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Territorio | 01 marzo 2023, 12:49

Marnate, Legambiente al sindaco: «Avete distrutto esemplari arborei sani»

I circoli ValleOlona e BustoVerde, attraverso la voce della presidente Paola Gandini, criticano fortemente la scelta dell’amministrazione e chiedono alla prima cittadina Elisabetta Galli di raddoppiare il numero delle piantumazioni previste e di rivedere il Regolamento del verde

Marnate, Legambiente al sindaco: «Avete distrutto esemplari arborei sani»

A far conoscere la propria contrarietà all’abbattimento dei 21 pini marittimi avvenuto negli scorsi giorni a Marnate sono i circoli di Legambiente ValleOlona e BustoVerde, che in una lettera indirizzata al sindaco Elisabetta Galli hanno sottolineato le diverse criticità da loro individuate all’interno del progetto.

«Gli interventi di recupero ambientale – sottolinea la presidente Paola Gandini – sono interventi diretti al miglioramento delle qualità ambientali e paesaggistiche di un’area, mentre l’intervento nelle vie Firenze e Marconi ha avuto un obiettivo del tutto contrario, visto che ha comportato la distruzione di esemplari arborei sani e di grandi dimensioni con conseguente perdita di tutti i benefici che la loro presenza comportava per le persone e il territorio».

Come tutti sanno, infatti, gli alberi svolgono diverse funzioni essenziali all’interno dei centri abitati, come ad esempio la mitigazione delle isole di calore, l’assorbimento di CO2 e di polveri inquinanti, la riduzione dell’inquinamento acustico e il miglioramento della qualità dell’aria.
Tutti benefici che, secondo Legambiente, emergono all’interno della relazione introduttiva dell'istituto Mendel di Villa Cortese, ma che non sono stati tenuti in considerazione al momento di prendere la decisione di abbattere questi alberi, che in alcuni punti avevano ancora «ampio spazio per continuare la crescita senza creare problemi e ostacoli al transito dei pedoni».

Anche il fatto che non si tratti di essenze autoctone non è stata considerata una ragione sufficiente per giustificare la scelta fatta dall’amministrazione, che, si legge nella nota, «non ha fatto una valutazione sulle alternative possibili a salvaguardia degli alberi, ad esempio prevedendo un allargamento del marciapiede sul sedime stradale.
La mancanza di una valutazione delle possibili alternative – spiega la presiedente Gandini – e lo stato di salute degli alberi abbattuti ci inducono a contestare l’intervento ed a qualificarlo come un grave danno al patrimonio arboreo pubblico».
Danno che, secondo i due circoli, non sarà sufficientemente compensato dalle piantumazioni previste all’interno del piano di riqualifica, poiché le piante messe a dimora saranno notevolmente più piccole di quelle tagliate e dunque non saranno in grado di agire allo stesso modo sull’ambiente.

«Un intervento come quello realizzato – prosegue Paola Gandini – è totalmente carente di una visione di tutela e salvaguardia del verde pubblico, ed effettuato in prossimità di istituti scolastici dà un esempio fuorviante e opposto ai contenuti di educazione ambientale che gli insegnanti cercano di trasmettere agli alunni, oltre che un cattivo precedente che potrebbe sollecitare anche i cittadini ad abbattimenti di grandi alberi perché “tanto lo fa anche il Comune”».
Queste considerazioni hanno dunque spinto i circoli di Legambiente ValleOlona e BustoVerde a chiedere al sindaco Galli, inconsiderazione del numero delle piante rimosse e dei tempi necessaria per la crescita delle nuove, di raddoppiare il numero delle piantumazioni previste, eventualmente allargandole anche ad altre zone del paese.

«Incomprensibilmente – conclude la presidente di Legambiente – gli alberi abbattuti verranno sostituiti, non come da relazione Mendel con Acer Campestre, ma con Prunus Cerasifera Pissardi, varietà autoctona della Persia. Ora, visto che il danno è fatto, si riveda questa scelta e si ritorni sulle proposte di progetto.
Per ultimo, cogliamo l’occasione per invitarvi ad aggiornare e migliorare il Regolamento del verde di Marnate visto che difficilmente si potrebbero applicare le sanzioni, espresse ancora in Lire».

Loretta Girola

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