-0, e poi sfiorano il raddoppio con Pietroniro e, in 4 contro 5, con Crivellari davanti a un Rigoni sbigottito. Qui inizia la partita nella partita, con il Pergine che si insedia nel terzo di casa e Rocco Perla salvifico due volte su Lemay, nel secondo caso con un intervento prodigioso. Quindi ci pensa Carmine Buono a fare scoppiare l'incendio e a farsi cacciare, commettendo un duro fallo su Marcello Borghi. È la scintilla facilmente prevedibile: in una bolgia Cristian Buono se la prende con Piroso che reagisce furiosamente, mentre lo stesso Carmine si avvicina alla panchina giallonera dove fa volare un colpo che colpisce lo stesso numero 23 e il ds Matteo Malfatti. 

Maneggiando il fuoco appiccato da Buono, però, a bruciarsi alla fine sono stati i Mastini.

Varese-Pergine 1-3 (1-0, 0-0, 0-3)
Reti
: 3’28” Vignoli 1-0; 47’47” Christian Buono (Meneghini, Lacedelli) 1-1; 54’13” Christian Buono (Berger, Gabri) 1-2; 58’53” Meneghini a porta vuota 1-3.
Varese: Perla (Marinelli); Schina, Massimo Cordiano, Piroso, Vanetti, Marcello Borghi; Bertin, Naslund, Pietroniro, Majul, Tilaro; Vignoli Sanin, Erik Mazzacane, Tommaso Cordiano, Michael Mazzacane, Raimondi; Crivellari. Coach: Nicklas Czarnecki
Pergine: Rigoni (Zanella); Carmine Buono, Lacedelli, Christian Buono, Berger, Bitetto; Gabri, Gamper, Manganelli, Lemay, Meneghini; Giocomozzi, Flessati, Andreotti, Mocellin; Ghizzo, Viliotti, Marano. Coach: Andrea Ambrosi
Arbitri: Nicola Basso, Simone Lega (Mauro De Zordo, Davide Magliano)
Note - Penalità Va 19', Per 31'. Tiri Va 38, Per 30. Spettatori: 1.100.

__________

Master round

Settima giornata
Varese-Pergine 1-3, Caldaro-Alleghe 6-1. Riposa: Appiano
Classifica

Pergine 30. Varese 28. Caldaro* 25. Alleghe 15. Appiano* 13. *una in meno
_______________________________________

Qualification round - Le prime tre ai playoff 

Settima giornata 
Bressanone-Valpellice 2-6, Feltre-Como 5-4 all'overtime.
Mercoledì 14: Valdifiemme-Dobbiaco (20.30)
Classifica

Feltre 23 punti. Como 21. Fiemme 19. Valpellice* 14. Dobbiaco* 11. Bressanone 10. *una in meno

 

Andrea Confalonieri


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