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Gallarate | 26 gennaio 2024, 09:30

Dalla torta al pistacchio in piazza Libertà all’Oscar dei librai: quattro chiacchiere con Fabio Lagiannella, di Biblos Mondadori

Dieci punti vendita tra Piemonte, Lombardia e Liguria, il titolare della società MI-NO è convinto: «Si parte dalla squadra, dalle persone. Senza hai un negozio di libri, non una libreria». L’importanza di dare del “tu” ai lettori e l’annuncio di un nuovo incontro, a Gallarate, con una firma di rilievo internazionale

Fabio Lagiannella

Fabio Lagiannella

Fabio Lagiannella riceve oggi, a Venezia, il prestigioso premio per librai “Luciano e Silvana Mauri”, alla 18esima edizione. MI-NO, la sua società, è presente a Novara, Vercelli, Imperia, Somma Lombardo, Borgomanero, Arona, Merate, Genova. E a Gallarate, dove ha rinnovato e rilanciato la libreria di piazza Libertà. Oggi, Biblos Mondadori è ciò che è sempre stata e qualcosa in più: un luogo di ritrovo e incontro, oltre che un punto di riferimento per gli amanti della lettura. «In realtà – ammette il titolare – all’inizio non avevo piani perfettamente delineati, non puntavo a dieci attività e una sessantina di librai. Ma vivo di entusiasmi, di energia. E mi piace avere a che fare con persone che hanno la stessa voglia di fare, di crescere. Si deve partire dalla squadra e dal suo valore. Senza, hai un negozio di libri, non una libreria come la intendo io».

La passione per il settore, del resto, è di casa. «Confermo. La libreria di Gallarate, per esempio, la prese mio padre. Uno spazio ampio, con delle potenzialità notevoli. Ma lo trovavo anche un po’ alienante. Quando ci andavo, mi piaceva fare un salto nel locale vicino, sempre in piazza Libertà. Ordinavo sempre una fetta di torta, cioccolato e pistacchio. Così è nata l’idea: una struttura unica, con Botega Caffè Cacao. Mi interessavano le colazioni e le merende delle famiglie. La pausa caffè dei passanti e di chi lavorava in zona. Le occasioni di scambio. È andata bene. E a Vercelli utilizziamo lo stesso binomio».

Tra gli aromi del bar e l’inconfondibile sentore di carta e inchiostro, Lagiannella ha dato nuova concretezza al suo interesse per il dialogo, il confronto. «Quanto siano importanti me l’ha insegnato, fra gli altri, Fabio Aldeghi, un libraio che ha messo le sue grandi capacità in tante esperienze. Anche nell’attività di mio padre a Lecco. Puntava tantissimo sulla presenza degli autori. E anche io sono convinto che si debba accorciare la distanza tra chi legge e chi scrive. O traduce: i traduttori hanno spesso molto da dire, sono figure fondamentali. Conoscersi, di solito, è interesse di tutti. Per questo cerco di “fare dei regali”, di portare l’autore da coloro che lo apprezzano. Funziona anche a Gallarate, dove i gruppi di lettura vanno bene».

Oltretutto, nella filosofia di Lagiannella, la capacità di parlare, di sintonizzarsi, non è solo un sano esercizio sociale e culturale: «Serve all’attività. Ai librai lo dico spesso: se riusciamo a dare del tu al lettore, abbiamo già fatto metà del lavoro. Come minimo».

Approccio positivo, viene da dire “ottimista”. Anche se, dalle librerie, difficilmente arrivano segnali o notizie che incoraggiano il sorriso. Domanda: i libri faranno la stessa fine delle videocassette? «Delle videocassette certamente no. Dei vinili, del prodotto di nicchia, non so. Rischi ce ne sono, inutile nasconderlo. Penso, per esempio, alle applicazioni dell’Intelligenza artificiale alla scrittura. O ai colossi del commercio on-line, in particolare a quanto possano scoraggiare il mantenimento dei magazzini, anche stampando di propria iniziativa. Il problema su cui vigilare è, credo, soprattutto per le case editrici, a cominciare da quelle piccole. Che hanno un grande valore, a dispetto delle loro dimensioni. Sarà importante, ognuno nel suo ruolo, mantenere e coltivare le proprie peculiarità». Quindi, anche gli incontri. «Sì. E anche a Gallarate. Tanto per fare un esempio, contiamo di poter annunciare a breve un nome di livello internazionale».

Il premio “Luciano e Silvana Mauri” viene consegnato durante il Seminario di perfezionamento della Scuola per Librai organizzato dalla Fondazione Umberto ed Elisabetta Mauri (41esima edizione alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia). Il Seminario, che coinvolge editori e librai italiani e internazionali, è organizzato con il contributo di Messaggerie Libri e Messaggerie Italiane, in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori, l’Associazione Librai Italiani e il Centro per il Libro e la Lettura. (https://www.scuolalibraiuem.it/). Il premio viene assegnato al libraio che si distingue per l’impegno e la dedizione nel diffondere la cultura e il prodotto libro, non solo con la vendita ma anche con l’intensa attività di presentazioni e di messa in relazione tra i diversi attori del mondo della cultura.

Stefano Tosi

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