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Canottaggio | 31 ottobre 2023, 11:04

Luca Broggini giornalista dell’anno della FIC: «Grazie a Varese, al territorio e a tutte le sue società. I mondiali assoluti? La città se li merita»

Lo speaker varesino, voce anche di World Rowing e commentatore dei grandi eventi olimpici, è stato insignito del riconoscimento della Federazione Italiana Canottaggio: «Una grande soddisfazione, ringrazio la mia famiglia e mia moglie Sara che mi ha sempre sostenuto. A Varese un movimento leader in Italia e non solo, gli assoluti del 2027 sarebbero la ciliegina sulla torta»

Il varesino Luca Broggini, Giornalista dell'Anno FIC (foto Federazione Italiana Canottaggio)

Il varesino Luca Broggini, Giornalista dell'Anno FIC (foto Federazione Italiana Canottaggio)

Giornalista, speaker della Federazione Italiana Canottaggio e di World Rowing, voce dei grandi eventi mondiali e olimpici di canottaggio. Ma soprattutto varesino. È Luca Broggini, che dà quest’anno può aggiungere anche il riconoscimento della FIC di Giornalista dell’Anno.

«È una grande soddisfazione - le parole di Luca - perché è una tappa di un percorso iniziato quindici anni fa. Ho iniziato quasi per gioco perché il canottaggio è stato il mio sport, poi è diventato un lavoro e una professione. Sono arrivato a commentare e scrivere eventi internazionali, mondiali e le Olimpiadi. È il raggiungimento di un sogno e una soddisfazione che ripaga anni di lavoro».

Quello di Giornalista dell’Anno, insieme agli altri riconoscimenti attribuiti ai protagonisti del 2023, saranno conferiti in occasione della Conferenza Nazionale Allenatori, in programma a Lignano Sabbiadoro il prossimo 11 Novembre.

Se c’è una persona a cui vuole dedicare il riconoscimento, Luca risponde che «non ce n’è una in particolare», ma il suo primo grazie va «a tutti gli atleti, gli allenatori e i tecnici che mi permettono di fare il mio lavoro, che riesco a fare quando ci sono tutte queste carte che si mettono insieme».

Ma ovviamente non può mancare il pensiero alla famiglia e, in particolare a sua moglie Sara Bertolasi, canottiera olimpica a Londra 2012 e a Rio 2016: «Ovviamente ringrazio la mia famiglia, che è sempre al mio fianco; ma soprattutto un grazie particolare a mia moglie Sara Bertolasi, che mi ha sempre sostenuto e accompagnato in questo percorso. Il canottaggio è un affare di famiglia».

Da un ringraziamento all’altro, non si poteva non nominare il territorio, visto il binomio che in questi anni Varese ha creato con lo sport dei remi: «Questo premio è il frutto di un lavoro che è stato sicuramente possibile grazie a Varese, alla città, al territorio e a tutte le sue società. Gli eventi internazionali sono la punta di un movimento che oggi è leader assoluto in Italia e non solo. È facile sognare quando sul territorio hai le migliori eccellenze: basti pensare che per le Olimpiadi di Parigi, ci sono già tre varesotti qualificati e che agli assoluti c’erano più di dieci varesini in squadra. Incontrare un campione olimpico a Varese è la normalità».

E, per finire, progetti e soprattutto sogni per il futuro suo e della città: «Premetto che nelle persone che vivono di sport la scaramanzia è di casa. Detto questo, da un lato sogno di poter raccontare le Olimpiadi a Parigi 2024. Da varesino, poi, il sogno di vedere il mondiale assoluto nella propria città nel 2027 è sicuramente un qualcosa di magico, che Varese oggi non solo deve sognare, ma si merita davvero. Sarebbe la ciliegina sulla torta».

Lorenzo D'Angelo

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