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Politica | 12 marzo 2023, 07:00

I complimenti di Renzi e Calenda a Farioli, “precursore” del Terzo polo: «Ora un nuovo progetto partecipato»

Colloqui telefonici, nei giorni scorsi, tra i leader di Azione e Italia Viva e l’ex sindaco di Busto, che parteciperà alla nascita del partito unico: «Nelle forme e nei modi che riterremo più opportuni, ho confermato la mia convinta adesione al processo di costruzione di questa nuova formazione politica, che non può limitarsi a essere la somma di due classi dirigenti o parlamentari»

I complimenti di Renzi e Calenda a Farioli, “precursore” del Terzo polo: «Ora un nuovo progetto partecipato»

La candidatura a sindaco due anni fa, dimettendosi dalla giunta e sfilandosi da un centrodestra giudicato sempre più sbilanciato a destra. Non a caso, lo stesso percorso compiuto a livello regionale da Letizia Moratti, candidatasi alla presidenza della Lombardia col sostegno di quel Terzo polo di cui il progetto di Gigi Farioli è stato precursore in terra bustocca.

Nei giorni scorsi Farioli ha sentito telefonicamente sia il leader di Azione Carlo Calenda che quello di Italia Viva Matteo Renzi: «Sono arrivate – racconta – gradite forme di sollecitazione, gratificazione, sostegno, complimenti e sottolineature positive sul progetto partito in maniera quasi visionaria e folle nel 2021 e che oggi rappresenta, a detta di entrambi e anche di Mariastella Gelmini, Gianfranco Librandi e altri, una concreta forma di progettazione su cui lavorare per lanciare il famoso partito dei liberali, popolari, riformisti».

Negli ultimi mesi, Farioli è stato candidato come “indipendente” nella lista del Terzo polo alle elezioni politiche e regionali. E ora si appresta a partecipare alla nascita del partito unico: «Nelle forme e nei modi che riterremo più opportuni e proficui – spiega – ho confermato la mia convinta adesione al processo di costruzione di questa nuova formazione politica che – siamo d’accordo – non può limitarsi a essere la somma di due classi dirigenti o parlamentari. Ma deve essere un ambizioso e non velleitario progetto partecipato e inclusivo di costruzione di una nuova e quanto mai indispensabile formazione. Mettendo insieme associazioni, culture, mondo economico».

Per Farioli, «dopo le primarie del Pd e dopo l’evidente perdita di significatività del mondo popolare e liberale anche nella destra», lo scenario politico vede oggi «una contrapposizione bipartitica prima ancora che bipolare fra una destra sempre più destra e una sinistra sempre più sinistra». Per questo, a suo dire, è «ancora più chiara la necessità di rappresentare e dare una casa a quel mondo liberale, popolare, riformista. Qualcuno potrebbe dire moderato».

Farioli è pronto a contribuire con i suoi mattoni, ossia col suo ampio bagaglio di esperienze, a costruire quella «casa». Riserbo, da parte sua, sul ruolo che potrebbe ricoprire. «Ovviamente – dice – Gelmini, Calenda, Renzi, Librandi mi hanno prospettato una serie di proposte su cui rifletterò. Sceglieremo insieme qual è la forma più efficace per perseguire l’obiettivo».

Arriverà il momento di prendere una nuova tessera di partito dopo una lunghissima militanza in Forza Italia.
«Io non ho difficoltà a prendere la tessera di Azione o Italia Viva né soprattutto a cercare formule nuove – precisa –. Ciò che mi interessa oggi è però continuare a costruire a Busto, in provincia di Varese, in Lombardia e non solo, una rete di relazioni che, in accordo con questo progetto costituente, porti finalmente a una nuova, credibile formazione politica».

E chissà che il fatto di non avere una tessera in tasca non gli sia costato un posto in Regione. «Sono onorato e grato di essere stato candidato a Regione e Parlamento. Lo devo alla lungimiranza e alla volontà Librandi e Maria Chiara Gadda, prima ancora di Gelmini, Calenda, Renzi».

Allo stesso tempo, l’ex sindaco di Busto non nasconde che «è stato penalizzante, ma sia Renzi che Calenda hanno sottolineato il successo strepitoso in termini di consensi di chi non aveva reti di partito (ma, anzi, qualche piccola ostruzione di partiti che legittimamente difendevano i propri rappresentanti).
A Busto Arsizio abbiamo avuto il 7,7 per cento. Siamo risultati determinanti per eleggere il consigliere regionale (Giuseppe Licata, coordinatore provinciale di Italia Viva sostenuto dal circolo cittadino del partito, ndr); importanti per far eleggere Luca Ferrazzi (lista Moratti, ndr), ma ancor più determinante per dare inizio a quella prospettiva nuova in Provincia che vede Giuseppina Lanza (co-coordinatrice di IV a Busto) consigliera delegata. Aspetti che agli attenti alla politica, come Renzi e Calenda e non solo, non sono sfuggiti».

Riccardo Canetta


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