Attualità - 07 marzo 2023, 14:41

Occhi al cielo stasera per la Luna piena del Verme che annuncia la primavera

Scopriamo a che ora vederla, perché si chiama così e tutti i riti legati al plenilunio di marzo

Foto di Enrico Ruggeri

Foto di Enrico Ruggeri

Occhi al cielo stasera, 7 marzo, quando nel firmamento brillerà la Luna piena del Verme. Così chiamata dagli indiani Dakota per l’emersione delle larve dei coleotteri da cortecce degli alberi e altri nascondigli dopo i rigori dell’inverno.

È in pratica un segno distintivo della primavera, una stagione che coincide con la ricomparsa anche di altri animali: per questo tra i nomi utilizzati da altre tribù di nativi americani per descrivere questo plenilunio ci sono quello di Luna dell’Aquila, dell’Oca o del Corvo, ma non sono gli unici.

In alcune parti dell’America questo evento astronomico è noto come Luna della Linfa (o dello Zucchero), che in questo periodo veniva raccolta dagli aceri, oppure come Luna della Crosta, per descrivere l’effetto dei terreni, che si indurivano durante la notte poiché congelati, dopo che di giorno la copertura di neve veniva sciolta dalle temperature più miti. Luna del Vento Forte si riferisce, invece, alle giornate ventose tipiche di questo periodo, mentre Luna degli Occhi Irritati, si riferisce ai raggi solari accecanti riflessi dalla neve che si scioglie.

La Luna di marzo è legata all’abbondanza, alla rinascita e, ovviamente, alla fertilità, da qui Luna del Seme, che ha ispirato lo scatto del fotoamatore Enrico Ruggeri. E ancora Luna di Pasqua e Luna di Primavera, perché il 20 marzo si cambia stagione.

Tempo permettendo, potremo assistere ad uno spettacolo suggestivo. Come specificato dall’Unione Astrofili Italiani (UAI), alle 13.40 di oggi si è entrati nella fase di Luna piena, ma potremo ammirarla in cielo nel suo splendore ovviamente dopo il tramonto. Tutti con gli occhi all’insù allora.

I riti per la Luna piena di marzo. Per il plenilunio di marzo si fanno riti di purificazione ed energizzanti. La Luna regola i flussi energetici con la natura, la casa, se stessi. Liberarsi, alleggerirsi, lasciare andare ciò che non serve più. Questo è il momento di fare le “pulizie di primavera”, non solo in casa liberandosi delle vecchie cose inutili, ma anche nella nostra mente. Fare spazio per una ripartenza, devono fluire nuovi pensieri, va eliminata la pesantezza dei mesi bui dell’inverno per accogliere nel modo migliore la parte luminosa dell’anno.

Una regola è che tutti i movimenti, inclusi il lavare per terra o lo spolverare, debbano essere fatti in senso orario, per riempire l’abitazione di energie costruttive. Per ottenere una profonda purificazione degli ambienti si usa bruciare della salvia che ha proprietà antibatteriche e rilascia nell’aria una fragranza aromatica molto gradevole.

Il giorno prima del plenilunio si consiglia inoltre di scrivere in un quaderno i propri desideri, per la legge dell’attrazione non si usano negazioni (la parola non), poi si ringrazia come si fossero già realizzati. Si può creare il proprio mantra, una frase motivante che faccia sentire felici, positivi e che aiuti ad eliminare cattive abitudini e automatismi mentali negativi. È bene essere grati per ciò che si ha già, e mantenere il cuore aperto per accogliere ciò che si schiuderà.

Un altro rito è fare un bagno purificatore molto caldo a lume di candela, con essenze e aromi: mettere nell’acqua olio di gelsomino, qualche rametto di rosmarino, due cucchiai di sale.

Silvia Gullino

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

SU