Territorio - 14 novembre 2023, 17:07

Rigenerare dal punto di vista turistico la sponda del Lago Maggiore da Sesto Calende a Maccagno: il sogno progetto dell'imprenditore Luca Sartorio

Il ceo della Grand Luino Luca Sartorio fa il punto dopo il grande successo del convegno organizzato a Palazzo Verbania lo scorso 21 ottobre alla presenza anche della ministra del Turismo Santanchè: «Punto di partenza il completamento del Porto Nuovo di Luino, vogliamo attrarre anche investitori stranieri, per trasformare la sponda magra in Costa Fiorita»

Il ceo di Grand Luino Luca Sartorio

Dopo l'importante e riuscito convegno dello scorso 21 ottobre a Luino, a cui ha partecipato anche la ministra del Turismo Daniela Santanché, per l'imprenditore Luca Sartorio, ceo di Grand Luino è il momento di fare il punto e di guardare al prossimo futuro.

Coinvolgere cittadini, associazioni, investitori, stakeholder italiani e stranieri per rilanciare e rigenerare dal punto di vista turistico e dell'attrattività non solo Luino e il Luinese ma tutta la sponda del Lago Maggiore che da Sesto Calende arriva fino a Maccagno con Pino e Veddasca. 

«La straordinaria partecipazione e l’attenzione suscitata presso i livelli di governo regionale e nazionale ci motivano a continuare in questa direzione, con la stessa formula - afferma Sartorio - con tre sessioni, cultura, management e diritto».

La prima parte presso l’area ex Ratti e la seconda presso Palazzo Verbania e sempre in collaborazione con l’associazione culturale Le Sempiterne guidata dalla giornalista Simona Fontana Contini. Le date in programma sono sabato 18 maggio e sabato 19 ottobre 2024.

«Questi altri due eventi serviranno a illustrare i risultati raggiunti in relazione agli obiettivi strategici indicati lo scorso 21 ottobre - prosegue Sartorio - innanzitutto, il progetto che riteniamo prioritario ovvero il completamento del Porto Nuovo di Luino (del 1973). A tal fine sottoporremo all’Autorità di Bacino e alla Regione una proposta di project financing basata sugli studi preliminari da noi affidati al Centro del Mare dell’Università di Genova».

Il progetto è molto ambizioso ma è strategico rispetto al futuro anche economico della sponda lombarda del Lago Maggiore. 

«Particolare rilievo sarà dato agli interventi di rigenerazione territoriale lungo tutta la sponda lombarda, detta anche Areale 17 nel Piano territoriale regionale, da Sesto Calende a Maccagno con Pino e Veddasca, sui quali siamo riusciti a coinvolgere anche altri partner, soprattutto stranieri, nell’ambito di un “contratto di sviluppo di attività turistiche” di cui la Grand Luino sarà capofila» sottolinea l'imprenditore. 

Un’altra idea forte, maturata nel corso dell’ultimo convegno, è quella di collegare il programma di investimenti “Lago Maggiore 2030” ad un brand che a ben guardare esiste già.

«Negli anni trascorsi - osserva Sartorio - enti e fondi pubblici sono stati impegnati, come testimoniato anche da una diffusa segnaletica, per attribuire alla nostra bella sponda lombarda la denominazione di “Costa Fiorita”. Da parte nostra, cercheremo di verificare con l’Università I.U.L.M la sua attuale forza nella percezione dei visitatori, come uno dei punti qualificanti della ricerca tesa a far tornare Luino (e altri comuni del distretto, inclusi Cannero e Cannobio) una destinazione turistica, come la storia ci insegna». 

Da qui il focus dei prossimi due convegni darà il sottotitolo: dalla “sponda magra” alla “Costa fiorita”. Il titolo è confermato: “Luino, 350 anni di storia turistica”.

«Concludo con un’anticipazione per sabato 18 maggio 2024: l’ospite d’onore del convegno sarà il filosofo Tommaso Greco dell’Università di Pisa con una relazione su “La legge della fiducia”» conclude il ceo della Grand Luino. 

Redazione