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Storie | 23 maggio 2023, 08:00

LA FOTO. «Quei ragazzi in fila mi dicono: stiamo provando a cambiare il mondo»

Massimo Vitali, bustocco impegnato nel sociale, ci insegna a fermarci a osservare i giovani anche e soprattutto quando fanno la cosa giusta. Magari meglio di noi

LA FOTO. «Quei ragazzi in fila mi dicono: stiamo provando a cambiare il mondo»

Sul cellulare lampeggia una foto: è di ragazzi in attesa del via libera sul marciapiede, come suggerisce anche la luce rossa del semaforo.

Poi ti spiego. 

È il messaggio che accompagna l'immagine misteriosa. Poi ci spiega, davvero, Massimo Vitali. Lui è un bustocco impegnato nel sociale, l'anima vulcanica delle Cuffie Colorate, sguardo entusiasta sulla vita. Entusiasmo non significa non vedere i problemi, le difficoltà, bensì saper cogliere i segnali.

Massimo si ferma a studiare quel gruppo di studenti delle superiori, «erano posizionati in maniera ordinata sul marciapiede, aspettando il verde, e questo già era bello». Presto aggiunge: «Ma la cosa più bella è quando si sono messi ad attraversare rigorosamente sulle strisce pedonali, a due a due». 

Normale, no? Sarebbe da notare il contrario. Ma non nel nostro mondo dove a furia di guardare le cose storte, non apprezziamo la bellezza di quelle che vanno per il verso giusto.

Con onestà intellettuale, Massimo compie un viaggio nel passato a quando la sua generazione aveva quell'età: «Noi saremmo passati anche col rosso, se non arrivava nessuno, oppure di botto, tutti insieme».

Bravi i professori, le famiglie, ma il plauso forte vai ai ragazzi e a ciò che hanno gridato secondo Massimo con quel gesto silenzioso: «Questo modo di interpretare le regole... I giovani vengono sempre contestati, anche di essere indisciplinati. A me ha fatto piacere... ci stanno provando a cambiare questo mondo. Non so se ci riescono. Ma ci provano e questo è un segnale positivo che mi ha aperto il cuore. Io mi arrabbio quando li contestano». 

Allora Massimo ci insegna a fermarci a osservare i ragazzi, anche quando fanno la cosa giusta. Soprattutto quando la fanno: magari, meglio di noi.

Marilena Lualdi

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