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Busto Arsizio | 25 gennaio 2024, 13:48

VIDEO. I giovani della Lega dedicano la Giöbia alla preside dell'Ite Tosi «contro le tradizioni locali». Lei: «Non meravigliamoci poi dei femminicidi»

A Busto puntuale prende fuoco prima dei fantocci la polemica con "Gargamanda". I leghisti: «È goliardia». Amanda Ferrario: «No, è ben diversa da scorrettezza o machismo». E il botta e risposta continua

VIDEO. I giovani della Lega dedicano la Giöbia alla preside dell'Ite Tosi «contro le tradizioni locali». Lei: «Non meravigliamoci poi dei femminicidi»

A Busto Arsizio i giovani della Lega dedicano la Giöbia alla preside dell'Ite Tosi Amanda Ferrario, che risponde sdegnata: «Siete giovani vecchi, Non meravigliamoci poi che ogni giorno ci sia un femminicidio se rodiamo e ci divertiamo nel dare alle fiamme figure di donne». 

Questa mattina l'esposizione del fantoccio "Gargamanda" in piazza Santa Maria. Niente di personale, assicurano, e sempre in maniera goliardica ma un gesto legato ai mancati falò a scuola «in questi anni, «cancellata dalla preside» dice Stefano Lupi, accanto a Vincenzo Marra. Che afferma come la tradizione sia stata boicottata e cita in un foglio le motivazioni esposte. «La Giöbia non va dal Tosi.... il Tosi va nella Giöbia. Puffiamo l'Ite - ci sono infatti dei Puffi, ndr - Aiuta la presidenza a trovare le prossime scuse, scrivendole sul quaderno, le più simpatiche verranno pubblicate sul nostro Facebook e il tutto come da tradizione finirà prima nel calderone, poi nel falò». Il fantoccio viene anche messo ai voti.

Dura la replica della dirigente: «Siete giovani vecchi. Non meravigliamoci poi che ogni giorno ci sia un femminicidio se rodiamo e ci divertiamo nel dare alle fiamme figure di donne. Bruciassero ciò che vogliono questi giovani vecchi padani». 

IL VIDEO

Queste le dichiarazioni dei giovani della Lega.

E la professoressa Ferrario ha reagito appunto così: «Fanno sorridere questi giovani vecchi della Lega. Devono avere davvero ben poco da fare e cattivo gusto da vendere se pensano, ogni anno, solo alla Giöbia del Tosi, anzi no, della preside del Tosi. Donna. Come la Boldrini, altra donna nel loro mirino. Bisognerebbe spiegare a questi giovani vecchi che le tradizioni le portano avanti coloro che le animano, ad esempio i loro comuni. E che le scuole, quelle superiori, fanno istruzione ed educazione. Istruzione non solo per gli alunni. Anche per tutta la cittadinanza».

E ancora aggiunge: «La preside del Tosi è impegnata a realizzare serate culturali aperte a tutti, l’ultima il 23 gennaio, la presentazione del libro “stringimi a te” di Sarah Maestri.  Si è parlato di maternità e adozioni. Il prossimo l’8 febbraio con Paola Concia e Davide Giacalone. Titolo “(R)innovare l’istruzione. Prospettive e sfide”. I giovani vecchi padani non si sono mai visti. Preferiscono il risotto a 3 euro e la goliardia a buon mercato. In un periodo storico in cui siamo tutti impegnati ad educare al rispetto, alla lotta alle differenze di genere, all’abolizione della violenza anche solo sussurrata, loro preferiscono dare alle fiamme l’immagine di una donna. Una donna impegnata e anticonformista».

Li accusa di aver seguito le orme del «sindaco Bandecchi, di cui la loro Lega ha chiesto le dimissioni» e afferma che la goliardia è un’altra cosa, ben diversa da scorrettezza o machismo. Concludendo, duramente: «Non meravigliamoci poi che ogni giorno ci sia un femminicidio se rodiamo e ci divertiamo nel dare alle fiamme figure di donne. Bruciassero ciò che vogliono questi giovani vecchi padani. Non venissero più a invocare un mondo scevro da pregiudizi e alienazione. E comunque non si perdano d’animo se non capiscono ciò che dico. Se passano in ufficio glielo spiego come avessero cinque anni». Con un'ultima precisazione: «Nessuno MAI ha chiesto di farla tantomeno l’associazione noi del Tosi».

La controreplica dei giovani

Ed ecco subito contro la replica del gruppo giovani.

«Stessa storia, stesso posto, stessa ideologia vittimista”. Se qualche anno fa le polemiche della Boldrini potevano essere giustificate da una non conoscenza delle tradizioni locali in quanto estranee al bagaglio culturale dell’allora protagonista, l’attacco della Preside Ferrario va oltre ogni logica». Non sono andati giù diversi termini dal machismo in poi, ma soprattutto: «addirittura ci accusa di fomentare il femminicidio».

E ancora: «Sottolinea l’importanza delle scuole superiori di fare educazione e istruzione, poi però non perde occasione per fare disinformazione e additare quella che è una tradizione locale che con il sessismo non ha nulla a che vedere (vedi le ultime Gioeubie con protagonisti Salvini, Fontana, Antonelli e Tovaglieri) come un’occasione di divertimento nel vedere una donna bruciare. Mi auguro che tra tutti i suoi impegni possa trovare 5 minuti del suo tempo per fare un ripasso di storia e del significato di “tradizione”, magari giusto quelli che vorrebbe concedere a noi nel suo ufficio per spiegarci come la gioeubia sia “di cattivo gusto”. Ricordo inoltre alla dirigente Ferrario che, da tradizione, la gioeubia è rappresentata come una figura femminile e che proprio l’ultimo fantoccio bruciato dall’ITE Tosi era una donna. Secondo la sua logica quindi anche le scuole incitano al femminicidio?»

Redazione

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