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Busto Arsizio | 20 maggio 2023, 21:10

VIDEO. «Accanto ai malati e a chi cura. E attenti anche a garantire il servizio sanitario nazionale»

A Busto si sono riuniti con il gruppo Barnaba coloro che hanno partecipato al Laboratorio di Sinodalità e vogliono proseguire in questa direzione. Con proposte concrete di fede e di vigilanza civica, ma anche con un messaggio importante sul metodo di lavoro: «Senza il gruppo non si può fare niente»

VIDEO. «Accanto ai malati e a chi cura. E attenti anche a garantire il servizio sanitario nazionale»

La consapevolezza che dei malati e degli anziani tra di noi occorre sapere di più, perché le parrocchie possano offrire aiuto e conforto, assistenza e amicizia. Ma anche quella che i cristiani devono portare avanti battaglie civiche, come la difesa di un servizio sanitario nazionale, della salute bene che ciascuno deve essere in grado di tutelare. E ancora, l’importanza del gruppo, come il “Barnaba” ha saputo e vuole continuare a essere  verso l’Assemblea sinodale nel Decanato di Busto Arsizio concentrandosi su tema della “relazione nella cura della persona sofferente”.

L'importanza del gruppo

Al Teatro San Giovanni Bosco di Busto Arsizio - dove si è svolta la tappa conclusiva del percorso - ha espresso lucidamente questo concetto la moderatrice Maria Teresa Gallazzi, traendolo dalla sua esperienza di medico: «Senza un gruppo non si può fare niente. Senza l’Oss che ti prepara la sala operatoria pulita, non puoi fare un intervento. Senza l’infermiera che aiuta l’interventista, non si può. È stato tutto il gruppo a contribuire». E il gruppo può crescere, è l’auspicio, per riflettere e trovare nuove vie insieme. 

Ha apprezzato la «concretezza bustocca» e incoraggiato il vicario generale monsignor Franco Agnesi: «La gente era sorpresa che la Chiesa si rivolgesse a loro... tornate ancora, diceva. Forse può farci riflettere su un modo un po’ impaurito, rigido, bloccato che abbiamo qualche volta, mentre condividiamo le stesse fatiche. Raccontarsele anche con chi non appartiene alla realtà parrocchiale fa soltanto bene. Un entusiasmo che si diffonde».

Il confronto e l'appello sul servizio sanitario nazionale

Don Severino Pagani si è rivolto ai partecipanti: «Gesù ci consola di un lavoro che vede una sua strada, un suo futuro. Ringrazio Maria Teresa Gallazzi, don Fabrizio Barlozzo - cappellano dell'ospedale -, don Antonio Corvi parroco di Sant’Edoardo, questo teatro diventa il luogo sacro della confidenza di tutto il decanato di Busto. Vorremmo diventasse tradizionale quest’assemblea».  

Diverse le testimonianze, stimolanti e toccanti, nella fede e nel cammino quotidiano, con l’auspicio espresso e ribadito affinché questo lavoro continui. E l'attenzione attirata appunto sul valore imprescindibile del servizio sanitario nazionale, per garantire a tutti assistenza, anche a chi non ha risorse: «È stata una faticosa conquista di civiltà, non permettiamo che ce la portino via, soprattutto da cristiani».

Tante frasi, piccole perle da portarsi via. Come: «Abbiamo lavorato sulle cose positive e non abbiamo fatto fatica a trovarle. Poi su quelle negative». E si è imparato ad andare avanti, ad andare oltre di esse. O ancora, «esiste un patrimonio di cura incredibile, non solo quelli che sono stati definiti eroi e subito dimenticati, ma operatori, anche familiari…». Una rete che si muove per prendersi a cuore i fragili. E serve la ricostruzione di un sistema che dia dignità alla cura, quella cura che va garantita appunto anche con il servizio sanitario nazionale. 

«Anche chi cura soffre». 

La commozione di Rita Maimone, storica caposala dell’Hospice di Busto Arsizio, da poco in pensione, nel raccontare cosa sia l’empatia, cosa significhi un ascolto attivo, contagia tutti. Risuonano tante altre parole come serietà, sincerità, riconoscenza.   Si è pronti a ripartire, anche a fare una festa, invita lo stesso monsignor Agnesi, perché qui lavorare insieme, anche su un tema così delicato, non lo esclude.

In un certo senso, lo richiede, perché è giusto fermarsi, pregare, sorridere perché si è compiuto un tratto di strada insieme. Da proseguire.

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Marilena Lualdi

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