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Varese | 03 aprile 2023, 10:47

LA STORIA. Vanetti Pulled Pork o Pasta Borghi? Solo al Birbante, il ristopub covo dei Mastini: «Rapporto folle, sono amici prima che clienti»

C’è un locale a Varese dove i gialloneri sono di casa anche per i festeggiamenti post-partita. Marco, Maurizio e Francesco sono i tre soci proprietari dell’attività che prepara i pasti che la squadra si porta in trasferta: «Pranzo da sportivi, e per cena spezzatino, salsiccia e fagioli». Come finirà la finale? «Comunque andrà sarà un successo, il risultato più bello è la risposta che stanno avendo dalla città. Se lo meritano»

I tre soci proprietari del Birbante con il presidente dei Mastini Carlo Bino e, sotto in gallery, la maglia dedicata al ristopub di piazza Beccaria

I tre soci proprietari del Birbante con il presidente dei Mastini Carlo Bino e, sotto in gallery, la maglia dedicata al ristopub di piazza Beccaria

Vanetti Pulled Pork o Pasta Borghi? C’è un locale a Varese dove si possono ordinare questi due piatti ideati dai due Mastini e a loro dedicati: è il Birbante, il ristopub di piazza Beccaria.

È un vero e proprio covo dei gialloneri, che si recano qui a rifocillarsi e a festeggiare le numerose vittorie di questa stagione. Un rapporto speciale con i tre soci del Birbante: Marco Barel, suo fratello Maurizio e lo chef Francesco Sterza, che dal gennaio 2020 hanno aperto il locale adiacente all’Hotel Europa.

«È nato tutto nel 2019, quando il locale era ancora in viale Aguggiari - racconta Marco - Un giorno entrano Stefan Ilic e Dominic Perna e mi dicono che giocano nell’Hockey Varese e che vorrebbero fare una convenzione. Da lì è nato un rapporto folle, che resta folle tutt’oggi. Più che clienti sono degli amici».

Amici e frequentatori assidui del locale, tanto da avere due piatti in menù che portano i loro nomi. Ecco così che al Birbante si può ordinare il Vanetti Pulled Pork: un hamburger aperto a metà con carne, formaggio, bacon e uova, servito con le patate in mezzo. Oppure la Pasta Borghi, ovvero un tagliolino tartufato con salsa Voronoff, straccetti di manzo e verdure grigliate.

Ma oltre a questi piatti, in menù si possono trovare anche specialità indiane, giapponesi, messicane e molto altro: questo grazie all’esperienza maturata dallo chef Francesco, che prima di ritornare alla base ha lavorato svariati anni in Canada e sulle navi da crociera. Un cuoco capace di adattare i sapori internazionali ai gusti dei palati varesini e della provincia dei sette laghi.

Perché la parola d’ordine al Birbante è "internazionalità": «Qui si parlano diverse lingue, qui festeggiamo il compleanno del re di Olanda, qui festeggiamo il Cinco de Mayo e molte altre cose. Qui non esiste il lei, esiste solo il tu, che è il modo migliore per far sentir bene una persona. Siamo varesini, ma la nostra mentalità è da cittadini del mondo».

Dietro il successo dei Mastini di quest’anno ci sono anche loro, incaricati di preparare i pasti che i gialloneri si portano via per le trasferte: «Abbiamo un legame a doppia mandata con l’ossatura vecchia della squadra - spiega Marco - Un giorno mi dicono "Vogliamo presentarti il presidente Bino e chiederti se puoi aiutarci a fare una cosa": mi hanno chiesto un supporto per le trasferte, e così ogni volta che vanno gli prepariamo pranzi e cene da portar via».

Cosa piace mangiare, quindi, ai Mastini quando sono in trasferta? «Il pranzo è da sportivi, quindi pasta, magari con un condimento semplice. Per la cena, invece, va molto lo spezzatino con salsiccia, fagioli e birra, oppure l’arrosto. Quando giocano in casa arrivano spesso a festeggiare, visto come è andata quest'anno. Spesso vengono con amici e tifosi».

In piazza Beccaria sono quindi pronti a mettersi nuovamente ai fornelli per accompagnare la squadra con i pasti anche a Caldaro per gara 2 della finale prevista domani sera e per gara 4, sempre in Alto Adige, di sabato.

Come finirà? Indipendentemente dalla prima sconfitta e dal risultato, secondo Marco sarà un successo: «Al di là del fatto che possano conquistare il titolo o no, tutto quello che sta succedendo se lo meritano. Sono dei ragazzi che hanno creato un qualcosa che va oltre lo sport. Stanno facendo sì che la gente sappia che, oltre al calcio e alla pallacanestro, c’è un altro sport a Varese. L’arena piena ne è la prova».

«Stanno coinvolgendo tutti - prosegue Marco - Tutto questo amore se lo merita la squadra e se lo meritano i ragazzi che hanno dato tanto negli anni; è la dimostrazione che quando uno è costante e serio alla fine i risultati arrivano. Ma il risultato più bello è la risposta che stanno avendo dalla gente».

Lorenzo D'Angelo


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