Chi pensa che dopo dieci vittorie in undici partite sia arrivato il momento per i Mastini di gonfiare il proprio ego e le proprie aspettative, beh… si faccia una birra (anzi, meglio un bicchiere di vino: lo preferisce) con Claude Devèze. Verrà rimandato al mittente con una “figura retorica” tra le più belle sentite nel mondo dello sport: «È arrivato semplicemente il momento di separare i bambini dagli uomini…».
Lo avevamo già scritto, lo confermiamo convinti: questo canadese, di professione allenatore del Varese, è un uomo in missione. E finché potrà dare un grammo di se stesso per arrivare a concluderla con una vittoria, finché non suonerà il gong a decretare l’esito della battaglia, per lui non ci sarà spazio per nient’altro: elogi ai singoli, filosofia, festeggiamenti parziali, paragoni, futuro.
C'è un però: lui è qui e non vorrebbe essere in nessun altro posto nel mondo. Leggere per credere.
Coach, qual è il giocatore più decisivo in questo momento così prodigo di vittorie per i Mastini?
Non c’è un solo giocatore, per arrivare all’obiettivo sono tutti importanti: è importante il salvataggio del portiere, la giocata difensiva, il passaggio, il gol. Quando ho iniziato questa stagione ho voluto costruire una squadra che desse a tutti una possibilità di incidere: per me quello che conta è il team concept, ciò che unisce dei giocatori che giocano insieme. Non voglio una formazione in cui un paio sono campioni e tutti gli altri sotto di loro…
Non la vediamo mai esultare a fine gara con i tifosi… come mai?
Sono una persona che non va mai né troppo in alto, né troppo in basso come umore. E non sono uno da grandi manifestazioni. A fine partita preferisco lasciare spazio ai miei giocatori nei festeggiamenti: io mi chiudo in ufficio a guardare i video. Ciò non toglie che mi senta molto vicino ai nostri supporter, che stanno creando un’atmosfera bellissima nella nostra arena. Un giorno festeggerò anch’io con loro...
Quando, coach?
Alla fine…
Ma questo Varese può davvero arrivare fino in fondo?
Abbiamo la possibilità di vincere tutto come di perdere tutto. La strada è davvero ancora molto lunga e abbiamo tante cose ancora da migliorare prima che sia troppo tardi. È una questione di dettagli: ogni giorno si trova un dettaglio da migliorare. La disciplina è uno di questi.
Cosa intende?
Penso ad alcune penalità stupide che incassiamo. Vorrei che i miei giocatori capissero che solo con la disciplina e la concentrazione avranno successo. Se ci sarà qualcuno che penserà a se stesso, non accadrà invece nulla di buono. A inizio stagione avevo detto che mi sarebbero serviti tre mesi: sono passati ed è arrivato il momento di separare i “bambini” dagli “uomini”.
Un segreto per riuscire nei playoff è…
Essere perfetti nelle situazioni di superiorità e inferiorità numerica.
C’è stata una partita perfetta finora giocata dal Varese?
No, la perfezione è lontana. Ma ad Appiano, Cavalese e con il Dobbiaco abbiamo giocato a un livello superiore alla norma, con un ottimo mindset.
C’è un giocatore che rispetto alla sua prima esperienza giallonera ha trovato migliorato?
Potrei dire che stavolta i portieri sono forti e funzionano e che sono molto contento della mia difesa, ma la verità è che quel che più conta è il puzzle: conta come i pezzi stanno insieme. E i pezzi sono diversi rispetto alla scorsa volta.
La provochiamo: meglio vincere il campionato o la coppa?
Il prossimo incontro: vi assicuro che penso solo a quello e i miei giocatori anche. Poi, sia chiaro, darò tutto per vincere entrambi i trofei.
Dovesse farcela se ne andrà da Varese?
Ho firmato per due anni e non penso al futuro.
Quale regalo chiede a Babbo Natale?
Io il mio regalo ce l’ho già ed è essere qui tutti i giorni per fare il meglio per questa squadra e per vincere. Non voglio nient'altro. Sono contento del mio lavoro, sono contento quando ogni giorno guardo i miei giocatori: il mio regalo sono loro, la società, gli addetti del palaghiaccio.
Cosa fa Claude Devèze fuori dal campo?
Smette finalmente di pensare all’hockey, va in palestra, si beve un bicchiere di vino e magari fa anche una gita al Sacro Monte.