Eventi - 22 maggio 2023, 12:00

“Quasi tutti i santi giorni”. L'arte di Emiliano Cavalli approda a Varese

La Personale di "ESC76" a Varese, a cura di Valeria Brugnoni. Vernissage, giovedì 25 maggio alle 21 presso Il Salotto di viale Belforte

“Quasi tutti i santi giorni”. L'arte di Emiliano Cavalli approda a Varese

Giovedì 25 maggio approda a Varese la mostra "Quasi tutti i santi giorni" di Emiliano Cavalli

L'inaugurazione è fissata alle ore 21 presso Il Salotto di viale Belforte 178. Sarà presente l'artista. La mostra, a cura di Valeria Brugnoni, è organizzata dall'Associazione Cuorinversi Circolo Arco, in collaborazione con Il Salotto e con SERIland Grafica Stampa. 

IL CRITICO Carlo Pesce
“Scherza con i Santi”
Il santo è un uomo che ha trovato la condizione umana primigenia.
Non è dato agli uomini giudicare chi è santo.


Il lavoro di Emiliano Cavalli è la rielaborazione contemporanea di un processo iniziato duemila anni fa.
È difficile stabilire esattamente quale sia stato il primo artista a rappresentare un santo e quale santo sia stato rappresentato. La leggenda racconta di un’immagine della Vergine dipinta da San Luca, un archetipo dal quale sarebbero derivate tutte le immagini successive della Madonna e che si dice, cosa che non possiamo sapere con certezza, fosse conservata in una chiesa di Costantinopoli chiamata Hodegetria, cioè “guida delle strade”.
La copia originale fu distrutta in occasione della caduta della città, ma esistono altre immagini simili, dipinte dal talentuoso santo,
il quale, proprio per questo è stato scelto come patrono delle arti.
Accettando la tradizione, un po’ come si faceva nei tempi passati, chiediamo anche noi la protezione di San Luca affinché l’esibizione di Cavalli possa avere il giusto riconoscimento. “Scherza coi fanti, ma lascia stare i Santi”, recita un famoso proverbio, a voler sottolineare un invito doveroso che impone rispetto per queste figure che caratterizzano il nostro modo di pensare, che invita a trattare con linguaggio adeguato una materia che attraverso il sacro ci porta assai vicini al mondo che non può essere descritto.
Molti dei santi che Cavalli ha dipinto sono morti molto tempo fa.
La maggior parte degli uomini e delle donne che oggi vivono nel mondo vivrà senza mai sentir nominare alcuno di loro, e fra quanti ne udranno i nomi, molti continueranno ad ignorarli o a conoscerli poco e male.
Eppure certi santi hanno inciso profondamente nelle nostre vite, hanno fatto sì che il nostro mondo diventasse diverso e nonostante questo noi conosciamo molto poco di gran parte di loro. Di un santo fondamentale come Agostino di Ippona, per citarne uno, il cui pensiero ha trasformato completamente la concezione filosofica della nostra esistenza, non conosciamo nulla del suo aspetto, non sappiamo nulla delle cose minime della sua fisionomia.
Eppure, grazie all’immaginazione degli artisti e grazie ad alcuni “segni di riconoscimento”, in determinati contesti si manifesta il suo aspetto, aspetto che è diventato quello per tutti.
Sapere riconoscere il santo raffigurato in un dipinto, i simboli della sua rappresentazione tradizionale, non significa riuscire soltanto a completare una individuazione, significa comprendere meglio il quadro, cogliere la scena non in modo generico, ma penetrarla in profondità, come un racconto in cui si affiancano significati
storici, religiosi e culturali.  Il quadro diventa così un tramite che permette un dialogo che ne incrementa meglio la fruizione. Cavalli parte dunque da questi presupposti. L’artista non ci mostra il volto dei santi, lo riduce a delle ampie zone cromatiche, senza insistere sui particolari fisiognomici.
Chiude gli spazi delle loro vesti e dei loro corpi con bordature ben definite, come se avesse a che fare con la costruzione di una vetrata, riempiendoli di colori squillanti. Infine aggiunge quei simboli – alcuni ricavati dall’immaginario contemporaneo – che ci portano a riconoscere concretamente ciò che l’artista ha voluto rappresentare, considerando che da più di tre secoli l’arte ha, almeno in parte, abbandonano nella scelta dei suoi soggetti gli argomenti sacri e agiografici.
I santi di Cavalli parlano al credente e al non credente di eroismi, di vite che si sono consumate in forme vistose o assolutamente umili, ti obbligano a misurarti con te stesso, ti aiutano a riconoscerti attraverso le reazioni che hai di fronte alle loro immagini. Ti fanno pensare al tuo destino, ti portano a pensare alla vita e alla morte. Cavalli usa un linguaggio fortemente Pop, ma non per questo esso risulta meno potente. Quando il 5 luglio 1634 Urbano VIII emanava una costituzione con la quale la Santa Sede si riservava in modo esclusivo le norme precise di canonizzazione e di autorizzazione del culto, poneva un preciso limite a quelle santificazioni che evidentemente non avevano nessun valore. Cavalli si allinea a queste indicazioni, è lontanissimo da rielaborazioni blasfeme, sono icone contemporanee che a qualcuno potrebbero sembrare
“strane”, ma come dai tempi di San Luca, anche in questo caso, il pittore di icone Emiliano Cavalli ha solo l’intenzione di far meglio conoscere la materia, a maggior gloria nostra e di Dio.

EMILIANO CAVALLI (ESC76)

“La sua pittura è la zona di sicurezza in cui la fragilità diventa forza e netti margini disegnano campiture piatte, non per trattenere il colore ma esaltarlo”
Grafico, pittore, fotografo e designer, nato a Casale Monferrato (AL) nel 1976, passa la sua infanzia in un mondo immerso nell’arte.
Dopo il diploma al liceo artistico intraprende a Milano studi relativi al design.
Dal 2002 si trasferisce a Torino ed intraprende varie collaborazioni con diverse realtà, fra questi lo stilista MARTINO MIDALI, il creativo WALTER DANG;
Prende parte al progetto della Start up Artupia con cui realizza opere per Disney, Badari Design;
Attivo nel sociale presenta il progetto “La Forma del Cuore” laboratorio che tende a confrontarsi con una delle forme a noi più cara, quella del cuore.
Dal 2020 collabora assiduamente con il comune di Conzano con cui porta avanti il progetto di rivisitazione dei santi in chiave pop, dal nome "Quasi tutti i Santi giorni".

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