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Economia | 19 ottobre 2023, 15:28

C'è un patrimonio da salvare: i dati. Ma troppe aziende ancora non lo capiscono

Nel workshop "Cyber Security" organizzato da Reti e ComoNext emerge che solo il 65% delle aziende del territorio ricorre agli antivirus in maniera sistematica

Stefano Soliano durante l'incontro

Stefano Soliano durante l'incontro

C'è un patrimonio da salvare, di cui insomma prendersi cura in modo costante e adeguato nelle aziende oggi: i dati. Eppure ancora troppe imprese non lo fanno, almeno non in maniera sistematica. 

È quanto emerso nel corso del workshop "Cyber Security: guida pratica per la tua organizzazione" promosso dall'azienda di Busto Arsizio Reti spa e da ComoNext spa in collaborazione con Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica), nell'innovation Hub di Lomazzo. 

Tranchant la statistica di partenza: solo  il 65% delle aziende fa uso degli antivirus in maniera sistematica per salvaguardare i propri dati, è stato detto. Questo vale sia per la provincia di Varese sia per quella di Como. Il restante 35% fa uso di software non omogenei o inclusi negli applicativi più diffusi.

Non solo. Le imprese che dichiarano di eseguire il back up dei dati in forma organizzata e periodica sono il 67%, mentre il restante 33% afferma di ricorrere al salvataggio dei dati solo in forma saltuaria.

Insomma, nonostante oggi sia cresciuta la consapevolezza del valore dei dati, le aziende non risultano ancora totalmente preparate agli incidenti di cybersecurity. Situazione che non cambia fino in fondo, neanche se si è stati toccati direttamente.sempre dall'indagine risulta infatti che persino tra quelle che  raccontano di essere state attaccate, meno di due anni fa, più del 60% tralascia ancora di attivarsi in caso di problemi cyber.

I lavori

I lavori, introdotti da Lorenzo Beliusse, direttore Marketing di Reti spa e Stefano Soliano, amministratore delegato di C.NEXT Spa, hanno analizzato il comparto delle cybersecurity ad opera di Mauro Cicognini, membro del Comitato Scientifico di Clusit. Si è così illustrata una preview dei risultati della ricerca sulla sicurezza informatica eseguita sulle aziende delle provincie di Como e Varese. Questo contestualizzando poi i dati con i trend rilevati su scala nazionale.

Quindi Veronica Leonardi, Executive Board member & CMO di Cyberoo, ha fatto il punto su MDR (Managed Detection and Response), soluzione che rileva le minacce informatiche e risponde in tempo reale nell’ambito della strategia per la resilienza delle Pmi e la protezione della propria continuità operativa.

Sul tema “Sicurezza di livello successivo: la gestione degli accessi in ambienti IT e OT” è intervenuto Paolo Salin, Regional Sales manager Italy di WALLIX, poi ha parlato Marco Gottardello di Reti. Quesito chiave, “Come mettere in sicurezza le postazioni informatiche?”.

Dopo l'incontro si è potuta visitare la sede di Comonext dicono anche organizzare un confronto tra gli organizzatori e partecipanti. 

I commenti

Lorenzo Beliusse, direttore Marketing di Reti spa, ha dichiarato: «Uno degli aspetti più rilevanti emersi nel corso dell’evento che ha visto la collaborazione di RETI spa e C.NEXT è il fatto che la cyber security si presenta come un terreno ancora caratterizzato da ampi margini di crescita e sviluppo. I player del settore hanno il compito di lavorare per diffondere la consapevolezza della sfida riguardo le minacce Cyber, un tema che ancora deve innestarsi in forma consolidata nel nostro tessuto produttivo. È una questione di cultura, che sono certo porterà in futuro ad un approccio strutturale di “security by design” per qualsiasi sviluppo che riguarda il business delle imprese».

Stefano Soliano, ad di C.NEXT spa: «Credo che i lavori di oggi pomeriggio abbiano contribuito a mettere in luce un tema, quello della cyber security, di urgente attualità. È necessario che le imprese (anche le più piccole) comprendano e adottino al più presto un sistema di linee guida volto non solo a salvaguardare il patrimonio dei loro dati e del loro know how da possibili e sempre più frequenti attacchi esterni, ma anche utile a favorire una migliore gestione delle informazioni al loro interno. Ciò che verifichiamo quotidianamente è l’impossibilità di sviluppare progetti di innovazione al di fuori di ambienti in cui la sicurezza digitale sia concepita come base imprescindibile su cui fare leva per innescare percorsi di crescita. Da qui la scelta di C.NEXT di impegnarsi sempre di più nel proporre occasioni di divulgazione per favorire la crescita delle imprese in termini di consapevolezza, ancor prima che in termini strettamente tecnologici». 

Mauro Cicognini, Membro del Comitato Scientifico di Clusit: «Siamo davanti a uno scenario, che emerge dalla survey realizzata sulle imprese del territorio comasco e varesino, in cui le aziende sono ancora largamente impreparate. Nel caso migliore non più dei 2/3 del campione adottano in forma sistematica misure indispensabili; nemmeno quelle ormai mature e poco costose (o addirittura gratuite perché solo organizzative). Il segnale che cogliamo è quello di un lavoro importante ancora da portare a termine per diffondere la valenza strategica delle informazioni, in un’ottica di business sempre più orientata a fare un uso spinto del patrimonio di dati generati e scambiati dalle aziende».

Ma. Lu.

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