Continuano le dimostrazioni d’affetto dei varesini nei confronti di Massimo Marelli, scomparso a 52 anni dopo aver lottato come un leone con una grave malattia. Il suo cognome era legato a una delle famiglie più conosciute del commercio varesino.
Massimo rappresentava la terza generazione dell’attività della famiglia che con la propria gioielleria e rivendita orologi tra piazza XX Settembre e via Morosini ha tenuto alta la bandiera di uno degli storici esercizi della Città Giardino.
Tra i ricordi più sentiti, quelli di Paolo Ambrosetti e Marco Parravicini, colleghi e soprattutto amici di altre due attività rappresentative della città.
«Massimo era una persona fantastica - lo ricorda Paolo Ambrosetti - Abitava qua di fronte al negozio, lo vedevo la mattina e ci salutavamo con cordialità. Una persona a modo, educata e posata. Quando ho saputo della sua scomparsa ci sono rimasto male: con la malattia sai che a un certo punto arriverà il momento ma non si è mai pronti. Una persona squisita come tutta la famiglia, ci conoscevamo da tanti anni, i nostri figli hanno la stessa età, bevevamo il caffè insieme la mattina. Una persona all’interno del tessuto commerciale varesino di grande valore».
«Abbiamo appreso ieri di questa brutta notizia - le parole invece di Marco Parravicini - Al di là del rapporto di potenziale concorrenza, io e lui abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto sia umano sia professionale, perché comunque lo stimavo moltissimo anche come imprenditore. Tra di noi c’era un buon rapporto, ci fermavamo a chiacchierare di lavoro e di altre cose ogni volta che ci si incontrava. Non è una cosa facile da digerire, quando succedono queste cose a persone comunque giovani e così apprezzate umanamente fa sempre effetto».
I funerali si svolgeranno sabato 28 gennaio alle 10.45 presso la Basilica di San Vittore.