Impatto e personalità al ds Matteo Malfatti ricordano quelli di Bryan Lefley («Ma è una similitudine che mi è venuta di primo acchito con una persona che mi sembra di conoscere da sempre»), e anche nelle parole concise ed essenziali della prima conferenza stampa al Palace Niklas Czarnecki, primo coach svedese nella storia dei Mastini per la prima volta su una panchina lontano dalla Svezia, dà l'idea di essere tosto. Insiste sul gioco difensivo, che darà poi spazio alla creatività in attacco, e a chi gli riporta le prime parole dette da Claude Devèze nel giorno del ritorno a Varese («Sono qui per vincere»), lui ribatte: «Of course...».
Dopo l'incontro di ieri in Elmec Solar a Brunello con sostenitori e sponsor (leggi QUI), il coach che, secondo alcuni, come detto da Max Airoldi, «somiglia a Jurgen Klopp: speriamo porti gli stessi successi», è accanto a Matteo Malfatti sul Colle Campigli, mentre il presidente Carlo Bino è seduto in sala, per raccontarsi e raccontare il suo hockey e la sua prima conoscenza di Varese. C'è stato anche spazio per affrontare la decisione di salutare uomini-anima come Odoni, Privitera e Belloni: clicca QUI.
«Quello che ha fatto nella sua carriera parla da sé - dice Malfatti che l'ha scelto - è stato uno dei protagonisti in uno dei campionati più importanti al mondo come quello svedese. Opera con le prime squadre ma anche con i ragazzi giovani e proprio questa filosofia sposa in pieno il nostro progetto».
Niklas Czarnecki, quali sono le caratteristiche che vuole trasmettere alla squadra?
Il gruppo, la chimica, l'insieme. Parlerò con ogni giocatore e, poi, a tutti uniti: una delle cose più importanti è che ci sia un'unione, ma nell'unione ci dev'essere anche divertimento oltre che attitudine.
Cosa porta dalla sua esperienza svedese in Italia, dove l'hockey è diverso da quello del suo Paese?
Non farò stravolgimenti, un po' alla volta porterò la mia volontà. La mentalità svedese è basata sulla disciplina sul ghiaccio e sulla capacità di essere pronti e molto presenti quando serve durante le situazioni di gioco.
Che hockey si aspetta nella categoria dei Mastini?
Dopo aver visto diverse partite in video la mia grande sfida sarà quella di decidere il destino della nostra squadra non in funzione degli avversari. I sistemi di gioco del Varese non seguiranno ciò che metteranno in pista le squadre che incontreremo. Quello che decidiamo dovrà essere seguito al 100%.
C'è qualcosa che la spaventa o la preoccupa in questa nuova esperienza?
La comunicazione nel primo impatto con la squadra, anche se tutti i giocatori, mi hanno assicurato, sanno intendere bene l'inglese. Intanto imparerò l'italiano: mi sono già iscritto... a scuola.
Come avete scelto i due nuovi stranieri?
Matteo Malfatti: c'erano tanti nomi sul tavolo, io e il coach ci siamo confrontati parecchio. In tanti hanno pensato a un pacchetto preconfezionato svedese anche sugli stranieri, ma nell'hockey di oggi il buon giocatore può arrivare da ogni nazione. Sullo svedese Naslund, Niklas ha avuto parecchie referenze positive e ha parlato con il ragazzo. Abbiamo portato stranieri forti ma con caratteristiche umane molto importanti.
Niklas: quando ho parlato con Erik Naslund (il difensore svedese, ndr) è emersa la sua leadership: è forte in campo ed educato in spogliatoio, è un giocatore che può giocare sia in modo "difensivo" che "offensivo", visto che può spingere parecchio. Siamo tranquilli. Su Kyle Gibbons (l'attaccante americano) ho avuto tante altre referenze.
Sergente di ferro?
Matteo: lo vedete bello tranquillo adesso, ma poi non lo sarà...
Niklas: voglio avere un ottimo rapporto con tutti, ma prenderò decisioni. Voglio massima collaborazione con i giocatori. Ha allenato squadre professionistiche con gente abituata a un certo tipo di disciplina.
Deveze si è ripresentato dicendo: "Sono qui per vincere". E lei?
Niklas: of course... Risposta scontata. Nella mia carriera ho sempre allenato per vincere e non per fare stagioni di passaggio.
Matteo: proveremo a vincere anche se... rivincere sarà più difficile, ma le avversarie si sono rinforzate e nessuna ci lascerà campo libero. Niklas metterà tutta la sua esperienza e la sua mentalità vincente, come quella degli stranieri e degli italiani che abbiamo in squadra.
Il suo gioco si basa sulla difesa: pensa che possa essere efficace anche qui?
Niklas: la parte offensiva è lasciata più alla creatività mentre quella difensiva è molto schematica e organizzata perché le partite si vincono lì. Tutti devono avere le basi per fare bene in zona difensiva.
Matteo: difficile sostituire giocatori guardando punti e gol di chi se n'è andato e prendendone altri con gli stessi punti e gli stessi gol. Noi cambiamo puntando sul sistema di gioco, che verrà costruito in difesa, e speriamo che i punti vengano distribuiti su più elementi. La scelta di Kyle Gibbons è fatta perché nel suo dna c'è fare punti oltre alla capacità innata di trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Con un gioco più corale, per esempio, mi aspetto che Marcello Borghi possa fare 10 gol in più o i giovani su cui punteremo possano concludere una stagione non certo con 5 punti nel tabellino...
Non spaventa questo cambio di mentalità?
Matteo: la parola spaventare non fa per Niklas. La collaborazione con lui non vorremmo durasse solo per quest'anno, dando seguito al progetto anche l'anno prossimo.
Niklas: prenderò le cose buone e cercherò di aggiustare le cose da migliorare, portando qui, step by step, il mio sistema. Non mi preoccupa l'idea di dire: chissà cosa succede se porto a Varese il mio gioco.
Le prime impressioni sull'Italia e su Varese dopo due giorni?
Chi mi ha accolto, mi ha fatto sentire benvoluto. È la prima volta lontano dalla Svezia e voglio vivere questa esperienza anche fuori dall'hockey. Ho già avuto moltissime richieste di amicizia sui social che mi hanno stupito e coinvolto.
Torniamo al suo sistema...
Vorrei controllare di più il gioco e l'uscita di zona. Vorrei compattezza e squadra corta. I giocatori dovranno pattinare solo quando si dovrà pattinare, non per il gusto di farlo.
Tabella di marcia e Supercoppa a Cortina: come la mettiamo?
Matteo: partiamo lunedì 21 agosto con tre settimane di camp a Varese e allenamenti ogni giorno, faremo alcune amichevoli prima della Supercoppa di Cortina del 16 settembre.
Niklas: avversario molto forte, che giocherà in Europa oltre che per rivincere l'Alps, è un'ottima opportunità per capire dove sia come valori che come valore della squadra. Prepareremo una "zona difensiva", sarà una grande serata per il portiere... ma le partite devono giocarle tutti, anche loro. Sarà un bel banco di prova vedere la mentalità dei giocatori in una partita difficile. In queste gare dove si farà tanta fatica vedremo quanto un giocatore sa superare i propri limiti e le difficoltà e con quale mentalità.
Malfatti, quale degli allenatori avuti in carriera somiglia a Niklas?
Ha tanta esperienza, può dare molto ai ragazzi. Ha enorme personalità e non le manda certo a dire. Ne ho avuti tanti di allenatori così, anche vincenti. Una similitudine? Con Bryan Lefley per il tipo di personalità e impatto che può avere sui giocatori.