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Trasporti | 30 novembre 2023, 21:17

Sciopero, un giorno infernale per i pendolari e non è finita. Salvini: «Ricadute pesantissime sulle vite di troppe persone incolpevoli»

L'astensione dal lavoro del 30 novembre raccontata dalla gente: caccia ai treni affollatissimi e ritardi nelle poche ore di "tregua". Dalle 21 di stasera ripreso lo sciopero

Un'immagine postata dal comitato pendolari Trenord Busto

Un'immagine postata dal comitato pendolari Trenord Busto

Un giorno infernale per i pendolari oggi: prima per i convogli cancellati a causa dello sciopero, poi quando questi ripartono c'è un vero e proprio assalto. Treni affollati, ritardi fortissimi, una situazione che peraltro non è finita perché lo sciopero ha ripreso il largo questa sera alle 21 per proseguire fino a domani alla medesima ora.

All'origine l'incidente mortale in Calabria, quindi motivazioni serissime. Ma i pendolari si chiedono anche perché debbano sempre pagare loro.  Con le poche ore di viaggio "normale", si sono creati tali ritardi e convogli pieni all'inverosimile. Il Comitato pendolari Trenord Busto ha documentato con gli sfoghi dei viaggiatori e le immagini le condizioni in questo lasso di tempo, parlando anche di tafferugli su binari e di un capotreno che ha chiamato la Polfer.

Chiedendosi anche perché il ministro non intervenga e parli con Trenord per creare un dialogo che eviti gli scioperi senza togliere il diritto alla protesta di fronte a un dramma come quello delle morti sul lavoro.

Anche il Comitato pendolari Gallarate Milano ha definito la situazione un inferno.

Andare a lavorare o studiare diventa impossibile. E purtroppo non solo oggi o domani.

Il post di Salvini

Un'ora fa Salvini ha infine pubblicato un post: «Ritardi, treni cancellati e lunghe code: scene indegne e inaccettabili oggi nelle stazioni italiane - e precisa - Per rispetto di chi ha perso la vita sul lavoro non siamo intervenuti, come invece successo recentemente, ma è chiaro che il sacrosanto diritto alla mobilitazione non può cancellare quello di milioni di cittadini che devono viaggiare. Questa giornata rende ancora più evidente che scioperi di troppe ore hanno ricadute pesantissime sulle vite di troppe persone incolpevoli. Lo trovo intollerabile. È mia intenzione fare di tutto affinché simili scene non si ripetano, anche se auspico che i sindacati evitino iniziative irragionevoli».

Riprende lo sciopero

Intanto riprende lo sciopero. Trenord nel suo avviso ieri ricordava le fasce di astensione dal lavoro possibile e i  motivi: «A causa dei gravi eventi lesivi della sicurezza e dell’incolumità dei lavoratori, in relazione all’incidente ferroviario avvenuto martedì 28 novembre sulla linea ferroviaria Taranto-Sibari-Catanzaro, sono stati proclamati diversi scioperi, nelle fasce orarie comprese dalle ore 09:01 di giovedì 30 novembre alle ore 21:00 di venerdì 1° dicembre, ai sensi dell’art. 2 comma 7 legge 146/90 e s.m.i. del trasporto ferroviario, viaggiatori e merci».

In vigore «le consuete fasce orarie di garanzia, dalle ore 06:00 alle ore 09:00 e dalle ore 18:00 alle ore 21:00, durante le quali viaggeranno i treni compresi nella lista dei “Servizi Minimi Garantiti». 

Anche stasera consultando la app si poteva constatare che il 20:37 da Malpensa Milano Centrale era in ritardo di 30 minuti, ma quello delle 20:50 sempre al terminal 2 diretto a Cadorna era cancellato. In direzione opposta era già cancellato il 2025 da centrale fino allo scalo della brughiera. Altri viaggiavano in apparente normalità.

Un venerdì che si preannuncia ugualmente o più terrificante.

Ma. Lu.

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