Seduti a questi tavoli il tempo sembra non scorrere mai, oppure corre velocissimo, come se si venisse rapiti da un'alchimia magica e dal piacere unico di stare assieme. Ecco allora un meritatissimo regalo per festeggiare il 14° anno di gestione e un nome glorioso, il Gambero, che da oltre quarant'anni è uno dei cuori pulsanti di Casbeno, dove il senso di appartenenza è forte e guarda al futuro anche grazie all'abbinamento tra la familiarità e la semplicità, a cui si accumuna anche la bontà.
E così il ristorante pizzeria a un passo da piazza Libertà, aperto tutto agosto - ça va sans dire -, ha utilizzato le "ferie" di luglio per rifarsi il look e permettere a Patrizia e Luca di dare un tocco in più a un locale che per loro è come un altro figlio: ecco allora le moderne luci a led, le nuove colonne in resina e cartongesso, il pavimento tirato a lucido, l'ingresso rimodernato in bianco e azzurro, il nuovo impianto di condizionamento e il colore beige alle pareti, al posto del rosa, da cui i clienti, affezionati e nuovi - anche stranieri - come ne sono arrivati in questa estate con parecchi turisti in città, sono stati accolti in questo agosto dal rinnovato "Al Gambero da Patrizia".
«Abbiamo voluto dare un respiro più luminoso, spazioso e leggero al locale - ci spiegano Patrizia e Luca - perché i nostri clienti meritavano quel qualcosa in più che non cambia il nostro modo d'essere e l'anima confidenziale, amichevole, tranquilla e a volte anche intima che accoglie tutti qui, pur se spesso sono in tanti, famiglie o gruppi, a riempire i nostri tavoli».
Il menu, ovviamente, non subisce cambiamenti perché è una sicurezza grazie a Luca e al cuoco Cristian («Anche i prezzi, qui, sono sempre gli stessi. La nostra clientela non merita aumenti»), così come le spettacolari stampe della città dei primi del Novecento («Varese non si tocca»), dal Piantone di via Veratti al Corso, da piazza Carducci a via Manzoni alle funicolari e alla rete tranviaria.
Ad Eleonora, la figlia architetto che lavora a Zurigo, mamma Patrizia e papà Luca non avevano detto nulla. Ma, quando è entrata nel nuovo-vecchio Gambero, ha usato una sola parola: «Promosso». Il complimento e il sigillo più belli per questa famiglia che apre da sempre le sue porte ai casbenatt e a tutta Varese.