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Salute | 23 gennaio 2024, 11:40

L’Ospedale di Circolo all'avanguardia: interventi di straordinaria efficacia dopo l’asportazione del tumore alla prostata

Il nosocomio varesino effettua interventi innovativi, quali gli impianti di protesi peniene, per ripristinare salute e funzioni primarie come quelle sessuali. Una formazione specifica si terrà giovedì 1 e venerdì 2 febbraio

Il professor Federico Deho, direttore dell'Urologia e docente all'Università degli Studi dell’Insubria

Il professor Federico Deho, direttore dell'Urologia e docente all'Università degli Studi dell’Insubria

Le patologie urologiche maschili sono, purtroppo, in crescita. Alcune destinate a peggiorare con l’età mentre per altre, paradossalmente, si registra un aumento di pazienti giovani.

Basti pensare che ogni anno, in Italia, il tumore alla prostata colpisce circa 40.000 uomini e che il 35% delle disfunzioni erettili non risponde alla terapia farmacologica. Si aggiunga che gli uomini italiani sono reticenti su questi argomenti, si rivolgono con difficoltà all’urologo (1 su 8 non si è mai sottoposto a una visita specialistica), spesso affrontano le patologie già in fase avanzata.

La buona notizia è che la ricerca è inarrestabile, le soluzioni terapeutiche sempre più efficaci, i medici e le strutture ospedaliere più competenti e preparati. Il tumore alla prostata, per esempio, registra livelli molto elevati di guarigione (fino al 90%), anche se disfunzione erettile e incontinenza rimangono i problemi principali dopo l’asportazione di un tumore alla prostata (prostatectomia) .

Per questo, sono fondamentali le risposte di strutture ospedaliere come l'Urologia dell'Ospedale di Circolo di Varese, che, tra i primi, effettua interventi innovativi quali gli impianti di protesi peniene, di straordinaria efficacia per ripristinare salute e funzioni primarie come quelle sessuali.

Una formazione specifica si terrà giovedì 1 e venerdì 2 febbraio all’ Ospedale di Circolo per presentare ad un gruppo selezionato di urologi e chirurghi due diverse tecnologie di impianto protesico, precisamente la metodologia penoscrotale e quella infrapubica.

Promotore e coordinatore dell’incontro, il professor Federico Deho, direttore dell'Urologia e docente all'Università degli Studi dell’Insubria. Al suo fianco, il dottor Gabriele Antonini, chirurgo impiantatore, il dottor Paolo Capogrosso e il dottor Nicolò Schifano, entrambi referenti di primarie società scientifiche.

L’iniziativa si colloca in un momento particolarmente significativo; l’Ospedale di Circolo è, infatti, una delle strutture ospedaliere italiane riconosciute con il bollino azzurro da Fondazione Onda proprio per le competenze e le attività sviluppate per pazienti con tumore alla prostata e patologie urologiche. Le protesi peniene, evidenziate fra le soluzioni terapeutiche più avanzate per trattare la disfunzione erettile, verranno presentate sia con sessioni live in sala operatoria, sia attraverso collegamenti video, così da consentire a tutti i partecipanti una visione accurata e dettagliata delle nuove procedure.

L’impianto prevede l’inserimento di piccole protesi, semirigide o idrauliche, che consentono una erezione non difforme da quella naturale. Tutti i componenti della protesi sono impiantati sottocute e non sono visibili dall’esterno, un elemento fondamentale per l’accettazione e la rassicurazione dei pazienti . Va ricordato infatti che la disfunzione erettile, spesso a seguito di una prostatectomia, viene affrontata nella fase iniziale soprattutto con terapie farmacologiche. In alcuni casi, però, la risposta ai trattamenti orali o iniettivi può essere inadeguata o assente. In questi casi l’impianto di una Protesi Peniena può essere risolutivo per ripristinare la piena funzionalità dell’organo.

Commenta, in proposito, il professor Federico Deho: “Siamo felici di poter offrire la chirurgia protesica peniena con il SSN. Ringrazio la Direzione per la lungimiranza nel comprendere che la presa in carico di questo problema è importante per la qualità di vita post - operatoria. I numeri sono ancora insufficienti per coprire il fabbisogno, ma è un grande passo verso i diritti di genere dopo la chirurgia". 

Da segnalare, infine, che la gestione dei pazienti presi in carico dall’Urologia della ASST Sette Laghi è completa, dalla diagnosi ai trattamenti, all’impiego del Robot Da Vinci, agli impianti di protesi peniene, agli interventi di riabilitazione del pavimento pelvico.

c. s.

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