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Territorio | 10 ottobre 2023, 12:07

Il Comune di Brenta compie 70 anni, tre giorni di festa in paese

Venerdì e sabato sera sono in programma due concerti mentre domenica 15 ottobre si terrà la cerimonia ufficiale, la consegna della fascia tricolore al nuovo sindaco dei ragazzi e per concludere uno spettacolo teatrale e un'apericena

Il sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin

Il sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin

L'amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianpietro Ballardin ha organizzato per il prossimo fine settimana tre giorni di festeggiamenti in occasione del 70esimo anniversario della ricostituzione del Comune di Brenta. 

Il programma prevede venerdì 13 ottobre alle 20.30 nella chiesa di San Quirico un concerto della rassegna "Interpretando suoni e luoghi" del Coro Diatessaron. Sabato 14 alle 20.45 sarà la volta di un evento di Musicuvia, sempre nella chiesa di San Quirico "La viola dal barocco ai giorni nostri".

Domenica 15 il clou della manifestazione sul piazzale antistante il municipio dove alle 18 si terrà l'apertura della cerimonia con la partecipazione dei bambini della scuola materna, il saluto del sindaco e delle autorità e la consegna della fascia tricolore al nuovo sindaco dei ragazzi. 

Alle 18.30 lo spettacolo teatrale della compagnia "Il volto di velluto" e alle 19 l'apericena offerto dall'amministrazione comunale e a seguire musica con la band "The Good Vibes". Alle 21 la chiusura con un momento istituzionale. 

Il 70esimo anniversario della ricostituzione del Comune è un'occasione per riscoprire la storia di Brenta. 

Le prime notizie certe sul Comune di Brenta risalgono alla metà del '700 che all'epoca Brenta era una comunità di 600 abitanti e faceva comune da sé e non con altri.

Nel periodo successivo Brenta seguì la Valcuvia nella nuova organizzazione territoriale della Lombardia austriaca e allo stesso modo fu coinvolta nel periodo napoleonico nel turbine dei cambiamenti amministrativi.

Un progetto del 1807 prevedeva l'unione di Brenta con Arcumeggia e Casalzuigno, ma il Consiglio Comunale di Brenta rigettò tale proposta per la distanza e le vie di comunicazione. Venne invece fatto presente che la comunità di Cittiglio distava da Brenta meno di un miglio, e i due comuni erano collegati da una strada postale percorribile con qualsiasi tempo ed erano già uniti per la cura spirituale.

Il piano di aggregazione approvato nel 1809 accolse in parte le richieste avanzate da Brenta, che divenne comune dominante unito a Casalzuigno, Cittiglio e Vararo. A seguito di ulteriori proteste dei Comuni, nel 1811 furono apportate altre modifiche, che videro Brenta ancora comune dominante, unito a Caravate, Casalzuigno, Cittiglio, Gemonio e Vararo. Infine, nel 1812 si stabilì il comune denominativo di Brenta che comprendeva in sé le frazioni di Brenta, Casalzuigno e Cittiglio, aventi rispettivamente 562, 704 e 735 abitanti per un totale di 2001.

Il comune di Brenta era inserito nel Cantone II di Gavirate, del Distretto II di Varese. Le aggregazioni dell'epoca napoleonica ebbero vita breve infatti con il rientro degli austriaci, l'organizzazione territoriale del regno lombardo - veneto inserì Brenta nel distretto XVIII di Cuvio, provincia di Como, poi nel 1853 la comunità passò nel distretto XIX di Gavirate fino al sopraggiungere dell'annessione della Lombardia al Piemonte sabaudo nel 1859.

Nel 1898 entra in vigore il Testo Unico della Legge comunale e provinciale che stabiliva l'elezione del Sindaco, fino ad allora di nomina regia, da parte del Consiglio Comunale a scrutino segreto. Da questa data e fino al 1927 si susseguirono vari sindaci e consigli comunali.

Il 12 agosto 1927 venne emesso il decreto di aggregazione dei Comuni di Brenta e Vararo a quello di Cittiglio, a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri Benito Mussolini. Solo nel 1946 nel consiglio comunale di Cittiglio presieduto dal Sindaco Carlo Degiovanangelo e su proposta del consigliere di Antonio Buzzi, si comincia a parlare di ricostituzione del Comune di Brenta. Il Sindaco incarica i consiglieri Mario Pedotti, Piero Cadario e Antonio Isella, tutti di Brenta, di esaminare la questione sottoponendola eventualmente a una commissione. Si dovette però arrivare al 1950 prima che l'argomento venisse affrontato in consiglio.

Nella seduta del 13 aprile venne esaminata la domanda avanzata dalla maggioranza dei contribuenti della frazione di Brenta, che avendo entrate sufficienti ad assicurare i pubblici servizi, ne chiedevano l'erezione in comune autonomo, anche per la lontananza da Cittiglio. Il consiglio deliberò di aderire senza riserve affinchè la frazione di Brenta, fosse eretta in comune autonomo nei limiti territoriali del vecchio Comune di Brenta. La prefettura rispose il mese seguente significando che l'istruttoria per tale pratica era sospesa in attesa del funzionamento dei consigli Regionali.

Il comitato promotore chiese il riesame della domanda e il consiglio comunale il 27.04.1952 si espresse nuovamente a favore senza riserve. Questa volta l'autorità superiore accolse la domanda e Brenta ridiventò comune autonomo con DPR n. 575 del 9 luglio 1953. L'8 dicembre di quell'anno si insediò il nuovo consiglio comunale di Brenta eletto il 29 novembre, così composto: dott. Felice Ramorino, Giuseppe Ariodante Pozzi, Luigi Azimonti, Luigi Todeschini, Luigi Ossola, Antonio Visconti, Antonio Todeschini, Mario Del Torchio, Guido De Santi, Pierino Turuani, Giovanni Sartorio, Italo Pedotti, Riccardo Gamberini, Eugenio Campiotti, Irma Parini.

Nella stessa seduta si procedette alla nomina del Sindaco: venne eletto Felice Ramorino con quattordici voti su quindici. Il 16 maggio 1962 con Decreto del Presidente della Repubblica, viene assegnato al Comune di Brenta uno stemma ed un gonfalone.

M. Fon.

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