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Busto Arsizio | 13 aprile 2023, 14:25

Presentato il nuovo garante dei detenuti: «Dentro quelle mura sofferenza ma anche la costruzione di una rinascita»

«Questo servizio nasce qui, grazie alla sensibilità dell’amministrazione di Busto che si domanda che cosa si può fare per migliorare la situazione», ha esordito Pietro Roncari. L’assessore Paola Reguzzoni ha evidenziato l’importanza “culturale” dell’educazione al lavoro

Il garante Roncari e l'assessore Reguzzoni

Il garante Roncari e l'assessore Reguzzoni

È stato presentato questa mattina a Palazzo Gilardoni il nuovo garante dei detenuti della casa circondariale di Busto Arsizio, Pietro Roncari.
La nomina, ha spiegato l’assessore all’Inclusione sociale Paola Reguzzoni, è arrivata dopo una «parziale rivoluzione di questa figura, avvenuta in buona parte per merito del garante precedente, Matteo Tosi, che ha sollevato una serie di problematiche spicciole ma reali che rendevano difficoltoso il suo lavoro».
A partire, ad esempio, da un piccolo budget per le necessità primarie dei carcerati in difficoltà.
«Questo servizio nasce qui, è incardinato qui – ha esordito Roncari –. È l’amministrazione di Busto che, sensibile a queste tematiche, si domanda che cosa si può fare».

Volontario da trent’anni

Roncari, storico giornalista della Prealpina oggi in pensione, conosce bene la realtà carceraria cittadina. Da trent’anni è infatti volontario dell’associazione Assistenza detenuti e famiglie di Gallarate che opera nella casa circondariale di via per Cassano con interventi di supporto ai carcerati e di sostegno ai familiari.

Ma il suo impegno nel volontariato è variegato: per dieci anni ha animato corsi di lingua italiana al centro Casa Onesimo della cooperativa Intrecci, occupandosi anche dell’accompagnamento di cittadini stranieri nei presidi sanitari e negli uffici territoriali per le pratiche amministrative.

È impegnato anche in Sudan, dove – tra l’altro – accompagna gli studenti dell’Università dei Padri Comboniani a Khartoum all’esame di lingua italiana, e collabora con la “Casa del Sorriso” di Fagnano Olona, comunità residenziale per ragazze minorenni con gravi problemi familiari.

Educazione al lavoro

A distanza di alcuni mesi dall’approvazione in Consiglio comunale del nuovo regolamento per il garante, il sindaco Emanuele Antonelli ha individuato la figura di Roncari tra le diverse candidature pervenute.

«Interveniamo sulla casa circondariale di Busto perché l’abbiamo sul nostro territorio e una parte consistente della popolazione carceraria è nostra concittadina», ha osservato l’assessore Paola Reguzzoni, invitando però il nuovo garante a «sensibilizzare» i Comuni limitrofi.
L’esponente di giunta li aveva già richiamati «alla responsabilità», chiedendo loro di aderire al tavolo ad hoc che deve ancora essere istituzionalizzato e che coinvolgerà anche le associazioni «così da avere una progettualità più coerente e organizzata da mettere a sistema».

Reguzzoni ha evidenziato che «il grado di recidiva per microcriminalità è altissimo e riguarda sempre più i giovani. Questo, oltre al problema sociale, crea difficoltà al Comune anche dal punto di vista economico».
Perché viene a mancare la figura maschile dalle famiglie che rimangono a carico dei servizi sociali.
Anche per questo è fondamentale il lavoro per i detenuti, «che sono così in grado di contribuire al sostentamento della propria famiglia».

Ma il tema è anche culturale. «Sono entrata in carcere prima di Natale e mi sembrava di essere in un liceo per l’età dei detenuti – ha raccontato Reguzzoni –. La pena ha anche una funzione rieducativa, ma la parte rieducativa è rimasta congelata a lungo anche a causa del Covid. Oltre alle occasioni di impiego, c’è un percorso da fare sull’educazione al lavoro, per far comprendere a questi ragazzi che escono ed entrano la ricchezza di una vita di realizzazione lavorativa che non è stata loro insegnata. Uno dei risultati del direttore e dell’ex garante è stato quello di allestire una zona giochi per i figli dei detenuti. Sono piccole cose che contribuiscono a evitare che si crei una nuova generazione con gli stessi problemi».

Proprio all’ex garante Tosi, Reguzzoni ha rivolto il «ringraziamento di tutta l’amministrazione»: «Lo coinvolgerò, perché la ricchezza di questi anni di esperienza non deve andare persa».

«Fare qualcosa, fare meglio, fare insieme»

«Questo servizio nasce qui, è incardinato qui – ha sottolineato Pietro Roncari –. È l’amministrazione di Busto che, sensibile a queste tematiche, si domanda se si possa fare qualcosa, fare meglio, fare insieme. Partendo dalle cose fattibili. Il tasso negativo di sofferenza ed esclusione sociale resterà un connotato del carcere, però qualcosa si può fare».

Da conoscitore della materia, ha osservato che «del carcere si evidenziano gli aspetti di sofferenza e conflitto, ma dentro quelle mura non c’è solo questo. C’è gente che sta crescendo, che sta tirando una riga sul passato e mettendo dei tasselli per una rinascita».

Domenica scorsa, «per la prima volta è venuto in carcere il prefetto per la celebrazione della Pasqua. Non è una cosa banale. Ha detto che ci si sta coordinando per creare delle occasioni di lavoro, affinché all’uscita dal carcere – il momento più delicato – possa fare qualche attività. Domenica prossima, invece, don Mazzi sarà alla Valle di Ezechiele a Fagnano per celebrare messa. Laboratori di questo tipo sono la salvezza. Una pietra ferma sulla quale costruire».

Questa mattina erano presenti anche Matteo Sabba, presidente della commissione Servizi sociali, i consiglieri comunali Orazio Tallarida e Gianluca Castiglioni e alcuni rappresentanti delle realtà del terzo settore. «La commissione è a disposizione del garante, anche per iniziative pubbliche – ha assicurato Sabba –. Tra settembre e ottobre potremmo convocare una prima riunione per permettergli di relazionare sul lavoro di questi primi mesi. Personalmente, ritengo sia fondamentale dare un aiuto e una speranza a chi ha la volontà di riscattarsi».

Riccardo Canetta

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