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Varese | 24 ottobre 2023, 11:00

L'unico posto dove trovare le cartoline di Varese. «Mio padre ne comprò 40 mila. Restituiscono una città diversa da quella odierna»

Alla Tabaccheria “Arco Mera” di corso Matteotti il tempo sembra essersi fermato: «Le spediscono ancora i turisti, i prezzi vanno da 50 a 80 centesimi. Ormai non vengono più prodotte, siamo gli unici ad averle». Lì accanto, ecco le calamite in ceramica con vedute di Sacro Monte, Monte Rosa e lago. Ma da Roberto Mazzon, che gestisce l'attività con il figlio Dario, ci sono anche altre rarità come le scacchiere da gara: «In città c'è una delle migliori squadre scacchistiche nazionali...»

Roberto Mazzon, che con il figlio Dario gestisce la Tabaccheria “Arco Mera” di corso Matteotti, mostra due delle ormai introvabili cartoline di Varese

Roberto Mazzon, che con il figlio Dario gestisce la Tabaccheria “Arco Mera” di corso Matteotti, mostra due delle ormai introvabili cartoline di Varese

La piscina “Città di Varese” che assomiglia a una chiesa, lo stadio “Franco Ossola” con la pista di ciclismo e d’atletica, un affocato tramonto sul lago di Varese con due pescatori di canna e il leggendario Minigolf, oggi in abbandono, fotografato in “natural colours” nel 1964. Nella Tabaccheria “Arco Mera” di corso Matteotti 26 il tempo, almeno quello cartolinesco, sembra essersi fermato, regalando a chi entra la visione di una città linda come uno specchio, con edifici appena inaugurati, furgoncini Renault della Patatine San Carlo, Simca 1000 e minigolfisti con i pantaloni a zampa d’elefante.

Succede perché Roberto Mazzon, che con il figlio Dario gestisce la tabaccheria di famiglia, rilevata da suo padre Guido nel 1973 dalla ditta Galli, è rimasto l’unico a vendere cartoline, veri e propri pezzi d’antiquariato, con scatti risalenti agli anni ’70 e ‘80 a cura della ditta Garanzini di Milano e della storica Brunner & c. di Como, che faceva la gioia dei collezionisti di vedute d’epoca del Sacro Monte e del Campo dei Fiori, oltre che della Varese Belle époque.

Nessuno o quasi spedisce più cartoline, oggi con lo smartphone si scatta e invia in tempo reale, con ogni tipo di messaggio ed emoticon possibile e immaginabile, ma una volta il souvenir era subito preda di chi arrivava in città e voleva ricordare agli amici la sua vacanza.

«Mio padre, che negli anni ’80 acquistò anche la Gioielleria Chicherio allora accanto alla nostra prima sede all’angolo dell’Arco Mera (frequentata dei cestisti della grande Ignis e del Varese calcio, come testimonia un cartello) e oggi sopra la tabaccheria, negli anni ’90 rilevò l’intero magazzino della ditta Garanzini di Milano, qualcosa come 40mila cartoline. Posso dire di poter vivere di rendita ancora per molti anni, solo che gli scatti restituiscono una Varese molto diversa da quella odierna», spiega Roberto Mazzon.

Il raccoglitore - altro pezzo ormai introvabile - posto sulla destra all’ingresso del negozio, mostra scatti del Battistero, di Piazza della Repubblica, di villa Ponti e di Casbeno, accanto a cartoline con fiori e volti sorridenti, adatte a ricorrenze, onomastici e compleanni. Poco distante ecco un pannello con le piccole calamite in ceramica, con vedute del Sacro Monte, del Monte Rosa e del lago, dei Giardini Pubblici e di piazza del Podestà, decisamene più al passo con i tempi.

Ma chi spedisce più cartoline?
«I turisti che arrivano qui, anche dal lago Maggiore o da Milano, italiani e stranieri, ma non ci sono più le vendite di un tempo. Abbiamo ancora un piccolo mercato proprio perché ormai siamo gli unici ad averle, le cartoline non vengono più prodotte. I prezzi vanno da 50 a 80 centesimi, a seconda della grandezza e costa di più l’affrancatura, 1 euro e 25 per l’Italia e 1 euro e 30 per l’Europa», dice Mazzon, che ha due figli, una nipote, Stefania, orologiaia specializzata con studi nelle migliori maison della Svizzera, un altro nipote, Daniele, che lavora alla Rolex di Milano e una terza, Barbara, che vive a Roma e si occupa di raccogliere fondi per la protezione degli animali.

«Una volta a Varese produceva cartoline la ditta Cairoli mentre Taborelli vendeva all’ingrosso, oggi non è rimasto più niente». Nel frattempo entra in tabaccheria Chiara, una ragazza di 25 anni studentessa di Scienze pedagogiche. Le chiediamo se abbia mai spedito cartoline: «Da bambina, quando andavo al mare con i miei, poi non ci ho proprio più pensato».

Roberto Mazzon intanto ci svela di essere un campione di scacchi - gioca da quando aveva 14 anni, allievo di suo padre - con diverse vittorie in gare nazionali.

«Siamo tra i pochi negozi in Lombardia a vendere scacchiere da gara, e non molti sanno che in città esiste una squadra scacchistica nazionale composta da quattro varesini, Renzo Mantovani, Emiliano Aranovic, Alex Salvetti e Alfredo Cacciola, tra le prime 16 in Italia. Abbiamo chiesto al sindaco di trovarci una sede, ma senza risultato, così per il momento siamo ospiti della Cgil, in due locali di via Robbioni. La mia è una passione antica, a 18 anni giocavo nella Belfortese e avevamo un’ala con la passione per gli scacchi, così mi fece conoscere il mondo delle gare, che ho frequentato per anni. Alla base del gioco ci deve essere tanta passione, tenacia e lavoro».

Alla fine il vostro cronista non resiste, e si porta a casa quattro cartoline vintage, consegnate in una fenomenale busta di carta dei Fiammiferi Marsiglia di Benevento, lì dal 1880. Ovviamente la preferita, marcata Brunner & c., è quella del “Franco Ossola”, visto dalla curva dove bambino, con papà e nonno, vedevo Anastasi e Combin, Miniussi e capitan Picchi allora ancora dell’Inter. Sullo sfondo, un Campo dei Fiori verdissimo riporta a una meravigliosa primavera. Da cartolina, appunto.

 

Mario Chiodetti

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