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Busto Arsizio | 16 ottobre 2023, 15:00

Il filo della solidarietà unisce le generazioni: duemila coperte pronte a colorare piazza San Giovanni

Il progetto di Viva Vittoria era partito un anno fa a Busto per sensibilizzare sui temi della violenza contro le donne e dei tumori femminili. Domenica saranno messe in vendite le coperte realizzate da bambini delle scuole, anziani, associazioni e tante cittadine. Il ricavato andrà alla Lilt. «Si è creato un patrimonio umano e relazionale», dicono le volontarie

Il filo della solidarietà unisce le generazioni: duemila coperte pronte a colorare piazza San Giovanni

Obiettivo raggiunto. Anzi, doppiato. Il progetto di Viva Vittoria era partito un anno fa a Busto con l’intento di colorare con almeno mille coperte piazza San Giovanni. Saranno invece il doppio i manufatti che domenica 22 ottobre “copriranno” la piazza, al fine di sensibilizzare sui temi della violenza contro le donne e dei tumori femminili. Ma è soprattutto il patrimonio umano e relazionale - e intergenerazionale - che si è creato il vero successo dell’iniziativa.
Merito dello straordinario lavoro di un gruppo di volontarie che, replicando un progetto nato a Brescia nel 2015, è stato in grado di creare una rete che con il passare del tempo è cresciuta sempre di più, giungendo anche là dove era difficile immaginare, sino ad arrivare allo straordinario risultato finale.
Una «valanga positiva», come l’ha definita Ivanoe Pellerin, presidente della sezione provinciale di Varese della Lilt, a cui sarà devoluto il ricavato della vendita delle coperte per l’acquisto di un macchinario per la diagnosi precoce del tumore al seno.

Domenica alle 6.30 partirà la catena umana per trasportare le “opere” da piazza Lucio Flauto a piazza San Giovanni. A partire dalle 9 verranno messe in vendita.
Sarà l’atto finale di un impegno che ha coinvolto un numero di persone impossibile da quantificare con precisione. Dai bambini agli anziani, sarte provette e persone che non avevano mai sferruzzato prima: in migliaia si sono dati da fare creando un quadrato di lana di 50 centimetri per 50 – ne sono arrivati ben ottomila – destinato a essere unito ad altri tre per creare una coperta di un metro per un metro.

Anche l’assessore all’Inclusione sociale Paola Reguzzoni si è cimentata con gli arnesi del mestiere: «Non mi aspettavo questo coinvolgimento – racconta –. C’è stato un proliferare di bar e negozi che hanno donato i gomitoli, e poi tantissime donne, e qualche uomo, che hanno lavorato la lana. Questo ha permesso ad anziane sole di uscire dall’isolamento accentuato dal Covid. Una decina di persone è diventata una marea. Sono orgogliosa di quello che hanno fatto e che domenica tutto Busto potrà ammirare: un lavoro di mani non da poco che un imprenditore tessile pagherebbe oro».
Con la doppia finalità di sensibilizzare su temi importanti: «Dalle donne per le donne», evidenzia Reguzzoni.

«Abbiamo ricevuto quadrati da ogni angolo del territorio e d’Italia, superando i campanilismi – rivela Giovanna Massironi, portavoce delle “Vittorie”–. L’iniziativa ha un grande valore inclusivo: abbiamo coinvolto persone di ogni età, siamo entrati nelle scuole e questo ha aiutato anche dei bambini stranieri a inserirsi. Ha lavorato la polizia penitenziaria in carcere, ci sono stati incontri in biblioteca, da Acof sono arrivati dei piccoli capolavori».

Sotto queste coperte colorate si nascondono tante storie. Dolci, come quella della signora che ha iniziato a lavorare a maglia a ottant’anni. E strazianti: c’è chi ha consegnato il materiale realizzato da una amica che non ha potuto farlo, perché il cancro non gliel’ha permesso. E c’è anche un tocco internazionale, grazie al lavoro delle mogli dei soldati della base Nato di Solbiate provenienti da diversi paesi.
Un patrimonio umano ma anche tecnico da non disperdere.

Difficile per il dottor Pellerin trovare le parole per dire grazie: «Avete creato una valanga di buoni sentimenti e relazioni che ha invaso positivamente tutto il territorio. Lo strumento valido per una diagnosi precoce che acquisteremo non può che premiare intenzioni, coraggio e volontà di chi si è messo in gioco».
Con l’auspicio, ribadito all’unisono con l’assessore Reguzzoni, che l’età per lo screening venga abbassata dai 50 quantomeno ai 45 anni.
Proprio l’esponente di giunta ha anticipato l’intenzione – qualora non venissero vendute tutte le coperte – di «cercare qualche risparmio del Comune per farle arrivare all’oncologia dell’ospedale di Busto. Ci sono una carica e un’energia positiva nel filo che tiene assieme questi lavori».

«Sul territorio abbiamo tante persone che sostengono chi ha bisogno – chiosa il sindaco Emanuele Antonelli –. Voi ne siete un esempio e avete avuto il merito di aprire gli occhi a tanti, aiutando a trovare nuovi volontari, di cui c’è sempre più bisogno. Ci sarò anch’io domenica mattina a dare una mano».
Ogni coperta potrà essere acquistata con un’offerta minima di 20 euro. In caso di maltempo l’iniziativa slitterà di una settimana.

Riccardo Canetta

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