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Busto Arsizio | 07 dicembre 2022, 15:41

“Spazi nuovi” per l’Ite Tosi” significano anche rigenerare il quartiere

Ieri si è parlato di sostenibilità, rigenerazione urbana e innovazione di Busto Arsizio nel corso di un incontro all’istituto di viale Stelvio. Presentato anche il progetto del “Mind Village” di Milano

“Spazi nuovi” per l’Ite Tosi” significano anche rigenerare il quartiere

Sostenibilità, rigenerazione urbana, città green, innovazione. Di questo si è parlato ieri sera all’istituto tecnico di viale Stelvio nell’ambito di un incontro dedicato a “I nuovi spazi dell’Ite Tosi – Siamo pronti a creare insieme spazi innovativi, immersivi, sostenibili e ri-generati”. E il “Campus” di Busto Arsizio ne è già un esempio, a partire dall’ingresso con tanto verde e una parete di bosco verticale e dall’Auditorium che ha accolto il pubblico: uno spazio avveniristico, ospitale, con alle pareti immagini luminose di pianeti. E gli studenti, come ha ricordato la dirigente Amanda Ferrario, già lo scorso anno in collaborazione con la Liuc avevano portato avanti un progetto di rigenerazione urbana dove avevano prodotto un report per tenere alto il concetto della sostenibilità e del recupero degli spazi. Insomma è stata ridisegnata tutta la scuola, riabitate le aule, riadattati gli spazi. 

E a chiarire il valore della sostenibilità ambientale e sociale, del futuro che dovrebbe rispondere ai canoni del green, dell’innovazione e della rigenerazione urbana è intervenuto Diego Valazza, business development presso Lendlease Corporation che on line ha illustrato il progetto del Mind Village di Milano, un progetto di recupero dell’area Expo che vede il coinvolgimento di pubblico e privato. «Una città dell’innovazione – ha spiegato – che ospiterà 70-80mila persone e prevede la cooperazione di 200 aziende, 40 ettari destinati a verde, la cui accessibilità è favorita da mezzi pubblici e mobilità interna».

Da Milano il discorso è poi approdato in città con l’intervento dell’assessore alla sicurezza e mobilità sostenibile Salvatore Loschiavo che ha parlato dei progetti di Busto SiCura, chiarendo in primis come il nome del suo assessorato si sia modificato da “viabilità a sostenibilità”. «Due sono gli strumenti per rendere più sostenibile Busto Arsizio – ha detto – Uno è il Piano urbano di mobilità sostenibile, l’altro della realizzazione di una città senza auto, senza ovviamente fare una dichiarazione di guerra contro le automobili». Ha anche illustrato le prove concrete e dimostrazioni fatte di quello che potrebbe essere il futuro della città: per esempio la vivibilità delle aree antistanti le scuole, come le transenne poste davanti alla scuola Marco Polo che hanno offerto ai ragazzi uno spazio e un flusso più sicuro. A questo andranno aggiunti interventi sull’arredo urbano per far sentire questo spazio dei ragazzi. Anche l’esperimento di via Cavallotti con il verde e i mille studenti che hanno svolto le lezioni all’aperto ha dato manforte alla Busto del futuro sempre più green. «Dunque le sfide del futuro – ha spiegato – stanno nella riorganizzazione, ammodernamento, incremento del trasporto pubblico locale e interventi sulla logistica come la Hydrogen Valley. Occorre tuttavia considerare dei limiti: le risorse e la mentalità».

Su una città per le persone e non per le auto ha insistito anche Marco Fardelli, tecnico ed esperto di mobilità sostenibile. «Abbiamo bisogno di riappropriarci delle città – ha detto – e dobbiamo lavorare affinché i ragazzi di dodici anni possano muoversi in autonomia. Abbiamo in cantiere il progetto “Bike to school” per far arrivare a scuola i ragazzi in sicurezza e il “Bike to work” dedicato invece ai docenti che si recano al lavoro».

A dare voce ai giovani è intervenuto Alessandro Lupi, presidente dell’associazione Politics Hub di Legnano che ha anche illustrato tre progetti come quello di creare un polmone verde con la costruzione di un parco nella zona di 60mila metri quadri del vecchio scalo merci in abbandono. Si verrebbero a creare 1,5 km di piste ciclabili, stagno, percorsi pedonali, panchine. L’altro progetto è il Polo sociale con la ristrutturazione e innovazione di quello che sarà l’ex ospedale di Busto Arsizio e infine il “Green roof” con la coperture verde di chiusure orizzontali che sfruttano la vegetazioni apportando vantaggi a livello di abbassamento della temperatura, regolare flusso di acqua piovana, purificazione dell’aria.

Insomma ieri si è respirato tanto desiderio di piste ciclabili e verde.

Laura Vignati

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