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Busto Arsizio | 17 aprile 2023, 12:01

Sarah Maestri racconta al Baff la sua maternità conquistata con tenacia: «Ogni bambino ha il diritto di crescere in una famiglia»

Presentato allo Spazio Festival il secondo libro dell’attrice luinese, “Stringimi a te”, che ripercorre la storia di un incontro che le ha cambiato la vita, quello con Alesia, arrivato «in un momento in cui pensavo a tutto tranne che a essere madre»

Sarah Maestri racconta al Baff la sua maternità conquistata con tenacia: «Ogni bambino ha il diritto di crescere in una famiglia»

Sarah Maestri ospite al Busto Arsizio Film Festival. Non nei panni di attrice, bensì di scrittrice: la luinese ha infatti presentato sotto il tendone di piazza San Giovanni il suo secondo libro, Stringimi a te.
Dopo aver raccontato la delicata esperienza personale della malattia ne La bambina dei fiori di carta, Maestri ha ripercorso la storia di un incontro che le ha cambiato la vita. Quello con Alesia, sua figlia.

Una storia non facile da raccontare: «È stato un servizio per gli altri, per le persone che mi chiedevano come avessi fatto ad adottare da single – ha spiegato –. È stato doloroso scrivere rigo dopo rigo questo libro».
«Una maternità conquistata con una tenacia assoluta», ha sottolineato la giornalista Laura Delli Colli dialogando con l’autrice allo Spazio Festival.
Eppure, l’incontro con Alesia è arrivato «in un momento in cui a tutto pensavo tranne che a essere madre», ha confidato Sarah Maestri. Fino a quando un amico le chiede di ospitare una bambina che vive in un orfanotrofio in Bielorussia, in arrivo in Italia per trascorrere qualche mese lontano dalle zone contaminate dall’incidente di Chernobyl. Anche a Busto sono tante le famiglie che ogni anno accolgono con amore bambini provenienti da quelle terre.

Il primo incontro con Asia arriva mentre Maestri si sta godendo il successo di Notte prima degli esami.  
«Sono arrivata trafelata all’aeroporto, inconsapevole che in quel momento la mia vita sarebbe cambiata. Quando ho visto questa bambina di otto anni e mezzo ho subito pensato che fosse bellissima. Mi ha allungato la mano ed è venuta a casa con me. La sua fragilità aveva distrutto immediatamente la mia apparente forza».

Dopo una prima estate insieme «di amore incondizionato che mi ha insegnato Alesia», arriva il momento della ripartenza della piccola, «con il cuore che si lacera e la sensazione di vuoto».
Poi il viaggio in Bielorussia, all’orfanotrofio. Il primo di una serie. E, tre anni più tardi, la decisione di adottarla. Dopo controlli scrupolosi arriva il decreto di idoneità: «Non è vero che i single non possono adottare in casi particolari», ha evidenziato l’attrice.

Ma ci vorranno altri tre anni prima che l’adozione si sblocchi. Nel frattempo Sarah Maestri è andata a vivere in Bielorussia, insegnando recitazione e girando un documentario. Nel 2018 viene firmato il patto bilaterale e Alesia Maestri è finalmente arrivata in Italia.
Anche lei, oggi 19enne, era a Busto, insieme alla nonna. E parla di Sarah come di «una mamma molto forte che non si arrende mai e cerca sempre un modo per rendermi felice».

Di famiglia, adozione e genitorialità si sta discutendo molto in questo periodo. L’attrice non vuole farsi trascinare nello scontro politico, ma rimarca che «ogni bambino ha il diritto di crescere in una famiglia. E io mi batterò perché questo diritto venga rispettato».
Ad ascoltare la sua storia c’erano anche alcuni rappresentanti dell’amministrazione, tra i quali il sindaco Emanuele Antonelli, l’assessore Paola Reguzzoni e il consigliere comunale Alessandro Albani che, tra l’altro, fu tra le comparse ne Il pretore, film fortemente voluto da Sarah Maestri.

Riccardo Canetta

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