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Lettere | 22 novembre 2023, 17:59

«Il monte San Martino è stato violato. Azioni irrispettose della memoria condivisa di tutti noi»

Riceviamo e pubblichiamo la nota della segreteria del Partito Democratico della provincia di Varese in seguito ai fatti del Monte San Martino, luogo simbolo della Resistenza. «Perché questo gruppi continuano ad agire indisturbati? Necessario fermare chi rinnega la storia, chi vuole cambiare l’interpretazione dei fatti»

«Il monte San Martino è stato violato. Azioni irrispettose della memoria condivisa di tutti noi»

Riceviamo e pubblichiamo la nota della segreteria del Partito Democratico della provincia di Varese in seguito ai fatti del Monte San Martino, luogo simbolo della Resistenza. «Perché questo gruppi continuano ad agire indisturbati? Necessario fermare chi rinnega la storia, chi vuole cambiare l’interpretazione dei fatti».

«Egregio Direttore,
nessuno può restare fermo e in silenzio di fronte all’ennesima manifestazione di ispirazione nazi-fascista che abbiamo appreso da alcune testate giornalistiche. La misura, a questo punto, è davvero colma.
Il luogo simbolo della Resistenza della nostra provincia, il monte San Martino, è stato violato. Si tratta di azioni irrispettose di quella memoria condivisa che è patrimonio di tutti noi, che dà il nome a tante vie e piazze dei nostri Comuni e alla quale tanti monumenti e sacrari sono dedicati.
Proprio la larghissima condivisione di questa memoria, parte della vita quotidiana di tutti, rende non più accettabile che venga messo in discussione il valore della Resistenza e il ruolo cruciale che ha avuto nella liberazione dell’Italia dalla dittatura nazi-fascista.
Risulta irrispettoso che gruppi di estrema destra celebrino ideologie che hanno oppresso i nostri nonni o bisnonni, i nostri genitori, limitandone i diritti, eliminando la libertà di parola, di opinione, di stampa, di chi si è macchiato di crimini efferati contro l’umanità mandando a morire centinaia di migliaia di soldati in guerra e milioni di persone nei campi di sterminio. Si tratta di una pericolosa revisione storica che mina la memoria e la cultura che dovrebbero ricordare a noi e insegnare alle nuove generazioni quanto è successo affinché non possa tornare mai più. Non dimentichiamo poi che l’apologia del fascismo nel nostro Paese è reato, reato costituzionale.
E allora ci chiediamo perché questi gruppi continuino ad agire indisturbati non solo all’interno delle loro sedi, fatto già di per sé inaccettabile, ma che possano farlo anche sul suolo pubblico. Ci chiediamo quindi come mai, nonostante sia stata decretata dalla Corte d’Appello di Milano la sussistenza di apologia del fascismo per l’affissione dei manifesti inneggianti a Mussolini ad Azzate nel 2019, non si possa fare nulla per impedire tali atti. Crediamo che sia necessario applicare le leggi Scelba e Mancino, dare seguito ai procedimenti in itinere e trovare il modo per impedire l’accesso alle incursioni di matrice nazi-fascista sul San Martino.

Portare avanti azioni concrete contro l’ideologia fascista nel nostro Paese è necessario per evitare di alimentare sia un relativismo individualista per cui tutto dipende dal punto di vista di ciascuno, sia la cultura della violenza, soprattutto nelle nuove generazioni, di cui, nostro malgrado, la società tutta sta raccogliendo i frutti. Fermare chi rinnega la storia, chi vuole cambiare l’interpretazione dei fatti . Ed è necessario agire per non essere complici».

Segreteria del PD della Provincia di Varese

Redazione


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