Una sfida condivisa quella di Varese e di Treviso: dimostrare - nella loro versione riveduta e corretta - di non valere il fondo della classifica.
Stravolta e vincente in striscia l’una, stravolta e capace di vincere quattro delle ultime cinque gare (anche se la zampata di Pistoia al PalaVerde nell’ultimo match del 2023 ha fatto male) l’altra, si ritroveranno nell’anticipo della quindicesima e ultima giornata di andata questa sera (palla a due ore 20.30).
In casa biancorossa, dove la “Mannion mania” non accenna a spegnersi (vicino il record di 1000 magliette in suo onore vendute in una sola settimana, con quasi 20 mila euro di ricavato da girare nelle casse societarie), la notizia del giorno è il rientro di Davide Moretti dall’infortunio al bicipite femorale patito contro Brindisi. Con l’ex Milano e Pesaro nei ranghi - e con quello di Leonardo Okeke quando avverrà (i tempi si stanno accorciando?), la panchina della Openjobmetis 2023/2024 si trasformerà da punto debole conclamato a mazzo dalle mille carte, con una lunghezza quasi straniante rispetto alle abitudini di queste lande. Nel settore esterni soprattutto: quattro giocatori “veri”, performanti e potenzialmente utilissimi in ogni momento del match - Mannion, Hanlan, Moretti e Librizzi - per due posti.
Belli i problemi di abbondanza, per coach Tom Bialaszewski e per chi guarda al suo operato: c’è solo la curiosità di capire come verranno gestite delle rotazioni così ampie.
Nella Marca ci si lecca le ferite dell’ultima sconfitta, con l’intesa voglia - pericolosa per Varese - di ripartire senza dare un altro dispiacere al proprio pubblico. «Rimettiamoci in carreggiata» lo sprone dell’ex di turno (insieme a Young e Moretti nelle fila prealpine) Frank Vitucci. Se sotto al Sacro Monte a essere rivoluzionata è stata l’asse play-pivot, a lui è toccato un nuovo play - Justin Robinson - e un’ala che ha già dimostrato di poter essere uno straniero di alta categoria in Serie A, ovvero Osvaldas Olisevicius.
Potente l’impatto dei nuovi in un’ossatura di squadra che vede anche l’ala Terry Allen e il centro aspira rimbalzi Pauly Paulicap nei punti cardine e sta ancora cercando il vero D’Angelo Harrison, altro elemento di spicco di un roster che nemmeno “originariamente” (cioè a settembre) avrebbe dovuto valere gli ultimi posti.
Punti forti e deboli dell’avversaria odierna? Da una parte attenzione ai rimbalzi (soprattutto offensivi, “storico” tallone d’Achille varesino in questo campionato) e alle capacità - anche area - di chiudere l’area, dall’altra invece un tiro da tre punti non sempre affidabile.
Le dichiarazioni di Olivier Hanlan
«Arriviamo alla sfida di domani forti due vittorie che per noi, ovviamente, sono state molto importanti. Prima di questa avevamo già avuto qualche buona prestazione senza però riuscire a vincere, ma chiaramente quando riesci ad ottenere due successi di fila hai uno slancio maggiore per le gare successive, a cominciare da quella di domani contro Treviso, una squadra davvero molto forte. Per questo motivo posso dire che siamo pronti. La Nutribullet è in fondo alla classifica, ma nelle ultime cinque partite ha vinto quattro volte giocando molto bene quindi al momento sono una delle squadre più in forma di tutto il campionato. Non possiamo prendere alla leggera l’impegno perché, nonostante veniamo da due vittorie consecutive, si tratta di una gara importante non solo per la nostra classifica ma anche per il prosieguo del nostro campionato. Dovremo essere concentrati fin dall’inizio ed essere pronti a combattere; sappiamo che stanno attraversando un buon momento, ma anche noi siamo migliorati per cui siamo pronti per questa sfida».
NUTRIBULLET TREVISO- OPENJOBMETIS VARESE (ore 20.30, Palaverde)
TREVISO: 0 Bowman, 4 Spinazzé, 6 Zanelli, 7 Harrison, 10 Faggan, 12 Robinson, 15 Scandiuzzi, 24 Mezzanotte, 25 Allen, 29 Camara, 31 Olisevicius, 33 Paulicap. All. Vitucci.
VARESE: 1 Young, 4 Mannion, 6 Ulaneo, 7 Spencer, 8 Woldetensae, 11 Moretti, 13 Librizzi, 18 Virginio, 21 Hanlan, 22 McDermott, 44 Brown. All.: Bialaszewski.
ARBITRI: Michele Rossi, Valerio Grigioni, Gianluca Capotorto