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Lettere | 13 novembre 2023, 14:36

LA LETTERA. «Grazie per esservi presi cura del nostro grande Corrado e per quello che fate per tutti i pazienti»

I famigliari di Corrado Nardelotto di Malnate, venuto a mancare alcuni giorni fa, esprimono la loro gratitudine a tutto il personale dell'ospedale di Circolo di Varese e lanciano un appello alle istituzioni: «Medici e infermieri fanno i salti mortali, non tagliate i servizi sanitari, gli ospedali devono rimanere il fiore all'occhiello della nostra provincia»

LA LETTERA. «Grazie per esservi presi cura del nostro grande Corrado e per quello che fate per tutti i pazienti»

E' una lettera piena di gratitudine e di riconoscenza ma anche un sentito appello a non tagliare i servizi sanitari quella scritta dai famigliari di Corrado Nardelotto, fondatore de "La Finestra" di Malnate e scomparso alcuni giorni fa. (LEGGI QUI)

I suoi cari in una missiva inviata a VareseNoi tengono a ringraziare tutto il personale dell'ospedale di Circolo di Varese dove il loro congiunto è stato ricoverato per tre mesi, ricevendo cura e assistenza. 

Di seguito la lettera della famiglia Nardelotto:

«Vorremmo ringraziare i reparti di Pronto Soccorso, Medicina Est e Ovest, Chirurgia Vascolare, Vulnologia, Cardiologia e Sala operatoria dell'ospedale di Circolo per il loro operato, personale medico infermieristico, addetti alle pulizie e portantini per la disponibilità e cortesia.

Ringraziamo tutto il personale e chiediamo ad Asst e Ats di assumere personale, perché i nostri ospedali ne hanno bisogno e devono rimanere il fiore all'occhiello della nostra Varese.

In questi tre mesi di degenza del grande Corrado abbiamo potuto constatare la mancanza di risorse che la nostra sanità: dalle traverse alle bottiglie d'acqua, dai farmaci alla carta igienica alle carrozzine per il trasporto degli ammalati. Ci sono locali con letti e mobili ammassati per il taglio dei posti letto.

La nostra sanità con i tagli porta i servizi al minimo, costringendo il personale a fare salti mortali per soddisfare le esigenze dei pazienti, ma essendo in pochi sono costretti loro malgrado a farli aspettare.

A tutti gli operatori dell'ospedale diciamo grazie per tutto quello che fate».

Famiglia Nardelotto 

Redazione

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