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Territorio | 06 marzo 2023, 17:31

Giovanni Bloisi pronto a risalire in sella alla sua bicicletta per un nuovo viaggio nella storia

Il ciclista della memoria di Varano Borghi, classe 1954, affronta una nuova sfida: pedalare da Bergamo a Trieste per onorare la memoria dei Caduti delle stragi nazifasciste. Prima la preparazione in scialpinismo in Norvegia e poi la partenza il 3 maggio. L'obiettivo è quello di sempre: "Non dimenticare mai"

Giovanni Bloisi durante uno dei suoi viaggi della memoria in bicicletta

Giovanni Bloisi durante uno dei suoi viaggi della memoria in bicicletta

Il ciclista della memoria di Varano Borghi e della provincia di Varese Giovanni Bloisi pronto a risalire in sella alla sua inseparabile bicicletta e intraprendere un nuovo viaggio nella storia del nostro Paese, per onorare anche quest'anno le vittime della ferocia nazifascista. 

Bloisi pensionato classe 1954 di Varano Borghi, dove ha fondato una sezione dell'Anpi è un viaggiatore solitario, da decenni, in autonomia, si sposta all'interno della storia del Novecento, visitando i luoghi della memoria delle due guerre mondiali, in tutta Europa.

Giovanni viaggia "armato" soltanto di bicicletta, tenda, sacco a pelo, fornello e Bandiera della Pace. I principali viaggi più recenti lo hanno visto attraversare l’Italia nel 2017 per poi imbarcarsi e raggiungere Yad Vashem (Memoriale della Shoah in Israele), facendo tappa nei luoghi della Resistenza.

Poi, nel 2019, da Padova a Monopoli sulle strade della Resistenza e dell'organizzazione dell'Aliyah Bet (l'emigrazione ebraica clandestina verso la Palestina) del Capitano Enrico Levi (a primavera) e in Russia (in estate), lungo il Don, a ripercorrere il drammatico tracciato di guerra dell’ARMIR. Tutti e tre i viaggi sotto l’egida dell’ANPI e sempre con plurimi patrocini.

Bloisi, qualche anno fa, ha progettato un nuovo percorso della Memoria, destinato a onorare le migliaia di vittime delle molte stragi nazifasciste (eccidi di civili, dai piccoli numeri a intere comunità, e rappresaglie antipartigiane), che insanguinarono la parte occupata della Penisola.

Il percorso è stato distribuito su più viaggi, partendo da quelli nel Nord-Ovest (prima tratta 2021 e seconda tratta 2022) e nel Nord Est (2023).

2021: Lombardia, Valle D’Aosta, Piemonte con partenza il 25 giugno da Milano e traguardo il 5 luglio al Colle del Lys (TO) più percorso Meina-Intra (22 settembre) 2022: Piemonte e Liguria più una tappa in Provincia di Massa Carrara, con partenza il 4 maggio da Torino, e traguardo il 16 maggio a La Spezia.

Quest'anno invece il Viaggio della Memoria toccherà Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli Venezia-Giulia. Partenza da Bergamo il 3 maggio e traguardo a Trieste. La partenza sarà anticipata da un mese di preparazione in scialpinismo che il ciclista della memoria effettuerà in Norvegia.

Le tappe principali del viaggio 2023 e le motivazioni: 

LOMBARDIA

BERGAMO (Caserma Montelungo, deportazione);

APRICA (Memoria delle Fiamme Verdi, partigiani cattolici. – Memoria degli “Zagàbri”, come venivano chiamati i circa 300 ebrei internati dal 1941 al 1943 ad Aprica, che provenivano dalla Jugoslavia. Il 10-11 settembre 1943 riuscirono in gran parte a fuggire e a raggiungere la Svizzera per mettersi in salvo dalla deportazione);

BOVEGNO (Strage fascista perpetrata contro la popolazione civile, accusata di vettovagliare i partigiani. Molte case sono distrutte e rimangono uccisi 14 cittadini. Il giorno dopo arrivano altri brigatisti neri che infieriscono su alcuni cadaveri costringendo gli abitanti a posare in disgustose fotografie onde documentare l'eccidio. Nei giorni seguenti gli stessi reparti continuano a rastrellare, incendiare e uccidere);

SALÒ (Sede della RSI)

TRENTINO ALTO ADIGE

RIVA DEL GARDA (28 giugno 1944 - 11 partigiani cattolici delle Fiamme Verdi, comandati dal Ten. della "Julia" Giasone Franchetti, sono catturati dalle SS. Subiscono le torture più atroci e quindi vengono tutti fucilati);

BOLZANO (Memoria del Campo di transito + La “Battaglia di Bolzano”, 3 maggio 1945, Responsabili: Wermacht, Vittime: 41);

PERGINE VALSUGANA (Memoria del Manicomio, coinvolto nell’Aktion T4, e dove morì Ida Dalser, donna che aveva avuto un’intensa relazione e un figlio con Mussolini, da lui lì rinchiusa per evitare scandali. Il figlio, Benito Albino, fu rinchiuso e morì a sua volta in una struttura psichiatrica, a Mombello di Limbiate).

VENETO

ASIAGO (Comune Medaglia d’Argento per la Resistenza, ricordo di Mario Rigoni Stern);

RECOARO TERME (27 aprile 1944: In seguito all'uccisione di un tedesco sorpreso a rubare, vengono interamente incendiate e distrutte le contrade di Carnale, Storti e Pace. Le case rase al suolo sono 70. Non è calcolabile il numero dei morti. Sette vittime invece si contano fra i fucilati contro un muro, sei partigiani e un civile. - 11 giugno 1944: In seguito ad azioni di guerra partigiana effettuate sulle montagne vicine, un reparto tedesco, per rappresaglia, uccide a raffiche di mitra tutti gli uomini validi della Contrada Borga. I caduti sono 17. - 1 agosto 1944: Nella piazza principale di Recoaro, per dare un esempio alla popolazione che aveva dimostrato ostilità verso i nazifascisti e che favoriva i partigiani, vengono fucilati 19 lavoratori);

BASSANO DEL GRAPPA (26 settembre 1944, Bassano del Grappa: 31 giovani partigiani bassanesi, catturati in seguito a un rastrellamento sul Grappa e sugli altri monti vicini (Operazione Piave), furono impiccati lungo un viale della cittadina. Nell’Operazione Piave furono sterminati oltre 400 antifascisti e ne vennero deportati altri 500);

FERRAZZE (26 aprile 1945: Vittime 29 - Responsabili nazifascisti);

VILLADOSE (24 aprile 1945: Reparti tedeschi in fuga rastrellano nelle case 20 tra vecchi e adolescenti e li massacrano. Alla fine fucilano anche il milite fascista che li aveva aiutati nella macabra impresa e che era rimasto di guardia alle vittime);

PADOVA (18 agosto 1944: Sette partigiani furono fucilati nella Caserma di via Chiesanuova, oggi intitolata a uno di loro. Altri tre partigiani furono impiccati in via Santa Lucia. La città ricorda vivamente le vittime di quella strage, compiuta in rappresaglia all’uccisione di un militare fascista, il Col. Bartolomeo Fronteddu, in realtà eliminato da altri fascisti);

VENEZIA (07-08 lu- glio 1944: Sestiere Di Cannaregio - Vittime 6 - Responsabili, militi della GNR di Venezia; 27-28 luglio 1944: Calle del Ridotto-Ca’ Giustinian - Vittime 13 - Responsabili, militi della Gnr di Venezia; 3 agosto 1944: Riva dell’Impero - Vittime 7 - Responsabili: Reparto militari tedeschi non meglio identificati, probabilmente appartenenti alla Kriegsmarine, con collaboratori italiani);

CANALE D’AGORDO (20-21 agosto 44: Valle del Biois - 900 mt - Vittime 37);

TREVISO (29 aprile 1945: Castello di Godego - Vittime 80 Responsabili SS).

FRIULI VENEZIA GIULIA

AVASINIS (2 maggio 45: Avasinis - 187 mt - strage nazista - vittime 51. - L'eccidio di Avasinis fu compiuto contro donne, bambini e vecchi. La strage fu opera di un reparto delle SS che si ritirava percorrendo la strada statale 13, la "nazionale" come si diceva allora, diretto in Austria);

PALUZZA (luglio 44: Paluzza e paesi limitrofi - 600 mt - Vittime 52 - strage nazista);

CIVIDALE DEL FRIULI (Dopo 8 settembre 1943 - Fosse del Natisone - 100 mt - Responsabili nazifascisti - Vittime 105 - Nella sede della Caserma "Principe di Piemonte" o "Umberto", requisita dai tedeschi, vengono torturate, massacrate e fucilate più di 100 persone, senza nessun processo. I corpi venivano gettati nel fiume Natisone, che scorre lungo il muro della Caserma);

OPICINA (3 aprile 44 - Rappresaglia per bomba nel Cinema Opicina - Responsabile Wermacht - Vittime 71 antifascisti prigionieri al Coroneo, il Carcere di Trieste. - I 71 corpi furono i primi ad essere bruciati nel forno crematorio della Risiera di San Sabba a Trieste, unico Campo di sterminio esistente in Italia);

TRIESTE (Memoria della Risiera di San Sabba e degli altri luoghi di tortura e repressione nella città)

M. Fon.

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