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Eventi | 17 marzo 2023, 11:18

Sogni, apparizioni e i ricorsi del tempo. Tre mostre a Varese per nutrire lo spirito

Un fine settimana all'insegna delle inaugurazioni e dell'arte quello alle porte a Varese: domani alla Ghiggini apre "Segreto abissale" di Riccardo Garolla, mentre alla Galleria Punto sull’Arte saranno protagoniste le "Apparizioni" di Federico Infante. Unica nel sue genere e geniale l'idea di Sabrina D’Alessandro che domenica presenta “Doppio ticchio – Un monumento ai ricorsi del tempo”

Sogni, apparizioni e i ricorsi del tempo. Tre mostre a Varese per nutrire lo spirito

Il sogno, splendido mistero, materia di infinita ricerca per poeti e pittori, argomento di studio per filosofi e psicanalisti, è il protagonista della due mostre d’arte che prenderanno avvio sabato 18 marzo a Varese, alla Galleria Ghiggini 1822 e a Punto sull’Arte, nella sede di viale Sant’Antonio 59/61.

“Segreto abissale” è il titolo scelto da Riccardo Garolla, trentasettenne pittore e scultore di Tradate, per rappresentare i suoi sogni, le emozioni nascoste nel profondo, con la volontà di esprimere, attraverso il colore e l’argilla, il tormento del vivere e «il distacco dal mondo sensibile», come scrive nel testo introduttivo Francesca Garolla, filosofa e autrice teatrale. Sabato alle ore 17,30, nella sede della Galleria Ghiggini 1822 in via Albuzzi 17 (ingresso libero, fino al 29 aprile. Orari: da mercoledì a sabato, 10-12,30 e 16-19. Catalogo digitale nel sito www.ghiggini.com) la mostra sarà inaugurata alla presenza dell’artista, che esporrà gli ultimi lavori pittorici e alcune sculture in argilla rossa in cui si riscontra qualche eco medardiana.

Riccardo Garolla dopo il diploma al Liceo artistico “Angelo Frattini” di Varese ha frequentato l’Accademia di Brera a Milano e partecipato a diversi progetti di residenza, concorsi artistici e a mostre collettive in Italia e all’estero, ed è risultato finalista alla VII edizione del “Premio GhigginiArte”. Nel 2020 ha partecipato, sempre da Ghiggini, alla collettiva “Estroversioni”, con Federico Lissoni, Giulio Locatelli e Matteo Pizzolante.

I dipinti di Garolla mostrano le infinite sfaccettature dell’animo umano, con voluti riferimenti all’arte di Egon Schiele, visioni oniriche a denunciare lo scavo interiore, la sofferenza dell’artista nel confrontarsi con il mondo sensibile e la sua ricerca nella memoria dell’altrove.

Alla Galleria Punto sull’Arte di Sofia Macchi, invece, ritorna un artista unico nel panorama internazionale, il cileno Federico Infante, che vive e lavora a Richmond, in Virginia, e sarà presente all’inaugurazione della sua personale “Apparizioni”, prevista per sabato 18 marzo dalle ore 17 alle 19, con il critico Angelo Crespi a presentare le opere (ingresso libero, fino al 29 aprile. Orari: da martedì a sabato, 9,30 – 17. Catalogo in mostra).

Mai come negli ultimi anni l’umanità si interroga sul suo futuro, minacciato dal cambiamento climatico, da guerre e cataclismi naturali, e gli artisti sono i primi ad avvertire i campanelli d’allarme, rifugiandosi spesso nell’interiorità, in ciò che detta l’inconscio, per poi rappresentare sulla tela immagini rarefatte e vaganti, simbolo della infinita solitudine dell’uomo davanti alla natura e all’ignoto.

Infante, con le sue “apparizioni”, frutto di una straordinaria tecnica pittorica, abbinata a un afflato poetico a far da controcanto, restituisce all’osservatore una rappresentazione quasi teatrale del sogno, con figure dagli occhi chiusi quasi fluttuanti, immerse in un altrove incombente.

«Ingenuo per necessità deve comunque essere il poeta lirico, il “genio del lirismo è il genio dell’inesperienza”, ogni volta che il poeta lirico vede il mondo è come se lo vedesse per la prima volta, il mondo si ricrea davanti a lui sempre nuovo», scrive Angelo Crespi nella presentazione della mostra. E il mondo di Federico Infante è quello di un’immaginazione che mescola sapientemente realtà e irrealtà, con pennellate simili a versi poetici che ci fanno riflettere sulla precarietà del nostro esistere.

Una mostra del tutto particolare è invece quella che aprirà domenica 19 marzo, dalle 17.17 alle 20.20 allo spazio “riss(e)” di viale San Pedrino 4 a Varese (fino al 30 aprile), che già nel titolo “Doppio ticchio – Un monumento ai ricorsi del tempo” palesa la sua originalità, grazie alle bizzarre idee dell’autrice Sabrina D’Alessandro, milanese vissuta tra Como e Varese e laureata al Politecnico di Milano in Disegno industriale.

«Quello che presento in mostra», spiega Sabrina, «è un gigantesco diario minimo accidentale, un monumento alle manie e alla magia. Da anni, e assolutamente per caso, mi è capitato e mi capita di guardare l’ora al computer o sullo smartphone o in altri supporti digitali quando ore e minuti sono uguali, tipo 22.22, 13.13 e così via. Ho fotografato questi istanti, in cui magari stavo leggendo una mail o un messaggio, e ne ho tratto una immagine-libro lunga 24 metri che raccoglie tutti gli screenshot, che ho chiamato “doppio ticchio”».

Il ticchio, spiega l’artista, che nel 2011 pubblicò “Il libro delle parole altrimenti smarrite” dedicato al lessico dimenticato e presentato in una mostra varesina alla Sala Nicolini, è un’idea bizzarra e improvvisa, un capriccio o un ghiribizzo, quasi una mania.

«La scelta l’ha fatta il tempo, perché ogni screenshot documenta un attimo della mia vita, un appuntamento o il messaggio di un amico arrivato proprio nel momento fatidico del “doppio ticchio”», aggiunge D’Alessandro, fondatrice nel 2009 dell’URPS, Ufficio Resurrezione Parole Smarrite e con opere segnalate nell’Enciclopedia Treccani ed esposte in gallerie internazionali.

«Qui il ticchio è rito minimo e feriale, amicale e personale. Diventa diario intimo scandito da logiche accidentali e insieme accenno di opera monumentale che concorre al sentimento del tempo», scrive il poeta Davide Rondoni nella presentazione della mostra. «Non si scolpisce in materiali (apparentemente) imperituri ma sul tempo direttamente lavora, sorprendendolo. E non è la sorpresa il contrario di quel che Baudelaire chiamava il nostro “peggiore dei vizi”, la noia?».

Mario Chiodetti

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