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Busto Arsizio | 29 settembre 2023, 02:42

Cessione di Agesp Energia, battibecchi in Consiglio. Il sindaco: «Non una svendita ma una bella operazione»

L’assise di Busto ha dato il via libera alla delibera relativa alla vendita del 70 per cento delle quote della società ad Acinque. Ancora uno scontro tra Antonelli e un esponente della minoranza, stavolta Santo Cascio di Progetto in Comune

Cessione di Agesp Energia, battibecchi in Consiglio. Il sindaco: «Non una svendita ma una bella operazione»

Consiglio comunale “pesante” a Busto Arsizio. Ieri sera, giovedì 28 settembre, oltre alla delibera sull’Accordo di programma sul nuovo ospedale (leggi qui), l’assise ha dato il via libera a quella relativa alla cessione del 70 per cento delle quote di Agesp Energia.

La seduta si è aperta con un minuto di silenzio in memoria del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. A chiederlo è stata Laura Rogora: «Anche se non tutti in questa sede hanno approvato le sue azioni politiche», ha precisato la presidente dell’assise, esponente di Forza Italia. Il pensiero è andato a quando alcuni consiglieri di opposizione abbandonarono l’aula durante la commemorazione di Silvio Berlusconi, con una scia di polemiche.

Poi è iniziata la discussione sul percorso che porterà, come spiegato in commissione (leggi qui), all’acquisizione delle quote da parte di Acinque, la multiutility del gruppo A2a che ha formulato un’offerta da 31,4 milioni di euro ritenuta congrua.

«La crisi degli ultimi due anni poteva minare la sopravvivenza della società – ha detto il sindaco Emanuele Antonelli ripercorrendo le tappe che hanno portato alla decisione di vendere la maggioranza di Agesp Energia –. È indubbio come la società abbia gestito bene una fase particolare. Oggi, ma nel futuro? L’alienazione garantisce maggiore solidità per affrontare nuovi possibili scenari di crisi, con aspettative di forte crescita sul territorio».

Perplessità tra i banchi dell’opposizione. La preoccupazione del capogruppo del Pd Maurizio Maggioni è «far sì che esista piena tutela degli utenti del teleriscaldamento a Busto».
«Voterò contro perché non si garantisce un controllo sulle tariffe a favore dei cittadini che noi dovremmo tutelare», ha detto Santo Cascio. L’utilizzo del verbo «svendere» da parte del capogruppo di Progetto in Comune ha stizzito Antonelli: «Lei dice che stiamo svendendo una società, quando professionisti hanno lavorato giorno e notte per una bella operazione – ha ribattuto il primo cittadino –. Probabilmente non è connesso quando parla, ma svendere non è una bella parola. Sappia che se il gas una volta veniva pagato sei mesi dopo, oggi si devono mettere subito i soldi in contanti o fidejussioni».
Oltre a Pd e Progetto in Comune, anche Emanuele Fiore del gruppo misto ha votato contro.

Toni (e voti) diversi nella maggioranza, ma anche Popolo, Riforme e Libertà si è espresso a sostegno della delibera poiché, ha osservato il capogruppo Gigi Farioli, è stata «correttamente perseguita la verifica della congruità dell’offerta, che è stata anche migliorata dal punto di vista economico e della tutela dei dipendenti».

R.C.

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