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Gallarate | 25 gennaio 2024, 21:14

FOTO e VIDEO - La tradizione arde a Gallarate: tutto esaurito per la Giöbia

Successo per il rogo organizzato dalla Pro Loco: nonostante gli ingressi contingentati, che hanno sollevato qualche malumore, ad Arnate è stata festa grande

La Giöbia 2024 della Pro Loco gallaratese

La Giöbia 2024 della Pro Loco gallaratese

Tradizioni locali, storia e folclore hanno preso vita giovedì 25 gennaio all’oratorio di Arnate per il falò della Giöbia (FOTO IN FONDO). Un rito che affonda le sue radici nella tradizione celtica e romana e che oggi rivive l’ultimo giovedì di gennaio in alcuni paesi a cavallo tra Lombardia e Piemonte.Tutta l’area insubrica è coinvolta nei roghi di inizio anno che, da quello di Sant’Anonio a quello della Giubiana (altro nome della strega), si accendono in queste fredde notti invernali. 

Ma perché resistono ancora queste antiche tradizioni e qual è l’origine della Gioeubia? La riscoperta delle radici culturali e il desiderio di creare momenti di aggregazione sono le due colonne portanti della sopravvivenza di questi antichi riti. In particolare, i roghi a livello simbolico vogliono rappresentare un momento di purificazione e rinascita segnando la fine dell’inverno e propiziando l’imminente arrivo della primavera.

La  Giöbia diventa così un simbolo di speranza e riscatto della comunità dopo i rigori della stagione più fredda dell’anno. Anche Gallarate è uno di quei comuni della fascia insubrica, e affacciato alle sponde del Ticino, che non manca di celebrare questa festività. All'oratorio di Arnate, l'evento è iniziato alle 20 con la distribuzione del risotto con la luganiga, preparato come sempre dalla Pro Loco utilizzando la celebre padella del Guinness dei Primati del 1998. Alle 21 è avvenuta l'accensione del fantoccio davanti a un pubblico di circa 1000 persone, sindaco e giunta comunale compresi.

La novità di quest’anno sono stati gli ingressi contingentati che hanno costretto chi voleva partecipare a mettersi in coda per aggiudicarsi un piatto del tradizionale risotto e godersi lo spettacolo del falò. Un evento coinvolgente e molto atteso da tutta la comunità gallaratese che fa riflettere su come la preservazione delle tradizioni locali, come il Falò della Gieubia, non solo rafforza il senso di appartenenza e coesione sociale, ma sottolinea anche l'importanza di mantenere vive le peculiarità culturali di un territorio contribuendo a creare legami più profondi tra le persone e la propria storia. In un mondo in continua evoluzione, la salvaguardia di questi eventi diventa un atto di resistenza culturale, un modo per custodire l'autenticità e la diversità che caratterizzano ciascuna comunità.

Alice Mometti

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