Economia - 13 dicembre 2022, 17:02

I numeri del mercato refurbished (e perché comprare elettronica ricondizionata conviene)

Comprare uno smartphone ricondizionato conviene o, almeno, è quello di cui sono convinti sempre più italiani, perché si riesce a risparmiare

Comprare uno smartphone ricondizionato conviene – o, almeno, è quello di cui sono convinti sempre più italiani – perché si riesce a risparmiare, si porta a casa un telefono come nuovo e con ottime prestazioni, si può optare per un modello top di gamma nonostante un budget limitato e si fa un gesto più amico della natura dal momento che il ricondizionamento salva dispositivi ancora perfettamente funzionanti dal diventare rifiuti elettronici. È presto spiegato così il successo di cui gode attualmente l’elettronica ricondizionata, successo confermato dai numeri del mercato refurbished.

Quanto vale, come cresce, qual è il risparmio e altri numeri sul mercato refurbished

Secondo delle stime il mercato dell’elettronica ricondizionata vale già adesso decine di miliardi di euro: entro il 2024 si arriverà a quota 65 miliardi e la crescita continuerà a essere esponenziale, fino a superare nel 2027 il +10%. Tra le ragioni di questo exploit non si può non considerare il fatto che comprare uno smartphone ricondizionato risulta una scelta più in linea con la necessità di rivedere e ridimensionare le spese in un momento di difficoltà economica: per molti italiani, cioè, acquistarlo ricondizionato sarà l’alternativa a non poter sostituire il vecchio smartphone.

La possibilità di risparmiare è del resto, come in parte si accennava, tra le principali ragioni di successo dell’elettronica ricondizionata. Tra i numeri del mercato refurbished, non a caso, uno dei più citati è quello che vuole il prezzo di uno smartphone ricondizionato inferiore rispetto a quello di mercato di almeno il 30% e fino al 60%. In media cioè, secondo altre stime, si riuscirebbe a risparmiare circa 200 euro acquistando uno smartphone ricondizionato al posto di uno smartphone nuovo: è una cifra che va rapportata però al modello scelto, da quanto tempo si trova sul mercato, le condizioni di partenza del dispositivo. Di certo c’è che anche se si stanno cercando modelli recenti, come nel caso di un iPhone 13 ricondizionato, su siti specializzati come Certideal si possono riuscire a fare buoni affari.

Chi ha analizzato il mercato refurbished cita spesso almeno altri due dati: l’età media di chi acquista smartphone e altri dispositivi ricondizionati e il risparmio in termini di emissioni di CO2 che si ha optando per dispositivi di questo tipo. I due numeri sono più strettamente connessi di quanto si possa immaginare. Sebbene acquistare ricondizionato sia ormai un’abitudine diffusa in tutte le fasce di popolazione, sembrano essere soprattutto i più giovani a preferire i dispositivi ricondizionati, specie quando si tratta di smartphone o gadget hi-tech. C’entra naturalmente una minore disponibilità di spesa; i giovani Millennial e i giovanissimi della Generazione Z, però, sono sempre più attenti a fare acquisti consapevoli e che abbiano un minore impatto sull’ambiente e sulla salute del Pianeta: a convincerli a preferire un iPhone ricondizionato potrebbe essere insomma l’evidenza che, a parità di prestazioni, il suo impatto ambientale è di quasi l’80% in meno rispetto a quello di un iPhone nuovo. Ciò è possibile soprattutto in virtù del fatto che rimettere in circolo un device ricondizionato ne abbassa l’impronta carbonica: per più anni lo si utilizza e meglio si ammortizzano, infatti, decine di chili di anidride carbonica emessa nell’atmosfera da uno smartphone dal momento in cui vengono estratte le materie prime per la sua realizzazione a quello del suo corretto smaltimento.