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Territorio | 23 giugno 2023, 17:49

Rischio idrogeologico a Cassano Magnago: a che punto siamo

Il tema, sempre sentito in città, è tornato sotto la luce dei riflettori. Amministrazione comunale e Aipo fra manutenzione ordinaria e straordinaria di Rile e Tenore

Rocco Dabraio, Pietro Ottaviani, Giovanni Zaro, Marco La Veglia, Alberto Agnelli

Rocco Dabraio, Pietro Ottaviani, Giovanni Zaro, Marco La Veglia, Alberto Agnelli

Punto della situazione, in Comune, a Cassano Magnago, su Rile, Tenore e relativi rischi idrogeologici. In sala Crespi, con il sindaco, Pietro Ottaviani, e l’assessore al territorio, Rocco Dabraio, diversi rappresentanti dell'Amministrazione comunale e tecnici di Aipo – Agenzia Interregionale fiume Po. Esordio affidato al primo cittadino che ha ricordato la prima e-mail sul tema, dopo la vittoria alle elezioni, inviata ad Aipo, datata settembre 2022. Richiamo non casuale, volto a dimostrare un’attenzione mai venuta meno su un tema cruciale per Cassano, tema tornato  d’attualità dopo le inondazioni in Emilia Romagna e, prima ancora, nelle Marche.

Tanto da essere sollevato dalla Lega, all’opposizione in Consiglio Comunale, che recentemente ha denunciato, via social, «…inerzia (da parte del Comune, Ndr) nell’agire nei confronti di AIPO affinché adempisse agli obblighi assunti». Nel mirino, lo stato dell’alveo del Rile e la manutenzione impiantistica, delle vasche di laminazione e degli argini. Sempre il rischio idrogeologico sarà al centro di un incontro, in biblioteca, il prossimo 27 giugno (organizzano Acli Cassano, Comitato per la difesa dei cittadini dalle inondazioni, Comitato rione sud e i circoli Legambiente di Cassano, Gallarate e Busto Arsizio).

«Forse – ha riflettuto Ottaviani - non comunico a sufficienza quanto facciamo. La prima risposta di Aipo alla mia e-mail è arrivata a ottobre. Ci siamo anche visti, e più di una volta, con il prefetto. Non più tardi di 20 giorni fa c’è stato un aggiornamento sui lavori per il Rile e il Tenore, per il ripristino dei luoghi, la rimozione delle ramaglie e per le situazioni pericolose via via intervenute».

«A un anno dall’insediamento – ha aggiunto Dabraio – possiamo illustrare un lavoro che spesso non si vede, per la progettazione futura, tra invarianza idraulica, Pgra – Piano gestione rischio alluvioni, studio geologico. Abbiamo messo 150mila euro per le griglie di via Trieste e via Buttafava, sostituito pluviometri e, con l’intervento di speleologi, verificheremo l’eventuale presenza di corpi occlusivi nel “tombotto” del Rile».

Roberto Saporiti, in rappresentanza della Protezione Civile, ha citato quanto fatto per controlli e pulizie, ma anche ricordato come capienze ed erosioni meritino particolare attenzione.

«Gli interventi straordinari, come le opere strutturali, hanno necessariamente bisogno di tempi lunghi – ha osservato Marco La Veglia (Aipo) - ma intanto che facciamo? Ci muoviamo, anche in modo autonomo. E sulla base di contatti con Anas e Alfa. Con il Comune, si valutano manutenzioni aggiuntive da fare non appena avremo il benestare sul finanziamento».

Alberto Agnelli (ancora Aipo): «Ovviamente procediamo con le operazioni che facciamo ogni anno, pulizia e vigilanza. L’incarico per la manutenzione ordinaria è assegnato fino al 2025». Giovanni Zaro, geologo: «Con Pgra e invarianza idraulica si guarda al futuro, oltre la logica del “si è sempre fatto così”, oltre la pratica di collegare, in caso di necessità di scarico, al primo tubo disponibile. E, in ottica variante al Pgt, dati e classificazioni dovranno essere recepiti dal prossimo piano dei servizi».

Stefano Tosi

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