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Hockey | 21 gennaio 2023, 09:25

IL COMMENTO. Piroso pensaci tu: ricordi i tuoi occhi illuminati d'immenso davanti alla Federation Cup?

Quella volta in cui "Piro" strinse tra le mani l'unico trofeo internazionale vinto da una formazione italiana che è anche l'ultimo portato in bacheca dalla Shimano 27 anni fa, assieme al numero 27 Michael Mazzacane: sembrava già tutto scritto...

Alessio Piroso e Michael Mazzacane davanti alla leggendaria Federation Cup, ultimo trofeo vinto dai Mastini il 29 dicembre 1995 e unico trionfo italiano in campo internazionale

Alessio Piroso e Michael Mazzacane davanti alla leggendaria Federation Cup, ultimo trofeo vinto dai Mastini il 29 dicembre 1995 e unico trionfo italiano in campo internazionale

Il 15 gennaio di tre anni fa avevo colorato di giallonero una delle mie puntate di Biancorossinews. In studio, davanti ai quattro ospiti (il direttore sportivo Matteo Malfatti, l’addetto stampa Massimo Airoldi e gli attaccanti Michael Mazzacane e Alessio Piroso), c’era una scatola rettangolare, ben infiocchettata, che avevo ignorato per i primi tre quarti della trasmissione. Poi, all’improvviso, avevo chiesto: «Chi vuole aprirla?». 

Non aveva avuto esitazioni Piroso, che, pur essendo appena arrivato a Varese, già sapeva emanare il carisma di un veterano. Proprio lui estrae dalla scatola una coppa tutta trasparente, dalle forme essenziali ma preziosissima, trattandosi dell’unico trofeo internazionale vinto da una squadra italiana, nonché dell’ultimo alloro continentale conquistato da Varese: la Federation Cup sudata e meritata dai Mastini nel 1995 a Trenčín, in Slovacchia, dopo aver battuto 2-1, ai rigori, nella semifinale del 28 dicembre, i padroni di casa del Dukla, e poi, 4-3, i russi del Metallurg Magnitogorsk, nella finale del 29 dicembre.

Piroso, che sarebbe nato nove mesi dopo, il 26 settembre del 1996, capisce subito tutto. Si scalda e si emoziona, anche se non lo fa vedere. Si sente però distintamente che una scossa vibra sotto la sua pelle. I suoi occhi si appiccicano alla Federation Cup, mostrata poi dal giocatore alle telecamere come se fosse la Stanley Cup. Con orgoglio Piroso promette il massimo nelle finali di Coppa Italia che, pochi giorni dopo i Mastini avrebbero giocato a Merano perdendo (con onore) la finale contro i padroni di casa. 

Tre anni dopo, le Finali sono qui. Al PalAlbani, dove i Mastini avevano festeggiato solo il secondo scudetto (il primo lo avevano vinto con estrema goduria in casa del Bolzano).

Quel 4 marzo 1989 il PalAlbani era ancora più bello di oggi perché un pienone così non si era mai visto. Stretti come sardine in piedi l’uno dietro all’altro avvolti dall’aria gelida viziata di tabacco e dal profumo della birra che marchiava la casacca giallonera. Il Fassa svanisce e alla fine applaude Varese sul ghiaccio invaso da tutti noi. È una festa. Anche con quelli del Fassa. È solo una festa ? No. È il momento anzi il movimento unico che unisce una città con un unico infinito battito di cuore. Un battito assordante da riascoltare insieme… Piroso pensaci tu.

Filippo Brusa


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