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Busto Arsizio | 19 maggio 2023, 17:43

Le rivisitazioni e i rimaneggiamenti del Manzoni in mostra al battistero di San Giovanni

Fino al 21 maggio è possibile visitare le edizioni ventisettana e quarantana dei Promessi sposi dopo che l’autore “ha sciacquato i panni in Arno”. Nel pomeriggio hanno visitato la vetrinetta i soci della Famiglia Bustocca che lunedì 29 maggio alle 17.30 incontreranno il prof. Franco Bertolli per una lezione dal titolo “Curiosità sulle opere e sulla vita di Manzoni”

Delle vere e proprie chicche letterarie sono esposte al battistero di San Giovanni. Sono le edizioni ventisettana e quarantana dei Promessi Sposi, quelle uscite dalla penna del Manzoni, prima e dopo aver “sciacquato i panni in Arno”. E non sono poi così ingiallite queste rarità che in occasione dei 150 anni dalla morte dello scrittore milanese sono state rispolverate dal direttore della biblioteca Capitolare Salvatore Bollini Marcora e dal prof. Franco Bertolli che, anche se ha ceduto il testimone, è sempre molto attivo in città. Tant’è che nel pomeriggio ha accolto la Famiglia Bustocca per presentare gli originali del romanzo e lunedì 29 maggio alle 17.30 terrà una lezione nella sede di via Fratelli d’Italia, dal titolo “Curiosità sulle opere e sulla vita di Manzoni”.

Ma le prime curiosità emergono già dalle edizioni che fanno bella mostra di sé su un tavolino in velluto rosso nel battistero di piazza San Giovanni.

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La ventisettana

Intanto si mette in discussione il titolo “ventisettana”. «Il primo tomo è del 1825 – precisa Marcora – il secondo del ’26 e solo il terzo viene pubblicato nel ’27. Da notare però che la data presente sul frontespizio del terzo tomo è sempre il 1826. In conclusione chiamiamo ventisettana un’opera iniziata nel ’25 e terminata due anni dopo». La ventisettana è stampata in tre volumi. Manzoni continua a correggere e a rivedere il proprio lavoro anche quando la stampa è avviata. Nella vetrinetta campeggia la prima edizione della prima tiratura. In totale vennero stampate mille copie. «Occorre ricordare – precisa Marcora – che anche questa edizione doveva essere illustrata, ma al Manzoni le illustrazioni presentate non piacquero affatto: riproducevano un don Abbondio giovane e magro». La ventisettana è una donazione alla Capitolare dalla Capellania de’ Restagni, mentre la quarantana è della biblioteca Capitolare di Busto Arsizio.

La quarantana

La pubblicazione inizia nel 1840 e prosegue sino al 1842 a fascicoli: 108 in totale. La copertina era venduta a parte con la sua famosa illustrazione, opera di Francesco Gonin. «Manzoni – precisa il direttore – arriva a dire che il miglior commentatore del suo testo era stato proprio Gonin, perché era riuscito a rappresentare i suoi personaggi, tra cui don Abbondio stesso, esattamente come lui pensava e li aveva nel cuore. Le immagini, tutte xilografie, sono stampate in una posizione peculiare. Per pubblicare quest’opera Manzoni si fece pubblicare dieci mila copie, investendo 80mila lire e riuscì a incassarne solo la metà. Quattromila copie furono vendute, le rimanenti furono donate successivamente dal Manzoni stesso agli studenti delle elementari del Comune di Milano perché imparassero la lingua». E questo atto generoso rientrava nella teoria manzoniana secondo cui si poteva diffondere la conoscenza della lingua italiana proprio attraverso il romanzo, oltre che inviando maestri fiorentina a insegnare nelle scuole.

Altre opere del Manzoni

Su un tavolino a parte del battistero fanno bella mostra di sé anche altre opere dell’autore dei Promessi sposi: “Le osservazioni della morale cattolica”, lettere, saggi comparativi, tragedie. Non solo accanto alla ventisettana c’è anche un’edizione dei Promessi sposi del 1964 con illustrazioni di De Chirico. Infine a impreziosire la vecchia biblioteca dello scrittore milanese un’edizione dei Promessi sposi, una quarantana con le correzioni rispetto alla ventisettana. Insomma si vede quando ha sciacquato i panni in Arno.

Laura Vignati

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